Covid, Zaia: “Abbiamo due contatti per acquistare il vaccino”

Il presidente della Regione spiega che si sta muovendo per tutelare la salute dei veneti. A ore una nuova ordinanza, che potrebbe contemplare un allentamento ragionato per le palestre
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VENEZIA –  La Regione Veneto sta intrattenendo due contatti per l’acquisto di dosi di vaccino anti-Covid. Lo spiega il presidente della Regione, Luca Zaia, in conferenza stampa dalla sede della Protezione civile regionale a Marghera. Si tratta di “disponibilità tutte da verificare, che riguardano vaccini autorizzati”, afferma Zaia. “È vero che la Regione ha avuto dei contatti, noi li vogliamo avere nell’ambito della legalità e nel rispetto di tutte le leggi italiane ed europee”.

L’eventuale acquisto delle dosi di vaccino, quindi, non sarebbe “in contrapposizione con il Governo“, assicura Zaia. “Ma prendiamo atto che prima viene la salute dei veneti… Se ci arriva uno con un camion di vaccini autorizzati, noi abbiamo titolo per acquistare farmaci. E a che titolo diciamo invece no ad un’offerta per la fornitura di vaccini?”, si chiede Zaia ipotizzando che se prossimamente la pandemia dovesse tornare ad acuirsi in Veneto, causando altri decessi, si potrebbero anche paventare delle responsabilità nel caso la Regione decidesse di non acquistare dosi di vaccino disponibili. “Stiamo verificando tutto perché non resti nulla di inevaso“, continua Zaia precisando che delle due offerte valutate, una ha “un prezzo circa quattro o cinque volte maggiore” rispetto a quello concordato dall’Unione europea, mentre l’altra “ha un costo che sembra del 10% circa più basso. E questo è inspiegabile”. Certo, conclude Zaia, “se volessimo comprare vaccini non autorizzati avremmo molta più disponibilità già da ora”.

“DI CHIUDERE I CONFINI COMUNALI NON SE NE PARLA”

Nelle prossime ore, o comunque prima del prossimo fine settimana, la Regione Veneto potrebbe emettere una nuova ordinanza, per cercare di scongiurare gli assembramenti nei centri cittadini. “Di chiudere i confini comunali non se ne parla proprio”, assicura Zaia, che spiega di essere al lavoro per un’ordinanza “rispettosa dell’ambito della zona in cui ci troviamo, che è la zona gialla”. Un’ordinanza “pesante” non sarebbe infatti “sostenibile in questo momento”, da un punto di vista epidemiologico e perche’ “il contesto socioeconomico non ha bisogno di altre mazzate”, ma “il tema assembramento ci preoccupa”. Infatti, “a fine febbraio faremo un bilancio, sapremo quanto avrà prodotto l’assembramento scolastico e quanto ha prodotto l’assembramento in piazza”, conclude, precisando di non voler colpevolizzare nessuno, né chi va a scuola né chi vuole bere uno spritz, ma di voler chiedere la collaborazione di tutti per uscire da questa difficile situazione. “Noi oggi siamo per assurdo la comunità meno infetta d’Europa, ma questo non vuol dire che sarà così all’infinito, tutto dipenderà dai nostri comportamenti”.

“SIAMO ORGANIZZATI PER VACCINARE, NON CI SERVONO LE PRIMULE”

“Oggettivamente senza voler fare i bulli siamo organizzati per vaccinare, non ci servono strutture accessorie”. Lo afferma il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, spiegando che il piano vaccinale veneto non contempla l’utilizzo delle strutture ‘Primula’ volute dal commissario per l’emergenza sanitaria Domenico Arcuri. “Immagino che se le fanno è perché c’è qualcuno che magari in altre Regioni d’Italia ne ha necessità”, prosegue Zaia. “Ne fanno 21, una per Regione, se c’è qualcuno che ha bisogno noi facciamo la nostra parte nel cederle”, conclude.

“SI PUÒ PENSARE AD UN ALLENTAMENTO RAGIONATO PER LE PALESTRE”

Secondo il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, le misure di contenimento della pandemia post 15 febbraio dovrebbero prevedere “un allentamento ragionato, in sicurezza”, per le palestre. “Certo che gli assembramenti del fine settimana non ci aiutano ad andare ad un tavolo e pensare che la zona gialla si possa allargare, perché poi ci rispondono che quel poco di allargamento che si poteva fare ce lo siamo guadagnati tutto in piazza…”, conclude Zaia.

“SALVINI? L’AUTONOMIA CE L’HA NEL CUORE”

“Penso che Salvini l’autonomia ce l’abbia nel cuore, non ha bisogno di avvocati difensori, ma quando fai un discorso a braccio all’uscita da un incontro così pesante… Non mi sentirei di mettere in croce il segretario perché non l’ha citata”. Così il presidente della Regione Veneto Luca Zaia commenta alla stampa il fatto che il segretario della Lega Matteo Salvini non abbia citato l’autonomia all’uscita dall’incontro con il presidente del Cosiglio incaricato Mario Draghi, sabato scorso.

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