Turchia, ‘Donne Magistrato’: “Messe tutte a sedere su quel divano”

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"Erdogan calpesta nuovamente la dignità e i diritti"
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ROMA – “Ancora un gesto gravemente offensivo per le donne. Lasciare Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione Europea, in posizione defilata e non al posto d’onore durante l’incontro con il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il Presidente del Consiglio Ue Charles Michel, ha mostrato l’evidente intenzione di calpestare nuovamente la dignità delle donne, proprio durante l’incontro in cui la Presidente ha parlato dei diritti delle donne”. Così in in una nota Isabella Ginefra, presidente edell’Associazione Donne Magistrato Italiane (A.D.M.I).

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A.D.M.I. “stigmatizza la gravità dell’episodio con cui è stata commessa una scorrettezza istituzionale nei confronti della rappresentante dell’Unione Europea ed è stato, altresì, compiuto un atto palesemente discriminatorio con il quale Erdogan ha platealmente sottolineato la sua inaccettabile posizione sulla questione di genere, già evidenziata con la decisione di ritirarsi dalla Convenzione di Istanbul. L’atteggiamento assunto dalla Turchia, guidata dal suo Presidente, è l’ulteriore segnale di allontanamento dai valori della Convenzione europea e dalla Carta UE dei diritti dell’uomo, nonostante la sua aderenza alla prima e il suo manifestato desiderio di far parte dell’Unione europea”. ADMI, perciò, “rivendicando quel ‘patrimonio comune di tradizioni e di ideali politici, di rispetto della libertà e di preminenza del diritto’ richiamato dal Preambolo della Convenzione europea, condanna fermamente l’episodio ritenendolo sintomatico di un arretramento nel percorso di uguaglianza dei cui successi, invece proprio Ursula von der Leyen può ritenersi un simbolo. Siamo state messe tutte a sedere su quel divano….”.

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