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Restaurati a Napoli codici trecenteschi che hanno contribuito alla formazione di Dante

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Si tratta dell'Etica di Aristotele, delle lettere a Lucilio e del Tresor di Brunetto Latini, il maestro di Dante, in copia dall'originale in francese
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NAPOLI – Un’interessante operazione conservativa ha interessato tre importanti codici trecenteschi della Biblioteca Nazionale di Napoli che coincidono con le tipologie di manoscritti che Dante potrebbe aver letto e studiato e che sicuramente hanno concorso alla sua formazione culturale ed alla sua concezione intellettuale: l’Etica di Aristotele [ms sec. XIV (prima metà)], le lettere a Lucilio [ms sec. XIV (1310-1340)] e il Tresor di Brunetto Latini, il maestro di Dante, [ms sec. XIV (prima metà)] in copia dall’originale in francese.

Si tratta, spiega una nota della Biblioteca Nazionale, di testi fondamentali per la comprensione delle fonti dantesche, inoltre i manoscritti, coevi di Dante, rivestono anche un significativo interesse bibliografico tanto da meritare il complesso restauro. L’intervento conservativo è stato effettuato presso la biblioteca napoletana, grazie alle risorse messe a disposizione dell’Accademia Nazionale dei Lincei, che ha voluto assicurarne la presenza nella mostra in corso fino al 16 gennaio al Palazzo Corsini di Roma, sede dell’Accademia, dedicata a “La ‘Biblioteca’ di Dante”. La mostra indaga le conoscenze culturali di Dante allorché si accinge alla composizione della Divina Commedia e presenta per la prima volta tutte le opere citate da Dante nei suoi scritti, frutto del significativo sforzo dell’Accademia Nazionale dei Lincei, nell’attuare una concreta sinergia con altre realtà, in particolare con le biblioteche italiane.

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