A Civitavecchia un’area per l’inumazione dei feti, l’indignazione della Consulta delle Donne

Affidata ad associazione 'Difendere la vita con Maria Onlus'
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ROMA – Un’area del cimitero dedicata all’inumazione di “prodotti abortivi e feti entro il terzo mese che non siano stati dichiarati nati morti dall’ufficiale di stato civile”. Succede a Civitavecchia, alle porte di Roma, dove l’associazione ‘Difendere la vita con Maria Onlus‘ riesce ad ottenere quanto deciso il 22 dicembre 2017 dalla Asl Roma 4 che deliberava l’approvazione e la firma del Protocollo d’intesa con l’associazione presieduta da don Maurizio Gagliardini per “l’inumazione dei prodotti abortivi per i quali non è stata fatta richiesta di sepoltura da parte dei genitori, o chi per essi, nelle prime 24 ore dall’espulsione del feto”. Decisivo per rendere efficace l’atto – non risultano ulteriori più recenti accordi – l’intervento dell’assessore con delega alla gestione dei servizi cimiteriali, Manuel Magliani, che negli scorsi giorni, ha annunciato “la chiusura dell’iter in collaborazione con la Asl Roma 4” e la firma del contratto di concessione di un’area cimiteriale presso il Cimitero Nuovo, specificando che “la richiesta era arrivata con la precedente amministrazione, ma non era stata portata a compimento” e definendo il servizio “un atto di civiltà”.

La vicenda ha suscitato l‘indignata reazione della Consulta delle Donne di Civitavecchia, associazione attiva nella città portuale in provincia di Roma dal 1988, che così ha commentato alla Dire per voce della presidente, Amelia Ciampa: “Il nostro timore è che con la concessione di un’area del cimitero a ‘Difendere la Vita con Maria Onlus’ stia iniziando a Civitavecchia un subdolo attacco alle donne attraverso la criminalizzazione della legge 194- dice- Chiediamo al sindaco e all’assessore alle Pari Opportunità un incontro pubblico e domani saremo alle 16 davanti alla sede del Comune in difesa dell’audotereminazione delle donne, per la libera scelta”. 

Così la Consulta si era espressa nei giorni scorsi in una nota, una volta appresa la notizia: “L’assessore, che definisce l’iter ‘un atto di civiltà’, non chiarisce nel suo comunicato che il Comune generalmente predispone, allo scopo, un terreno all’interno dei Cimitero e che la legge sin dal 1990 (Dpr 10 settembre 1990, n. 285, ndr) consente l’inumazione. Perciò la mamma o i familiari, entro 24 ore dall’intervento o dal parto possono, se lo desiderano, inoltrare domanda scritta di inumazione. Non comprendiamo- dichiara la Consulta delle Donne- perché l’iter intrapreso dall’amministrazione comunale e dalle Asl Rm4 debba prevedere la concessione per 70 anni dell’area cimiteriale a dei privati, peraltro dichiara appartenenza religiosa ed esplicitamente contrari la 194, legge della Repubblica Italiana che regola la maternità consapevole e l’interruzione volontaria della gravidanza. Ci pare, quindi, che, in maniera subdola l’amministrazione voglia colpire ai fianchi le donne- continua la Consulta- Chiediamo che questa materia così delicata che riguarda eventi dolorosissimi per noi donne, che si tratti di una interruzione della gravidanza spontanea o voluta, avvenga in una discussione pubblica. Chiediamo inoltre, in quanto sssociazione di essere ricevute urgentemente dal sindaco e dall’assessore alle Pari Oppurtunità”. “‘Difendere la vita con Maria’- si legge sul sito dell’associazione- è sorta per promuovere: la cultura della vita; i diritti del concepito; l’atto di pietà del seppellimento dei bambini non nati, in collaborazione con le istituzioni sanitarie e la Pastorale della vita”.

PORTAVOCE SINDACO: “GIÀ AVVIATO L’ADEMPIMENTO DELL’ITER”

“Sulla questione dell’area cimiteriale per il seppellimento dei non nati, si assiste in queste ore ad una certa canea aizzata da movimenti politici di opposizione e, in alcuni casi, da associazioni che probabilmente hanno compreso male il tema e poi sbagliato completamente il bersaglio dei loro strali”. Così Robert Vignola, portavoce del sindaco di Civitavecchia Ernesto Tedesco, dopo l’annuncio di pochi giorni fa da parte dell’assessore Manuel Magliani di concedere all’associazione ‘Difendiamo la vita con Maria Onlus’ un’area del cimitero nuovo da destinare all’inumazione di prodotti abortivi e feti entro il terzo mese di gravidanza.

“Lasciamo a più autorevoli commentatori- precisa sempre Vignola dopo l’incontro chiarificatore richiesto da parte della Consulta delle Donne- il compito di pronunciarsi su una simile gazzarra orchestrata su un’area di venti metri quadrati (sì: 20 metri quadrati in tutto!) dove famiglie che hanno affrontato un dramma possano trovare, se vogliono, una traccia terrena, oppure procedere all’incenerimento (come già avveniva) in base alle loro scelte”.

Inoltre, “il fatto è che l’atto trova la sua natura giuridica nel Dpr 285/90 (capo I art. 7), che è una Legge dello Stato, promana da una convenzione che l’Asl (epoca Zingaretti) ha approvato nel dicembre del 2017 con la onlus e da una richiesta della stessa Onlus, sulla base del regolamento di polizia mortuaria approvato dal Comune il 28 marzo del 2019 (epoca M5s), per gli spazi in questione per i quali ha regolarmente provveduto, il 26 aprile del 2019 (epoca M5s), ad un bonifico di 3000 euro alle casse comunali”. “Che il Comune abbia ora provveduto a dare seguito a tutto questo- conclude- è l’adempimento di un iter già avviato in precedenza, che non ha richiesto alcun atto politico della attuale Giunta. E che si verifichi, tanto per citare i Sepolcri di Foscolo, una ‘corrispondenza d’amorosi sensi’ tra M5s e sinistre residuali, che l’iter lo hanno seguito fin dai primi passi, è davvero un insulto alla loro stessa intelligenza. Quindi, a scanso di equivoci: Esiste una convenzione Onlus-Asl (e non con il Comune) di dicembre 2017. Regolamento polizia mortuaria del 28 marzo 2019, approvato dai 5 stelle. In ultimo il bonifico di 3mila euro effettuato dalla Onlus il 26 aprile 2019 alla giunta Cozzolino. Nella attuale amministrazione nulla è stato fatto. Un dirigente ha dato seguito tecnico a quanto già stabilito”.

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7 Gennaio 2020
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