L’Unione Europea sta con l’Iran: “ferma condanna” alle sanzioni imposte dagli Usa

L'Ue: "Deploriamo profondamente il ripristino delle sanzioni contro l'Iran da parte degli Stati Uniti"
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ROMA – “Deploriamo profondamente il ripristino delle sanzioni contro l’Iran da parte degli Stati Uniti, in seguito al ritiro di questi ultimi dal Piano congiunto d’azione globale (Jcpoa)”: lo hanno dichiarato in una nota i ministri degli Esteri di Francia, Germania e Regno Uniti, insieme all’alto rappresentante per la politica estera europea, Federica Mogherini.

Questi tre paesi e l’Ue, firmatari del Piano noto come Accordo sul nucleare iraniano, si sono inoltre detti “determinati a proteggere gli operatori economici europei impegnati in affari legittimi con l’Iran, in conformita’ col diritto europeo e con la risoluzione 2231 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite”.

“La revoca delle sanzioni nucleari– si legge ancora- e’ un elemento essenziale dell’accordo. Mira ad avere un impatto positivo non solo sulle relazioni commerciali ed economiche con l’Iran, ma soprattutto sulla vita del popolo iraniano”.

Infine, i quattro relatori della nota hanno ricordato che Cina e Russia – gli altri firmatari del Jcpoa – “si sono impegnati a lavorare per preservare e mantenere canali finanziari efficaci con l’Iran, per quanto riguarda le esportazioni di petrolio e gas da quel Paese. Su questi temi, come su altri, il nostro lavoro continua, anche insieme a quei Paesi terzi che intendano sostenere il Piano e mantenere relazioni economiche con Teheran“.

Le sanzioni economiche statunitensi, ha detto il Segretario di Stato americano Mike Pompeo, entreranno in vigore domani, ma il loro impatto sta gia’ avendo conseguenze sull’Iran.

Negli ultimi giorni nel Paese persiano si sono registrate manifestazioni di piazza in varie città: in molti protestano per il forte tasso di disoccupazione e per le conseguenze dell’inflazione. In sei mesi, come si apprende da fonti di stampa estere concordanti, la moneta locale avrebbe perso circa due terzi del suo valore.

Il governo di Teheran sta cercando di correre ai ripari: ieri sono state annunciate misure per rendere più flessibile la determinazione del tasso di cambio, mentre gli uffici di cambio – chiusi ad aprile – dovrebbero essere riaperti a breve.

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