Giarrusso (M5s) attacca Pignatone: “Sconcertanti archiviazioni, torni in antimafia”

Senatore e avvocato con un lungo impegno antimafia, sintetizza: "Qualcuno ha sbagliato: o ha proceduto con leggerezza o mancanze nelle indagini"
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ROMA  –  “Alla Procura di Roma c’e’ un problema evidente. La richiesta di archiviazione per 116 persone indagate, in un’inchiesta che ha avuto la eco enorme qual e’ stata ‘mafia capitale’, e’ un fatto sconcertante. E’ il caso che Pignatone torni in commissione Antimafia a spiegare cosa e’ successo”. Il senatore dei Cinque Stelle Mario Michele Giarrusso, intervistato dall’agenzia DIRE, chiede chiarezza sugli esiti dell’inchiesta per la quale la procura di Roma ha chiesto l’archiviazione per 116 persone indagate.

“Qualcuno ha sbagliato: o ha proceduto con troppa leggerezza o ha commesso delle mancanze nelle indagini“, spiega Giarrusso, senatore e avvocato con un lungo impegno antimafia. “Io non ho mai visto un’indagine i cui capi d’imputazione sono associazione mafiosa o concorso esterno finire con un numero cosi’ alto di archiviazioni. Questo non e’ un caso di differenti valutazioni tra magistratura inquirente e giudicante. Qui e’ la procura che dopo aver mosso delle accuse pesanti, sulla base di indagini che si suppone siano state scrupolose e riservate come sono quelle che consentono di formulare l’accusa ‘mafiosa’, ebbene ora e’ la Procura stessa a fare marcia indietro. E’ una enormita’ senza precedenti, rispetto alla quale chiediamo che Pignatone torni in Commissione antimafia, e ci spieghi cosa e’ accaduto”.

Giarrusso ricorda la vasta eco che l’inchiesta ha scatenato un anno fa. “Decine e decine di persone sono state per mesi sui giornali. Si e’ parlato di un ‘mondo di mezzo’ e di un ‘mondo di sopra’. Qui il ‘mondo di sopra’ e’ improvvisamente evaporato. E ci si chiede di credere che al Campidoglio comandavano Carminati e 4 impiegati. E la politica che faceva? Qui non stiamo parlando degli scontrini di Marino. Qui stiamo parlando di infiltrazioni mafiose. E ora cosa si dice: abbiamo scherzato?“.

di Alfonso Raimo, giornalista professionista

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