“I soldati in trincea nella Grande guerra veri eroi, prendete esempio”: nelle Marche è bufera sul direttore della scuola

È polemica per il messaggio inviato agli studenti dal dirigente dell'Usr Marche per la ricorrenza del 4 novembre: parla di 'veri eroi' in trincea, uomini non pavidi da prendere a esempio
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ANCONA – Uomini veri, non pavidi, eroi e martiri, a cui dobbiamo quello che siamo ora. Chi? I giovani soldati che combatterono al fronte, in trincea, “per la patria” ai tempi della Grande Guerra. È più o meno questo, in sintesi, il concetto espresso dal direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, Marco Ugo Filisetti. Un concetto, però- ed è questo il problema-, che è stato infilato in un messaggio dedicato proprio agli studenti delle scuole marchigiane nel giorno delle Forze armate. Risultato: una bufera di commenti negativi e dita puntate contro il numero uno della scuola in regione. A cui viene obiettato di avere usato parole sbagliate e di aver messo nero su bianco un messaggio stonato e fuoriluogo. Ovvero: “Bisogna esaltare la pace, non la guerra“. Tanto più in un messaggio diretto a giovani studenti.

Ma andiamo con ordine. E partiamo dal messaggio pensato e inviato a docenti e studenti dal dirigente Filisetti ieri, 4 novembre, per la Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate nella ricorrenza dei 102 anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale. Filisetti, nel messaggio (che è pubblicato anche sul sito dell’Usr Marche), ricorda tutti ‘i figli d’Italia che dettero la loro vita per la patria, una gioventù che andò al fronte e là vi rimase‘. Poi prosegue così: “Una gioventù lontana dai prudenti, dai pavidi, coloro che scendono in strada a cose fatte per dire: ‘Io c’ero’. Giovani che vollero essere altro, non con le declamazioni, ma con le opere, con l’esempio consapevoli che ‘Un uomo è vero uomo se è martire delle sue idee. Non solo le confessa e le professa, ma le attesta, le prova e le realizza’. Per questo quello che siamo e saremo lo dobbiamo anche a loro e per questo ricordando i loro nomi sentiamo rispondere, come nelle trincee della Grande Guerra all’appello serale del comandante: presente”.

Apriti cielo. Le parole di Filisetti hanno fatto andare su tutte le furie l’ex presidente dell’Assemblea legislativa marchigiana, ora consigliere regionale di minoranza, Antonio Mastrovincenzo (Pd). “Trovo incommentabili queste parole– scrive Mastrovincenzo-. Negli ultimi cinque anni il consiglio regionale ha celebrato per gli studenti di tutte le scuole delle Marche la ‘Giornata della Pace’, declinata in accoglienza, solidarietà, legalità, volontariato, sostenibilità. Si esalta la pace e l’impegno civile, sociale dei giovani per comunità. Non si esalta la guerra”.

CLICCA E LEGGI IL MESSAGGIO

NOBILI (GARANTE DIRITTI): NON SCORDARE IDIOZIA GUERRA

Anche il Garante dei Diritti delle Marche interviene per commentare il messaggio inviato dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Filisetti alle scuole marchigiane. Lo fa affidando a Facebook le sue riflessioni: “Ai nostri studenti andrebbe raccontato di ragazzi mandati al massacro, nell’indifferenza degli alti comandi- scrive Nobili-. Di soldati come carne da macello. Di giovani vite, spezzate dalla disumanità e dall’arroganza dei generali. A questi ragazzi va il nostro ricordo e la nostra gratitudine. E consiglio la lettura di ‘Un anno sull’altopiano’ di Emilio Lussu per non dimenticare l’idiozia e la brutalità della guerra“.

FRATOIANNI (LEU): A STUDENTI MESSAGGIO SURREALE E SBAGLIATO

“Avendo letto il messaggio agli studenti marchigiani diffuso dal dirigente del locale ufficio scolastico regionale in occasione del 4 novembre, non credendo che fosse vero, non sapevo se mettermi a ridere o arrabbiarmi”. Lo afferma il portavoce nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni. “Un tono e delle parole che stonano- prosegue il vicepresidente della commissione cultura di Montecitorio- con un’istituzione del sistema formativo del nostro Pese, forse più adatte ad un raduno dei reduci degli Arditi o della Msvn, non certo a dei ragazzi del 3º millennio. Si dimostra ancora una volta che per occupare dignitosamente posti dirigenziali dello Stato non basta avere il solo merito di aver frequentato riunioni leghiste o essere vicino a ministri della destra”.

