A Roma Italia Viva sosterrà Calenda, “anche se ci fosse Gualtieri”

carlo calenda
Per la corsa al Campidoglio Italia Viva ha scelto di sostenere Calenda e il segretario romano del partito di Renzi, Marco Cappa, parlando all'agenzia Dire ha spiegato perché
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ROMA – “Noi sosterremo Calenda anche se si candidasse Gualtieri, perché la sua è la candidatura migliore e dalle varie simulazioni che abbiamo visto in questi giorni al secondo turno batte tutti”. Italia Viva ha scelto e il segretario romano del partito di Renzi, Marco Cappa, parlando all’agenzia Dire ha spiegato perché gli ex dem per le prossime elezioni a Roma porteranno la bandiera del leader di Azione, anche se in campo scendesse Roberto Gualtieri.

“Noi non lo abbiamo mai visto Gualtieri, nessuno ci ha chiamato per dire ‘sostenete Gualtieri’ e le novità sulla sua candidatura le abbiamo apprese dalla stampa– ha spiegato Cappa- La strategia del PD su Gualtieri e’ stata sbagliata fin dall’inizio, quando hanno cercato di dare vita a una coalizione larga che comprendeva il 5 Stelle ma questa operazione ha solo dato ossigeno alla Raggi che un anno fa come consensi era messa male. Non avendo fatto opposizione in Campidoglio e non avendo trovato una candidatura condivisa come chiedevamo da sei mesi, lei è cresciuta. Se il PD si sveglia siamo lieti di dialogare ma senza dire, anche nei municipi, ‘il candidato lo esprimiamo’”.

Il PD vorrebbe fare le primarie ma Calenda non intende partecipare: “Mi pare irrealistico realizzarle, mi sembrano incompatibili col clima che c’è nel Paese. Ma come, non riapriamo bar e ristoranti e poi diciamo che facciamo le primarie? Se ci chiedono formalmente di fare le primarie valuteremo ma eravamo scettici quando ancora non c’era stata la terza ondata della pandemia e lo diciamo a maggiore ragione ora. Fino a quando sono stato nel PD, io e altri che poi siamo fuoriusciti eravamo tra quelli che sostenevano l’importanza delle primarie contro chi pesava fossero il male assoluto e ora è l’attuale classe dirigente”.

La certezza di Italia Viva si chiama Calenda: “La pensiamo allo stesso modo su tutto, è il Pd che ha cambiato idea- ha continuato Cappa- Se il PD vuole fare un accordo nazionale largo come sta avvenendo forse ha senso sostenere Calenda”. Ma l’ex ministro del Mise difficilmente riuscirebbe ad attrarre su di sé nell’eventuale ballottaggio i voti dei grillini: “Se il PD vuole fare un accordo con altre forze politiche c’è una persona in campo da ottobre che si è candidata in maniera limpida ed è disposto a parlare con tutti. Su un’agenda riformista noi non abbiamo dubbi: Calenda ha mostrato tutta la sua capacità di stare sul pezzo delle battaglie riformiste, mentre il Pd ha smesso di fare opposizione in Campidoglio e ho dubbi che sia giusto che il candidato sindaco venga da lì. Sfidiamo il PD a essere riformista e lo scenario migliore è quello di una candidatura ampiamente e chiaramente riformista, capace di prendere voti da Ciaccheri (esponente di punta della sinistra civica di Liberare Roma, ndr) ai delusi del centrodestra e fare breccia nei mondi non rappresentati dal centrosinistra: insomma molto più dei voti dei 5 Stelle”.

Una prova di forza da verificare nel tavolo del centrosinistra, insieme alla vicenda primarie: “Non si riunisce dal 30 dicembre non so di che tavolo stiamo parlando… Quando ci convocheranno noi andremo e penso ci andra’ anche Calenda. Siamo pronti a discutere su tutto ma bisogna capire che idea abbiamo ad esempio su Ama e Atac per capire dare quale centrosinistra immaginiamo. Ci vuole condivisione sui progetti, le idee, cosa fare e come prima di scegliere chi le fa”. E questo vale anche per i candidati presidente Municipi: “Anche lì va fatto un ragionamento comune. Una coalizione di centrosiniatra larga sarebbe potenzialmente vincente nella stragrande dei Municipi ma anche in questo caso ci vuole condivisione senza imposizioni”, ha concluso Cappa.

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