VIDEO | Minori, Castagnola-Marzetti: “Bisogna tutelarli, dalla casa al web”

Intervista doppia ad avvocato e a Garante infanzia Regione Lazio
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ROMA – “L’80% dei bambini deceduti a causa di maltrattamenti in famiglia ha da 0 a 4 anni: piccoli che non hanno voce”. E’ la fotografia che riassume le ultime pagine di cronaca nera in cui vittime sono stati i più piccoli: da Cardito, a Genzano di Roma, a Frosinone e infine a Novara di cui hanno parlato, in un approfondimemto DireDonne dedicato all’infanzia, l’avvocato Iside Castagnola, membro del Comitato media e minori del ministero dello Sviluppo Economico e il Garante dell’infanzia del Lazio, Jacopo Marzetti.

TUTELA MINORI, DALLA CONFLITTUALITA’ GENITORIALE ALLA MEDIA EDUCATION

L’agenda del Garante dell’infanzia Lazio è ispirata alla costruzione di un’alleanza vera e propria tra le istituzioni: quasi una task force a difesa dell’infanzia. “Le cronache sono drammatiche- ha detto Marzetti- e le vittime sono minori, donne e tutti coloro che sono in posizioni fragili. Per le azioni di prevenzione è fondamentale la collaborazione tra le istituzioni e l’attivazione e diffusione, nelle scuole e nelle famiglie, anche di protocolli tra i vari ordini professionali coinvolti, soprattutto sulla questione della conflittualità genitoriale. Per questo con il Tribunale di Roma- ha sottolineato il Garante- abbiamo istituito un tavolo di lavoro per la prevenzione della violenza contro donne e bambini. Ma non basta. Bisogna sensibilizzare l’interesse dei vicini e della comunità– questo l’invito di Jacopo Marzetti- affinché chiunque abbia il sentore di qualcosa o ne sia a conoscenza denunci e si senta sicuro nel farlo”.

Ma parlare di tutela dei minori oggi vuol dire occuparsi anche della sicurezza nel mondo del web. “Tutti i minori sotto i 14 anni non possono usare i social e dobbiamo ripeterlo a quei genitori che prestano i loro account esponendo i figli al rischio dell’adescamento online o alla violazione della loro privacy, un concetto di cui i giovani non sono consapevoli. La legge 71 per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo ha stimolato un impegno ormai quotidiano- ha spiegato l’avvocato Castagnola- e proprio insieme al Garante, alla polizia postale e ai Corecom abbiamo realizzato un vero e proprio viaggio nelle scuole e nelle famiglie perché i giovani imparino ad usare il web in modo cosciente. I nostri ragazzi mettono a rischio la loro privacy e la reputazione online che rimarrà per sempre. La chiamiamo media education e- ha ribadito l’avvocato- va fatta a tappeto”.

VIOLENZA ASSISTITA E CULTURA DELL’INFANZIA

“Bisogna fare di più- ha sottolineato il Garante Marzetti- sulla cultura dell’infanzia”, anche se ha ricordato gli interventi legislativi importanti già in campo sul “bullismo,cyberbullismo, i minori stranieri non accompagnati, le telecamere negli asili, ma- ha detto- c’è ancora molto da fare sulla conflittualità genitoriale e serve collaborazione con gli enti istituzionali anche a livello legislativo. In ambito regionale- ha ricordato Marzetti- c’è un importante intervento legislativo da calendarizzare su questa materia. Come Garante non propongo leggi, ma vigilo e ritengo che questa legge possa essere importante per i diritti del fanciullo”. 

“Non perdiamo speranza nelle istituzioni- il messaggio di Iside Castagnola, che ha ricordato “il servizio gratuito dalla Presidenza del Consiglio dei ministri che con il numero gratuito 1522 assicura h 24 con operatrici specializzate assistenza legale e psicologica alle donne. Non bisogna essere autoreferenziali- ha concluso- perché una strada da percorrere c’è sempre. Quando i genitori non sono in grado, deve essere la comunità a responsabilizzarsi. Il caso di Monterotondo insegna che dalle 5, quando il padre di Deborah è tornato a casa ubriaco e ha iniziato a picchiare le donne della famiglia, fino alle 8 nessuno dei vicini ha segnalato nulla. Sarebbe bastata una chiamata alla polizia per evitare la morte di quest’uomo e una ferita per sempre nel cuore di Deborah”.

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7 Giugno 2019
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