Insomma, “l’inadeguatezza regna sovrana. È per questo che presenteremo un’interrogazione in Parlamento- conclude l’esponente di Leu- e chiederemo un intervento deciso della ministra dell’Istruzione”.

BRIGNONE: AZZOLINA INTERVENGA SU DIRIGENTE CHE ESALTA NAZIONALISMO

“Ieri il dirigente scolastico regionale delle Marche, Marco Ugo Filisetti, ha inviato a tutti gli studenti della regione una comunicazione in cui elogia la guerra. Più esattamente lo spirito del nazionalismo e del fascismo per parlare della giornata delle Forze armate. Il documento, oltre a essere inviato alle scuole per studenti e docenti, è stato pubblicato anche sul sito Usr Marche e lascia senza parole. La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, intervenga tempestivamente. Il contenuto di quella comunicazione è inaccettabile”. Lo dichiara la segretaria di Possibile, Beatrice Brignone.

“L’operato di Filisetti – aggiunge Brignone – è stato in passato più volte oggetto di interrogazioni parlamentari. La scuola vive già un momento di grande difficoltà e non ha certo bisogno di essere guidata da persone che non si rivelano all’altezza del delicato compito. Ribadisco la necessità di un’azione da intraprendere dalla ministra Azzolina”.

CGIL MARCHE: SCONCERTANTE IL MESSAGGIO DI FILISETTI

Arriva anche la condanna della Cgil Marche al messaggio inviato dal direttore dell’Ufficio scolastico regionale Filisetti, agli studenti. “Stigmatizziamo con forza le affermazioni contenute nel messaggio- spiega una nota della segreteria regionale della Flc-Cgil-. Non un passaggio sul ripudio alla guerra sancito dalla Costituzione, non un accenno al differente ruolo svolto oggi dalle nostre forze armate, bensì una evocazione della guerra come fabbricatrice di senso della vita. Fuori da ogni contesto storico e politico il messaggio di Filisetti sconcerta perché proviene da chi ricopre un ruolo di grande responsabilità nel sistema educativo”. La Cgil aggiunge anche che come sindacato che rappresenta donne e uomini di scuola “inorridiamo all’idea della guerra come matrice di senso della vita”.

MANGIALARDI: “IL GOVERNO INTERVENGA”. E VERDUCCI ANNUNCIA INTERROGAZIONE

 “Parole che fanno tremare i polsi per la violenza, il fanatismo e un disprezzo per la Costituzione repubblicana che lambisce l’apologia del fascismo- è il commento del capogruppo dem in consiglio regionale, Maurizio Mangialardi-. Non è mia abitudine richiedere dimissioni o rimozioni ma in questo caso si è abbondantemente passato il limite compromettendo la credibilità del nostro sistema educativo. Spero che di ciò mostrino consapevolezza anche il Governo e il ministro Azzolina prendendo i provvedimenti che riterranno più giusti”.

Sarà il senatore marchigiano Francesco Verducci (Pd) ad investire il Governo della situazione con un’interrogazione al ministro dell’Istruzione. “Provo grande arrabbiatura e vergogna- scrive in un post su Facebook Verducci-. Si inneggia alla guerra, quando invece la Costituzione della nostra Repubblica la ripudia. Si inneggia ad una ‘gioventù lontana dai prudenti e dai pavidi’ quando invece la scuola ha il dovere di contrastare luoghi comuni che sono l’anticamera della discriminazione e del bullismo e di educare al rispetto per ogni comportamento o inclinazione. Si inneggia al ‘martirio’ nei giorni segnati dalla follia e dall’orrore del terrorismo jihadista”. Secondo il parlamentare dem la lettera “è quanto di più falso e diseducativo possa ricevere uno studente, uno sfregio ai valori della nostra democrazia” e, proprio per questo, ha scritto un’interrogazione al ministero dell’Istruzione “affinché intervenga”. Toni sdegnati sono anche quelli usati dall’Anpi. “Non possiamo che esprimere il nostro sconcerto per l’utilizzo di una retorica bellicista, intrisa di nazionalismo che nulla ha a che fare con l’esigenza di stimolare e sollecitare una conoscenza critica della storia nazionale- scrive in una nota l’Anpi Marche-. Riteniamo infine di farci parte attiva per informare il ministro del messaggio inaccettabile inviato, per giunta, in occasione di una ricorrenza nazionale che sottolinea il valore dell’unità nazionale”.

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5 Novembre 2020
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