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Da Chiara Ferragni a Suor Anna, Sala consegna gli Ambrogini d’oro

Premiazione sia in presenza che in streaming per "i cittadini che cambiano la comunità"
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MILANO – Interpretare l’insegnamento di Sant’Ambrogio, il Santo patrono cittadino, “che non divise mai, unì, scelse la faticosa strada di unire, di mettere insieme pensieri diversi e di non creare discriminazioni”. Un insegnamento che deve essere interpretato in primo luogo dal sindaco ma anche dalla cittadinanza, perche’ “il cambiamento lo fanno le comunità, non la politica in sé”, con un obbligo: “stare sempre dalla parte dei deboli e dei più poveri”. Sono i passaggi più significativi del discorso con cui il sindaco di Milano Giuseppe Sala introduce la trentesima cerimonia della consegna delle Medaglie d’Oro e delle Civiche Benemerenze, più comunemente chiamati ‘Ambrogini d’Oro’, tradizionale appuntamento con cui il Comune di Milano premia i cittadini che più si sono distinti durante l’anno. Nel 2020 l’appuntamento non si ferma neanche davanti al covid, con la cerimonia che trova spazio nella sala Alessi di Palazzo Marino, pur ‘coadiuvata’ dalla trasmissione in streaming. “A volte ci dimentichiamo che questa città ha 26 secoli di storia e tutte le volte che è stata chiamata al cambiamento, ha dato il meglio di sé”, afferma Sala, sottolineando comunque che qualsiasi cambiamento “a volte è una scelta, a volte è un obbligo”, ma in questo caso “è insieme una scelta e un obbligo”.

Una cerimonia che quest’anno vede la consegna della Grande Medaglia d’Oro alla Memoria agli operatori sanitari caduti durante la pandemia. “Un pensiero a chi non c’è più- ricorda Sala durante il proprio discorso, menzionando “le medaglie alla memoria dedicate a chi ha lottato”, ma senza dimenticare di pensare alla Milano che troveremo “anche per rispetto a chi non c’è più”.

Oltre ai medici, premiati con medaglie d’oro alla memoria anche i tassisti Giuseppe Allegri e Mauro Resmini, scomparsi per covid, Cristina Cattafesta, paladina delle battaglie per i più deboli e delle donne costrette, nonché fondatrice del Coordinamento italiano per il sostegno alle donne afghane, e Raffaele Masto, giornalista di Radio Popolare, vittima anch’egli di Coronavirus.

Tra i premiati in vita invece il navigatore solitario Ambrogio Beccaria, gli ‘influencer’ Chiara Ferragni e Fedez (“Con un racconto ironico sulla vita da famiglia milanese in quarantena, hanno sensibilizzato sull’importanza di osservare le regole per contenere il contagio”, recita la motivazione, e “con altruismo unito a senso pratico, hanno lanciato una raccolta fondi per l’ampliamento in tempi record del reparto di terapia intensiva dell’Ospedale San Raffaele”), il cantautore milanese Fabio Concato, il medico e membro del Cts nazionale Erica Dejana, Suor Anna Monia Alfieri (per il suo impegno nell’istruzione), la partigiana e fondatrice del centro Acquabella, Loredana Bulgarelli. Ecco alcuni cittadini che cambiano la comunità, come affermato dal sindaco. Perché Milano, piegata ma non spezzata dalla pandemia, vuole presto “tornare a essere esempio e fonte d’ispirazione per il nostro Paese, per l’Europa e per il mondo“.

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