Casco sul monopattino? Tar boccia ordinanza Comune Firenze, che non si arrende

"Andremo avanti correggendo la procedura secondo le indicazioni del giudice", assicura il sindaco Dario Nardella. Nel frattempo "convocherò i gestori dei servizi di noleggio per capire se ci sono le condizioni per una soluzione condivisa"
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FIRENZE – Un’ordinanza comunale non può imporre l’obbligo del casco sul monopattino elettrico. È questo, in sintesi, il parere dei giudici del Tar toscano che hanno bocciato la misura scattata a Firenze dal primo febbraio. Secondo il tribunale hanno ragione Timove e Bit Mobility, due delle società che gestiscono il servizio sharing: il provvedimento va annullato. Difesa politicamente dal sindaco Dario Nardella (“È una questione di sicurezza, quando c’è in gioco la vita sulla strada non si scherza”), la misura non ha fatto breccia in camera di consiglio, perché, è scritto nella sentenza, “i generici riferimenti al potere di ordinanza contingibile ed urgente non valgono da soli a qualificare la natura dell’atto in quanto non trovano alcun riscontro in una concreta ed effettiva situazione di emergenza locale all’interno della sua motivazione”. Inoltre “secondo la costante giurisprudenza i provvedimenti con i quali si disciplina la circolazione sulla viabilità comunale” assumono “natura tipicamente gestoria ed esecutiva e, quindi, appartengono alla competenza dei dirigenti, e non del sindaco”. Si tratta peraltro, ecco uno dei passaggi più significativi perché ribalta la questione sul tavolo nazionale, “di valutazione riservata al legislatore che non può essere effettuata caso per caso dal giudice” anche “in ragione della delicatezza degli interessi coinvolti”.

IL COMUNE DI FIRENZE NON ALZA BANDIERA BIANCA

Perso il round al Tar, il Comune di Firenze non alza bandiera bianca. Sull’obbligo del casco alla guida dei monopattini elettrici “ci attiviamo subito per andare avanti correggendo la procedura secondo le indicazioni del giudice“, assicura il sindaco Dario Nardella. Nel frattempo, sottolinea commentando la sentenza dei giudici che bocciano l’ordinanza di Palazzo Vecchio, “convocherò i gestori dei servizi di noleggio per capire se ci sono le condizioni per una soluzione condivisa mirata a salvaguardare la sicurezza stradale e la vita delle persone, che viene prima di ogni cosa”. Il tribunale, aggiunge, “pur dando sostanzialmente atto che l’imposizione generalizzata del casco comporta una valutazione di interessi pubblici diversi da quelli strettamente legati alla mobilità, ha tuttavia affermato che anche per una simile decisione la competenza abbia carattere gestionale e dunque spetti ai dirigenti”. Quindi l’amministrazione prende atto dell’interpretazione, anche se, osserva il primo cittadino, “la considerazione degli interessi pubblici in gioco”, come “l’incolumità pubblica e la salute dei cittadini, avrebbe potuto suggerire una soluzione diversa”. L’amministrazione, ribadisce, è “per incentivare l’uso del monopattino, ma vogliamo che questo venga fatto nel rispetto di questi principi non negoziabili perché purtroppo i rischi sono dietro l’angolo, com’è confermato dal tragico evento che proprio oggi si è verificato a Genova, dove una donna su un monopattino ha perso la vita”. Per questo “torno a chiedere a gran voce a governo e Parlamento di intervenire per estendere l’obbligo del casco, oggi previsto per gli under 18, anche a tutti gli altri“.

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