L’addio all’ultimo sopravvissuto del rastrellamento del Quadraro sulle note di Bella Ciao

Torpignattara si stringe intorno alla famiglia di Sisto Quaranta
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ROMA  -“Siamo impegnati a tenere viva la memoria perché i giovani devono sapere. Il nostro impegno è divulgare il più possibile quei ricordi”. Torpignattara si stringe intorno alla famiglia di Sisto Quaranta, l’ultimo dei sopravvissuti al rastrellamento del Quadraro del 17 aprile 1944 venuto a mancare ieri all’età 92 anni.

Oggi i parenti, gli amici e il quartiere si sono ritrovati insieme nella chiesa di San Giuseppe Cafasso, in piazza Cardinali, per l’ultimo saluto a Sisto: in prima fila la moglie e i figli Gabriele, Claudia e Federico, accanto a loro i rappresentanti del Municipio V e gli amici dell’Anpi di Roma e del Lazio, il cui gonfalone, insieme a quello in memoria del rastrellamento del ‘nido di vespe’ che per i nazifascisti rappresentava il Quadraro, hanno accompagnato il feretro durante la funzione.

Tante i fazzoletti tricolori dell’associazione partigiana presenti nella parrocchia, così come le magliette rosse con la sigla ‘Q44’ e quella dei Gap. All’uscita dalla chiesa, la salma è stata accompagnata da un lungo applauso e da un commosso ‘Bella ciao’. Sisto Quaranta, che non era un partigiano né un militante comunista ma un sostenitore convinto del Partito repubblicano, era sopravvissuto alla deportazione e alla prigionia in una fabbrica della Germania settentrionale, per poi contribuire alla rinascita del quartiere negli anni della ricostruzione post-bellica.

Prima di arrendersi all’ultima malattia, Sisto non ha mai smesso di andare nelle scuole di Roma per raccontare le vicissitudini sue e degli altri 900 compagni di deportazione.

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