Coronavirus, Siaaic: “Aria di mare fa bene, anche se con ingressi ridotti in spiaggia”

Gli esperti di asma e allergie della Siaac ricordano i benefici dell'aria salata e l'importanza della vitamina D. E agli allergici dicono: "Mascherina anche all'aperto aiuto"
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ROMA – L’aria del mare, è noto, fa bene a tutti. Ma ha effetti positivi soprattutto nei bambini perché è ricca di iodio, magnesio, potassio e altri preziosi sali minerali. Respirarla, quindi, equivale a fare un aerosol naturale che purifica le vie respiratorie. Questa estate, però, probabilmente ci sarà un afflusso ridotto nei luoghi di villeggiatura perché già si prospettano ingressi contingentati nelle spiagge.

Quali conseguenze potrebbe avere questo sulla salute dei più piccoli ma in generale anche degli adulti? L’agenzia Dire lo ha chiesto a Gianenrico Senna, presidente della Società italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica (Siaaic).

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Gianenrico Senna

Gianenrico Senna

“Sicuramente quella di eventuali ingressi contingentati sulle spiagge, anche se la misura è importante per mantenere il distanziamento sociale, non è una notizia positiva. Al di là dell’aspetto puramente legato a patologie di tipo respiratorio- dice Senna- il fatto di fare una vacanza al mare rappresenta un aspetto rigenerante anche dal punto di vista fisico e psicologico. È sicuramente negativo il fatto che non si possa andare in un ambiente non inquinato e dove evidentemente c’è la possibilità di esporsi al sole. Uno degli aspetti più importanti da tenere sott’occhio, non solo nel bambino ma anche nell’adulto, sarà la vitamina D perché c’è il rischio che diventi bassa se non ci si espone al sole. Ed è bene ricordare che la vitamina D è importante anche per le difese nei confronti degli agenti infettivi”.

Finora, intanto, uno degli aspetti positivi del lockdown per chi soffre di allergia al polline è stato proprio il rimanere a casa, perché questo “ovviamente ha presupposto il fatto di essere meno esposti al polline. La componente di carico pollinico, che normalmente dà delle reazioni molto più violente- spiega il presidente della Siaaic- sicuramente in questo periodo non c’è stata. Chi è allergico si è evitato delle giornate veramente terribili come quelle del 25 aprile o del primo maggio, di solito dedicate alle scampagnate”.

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Di contro, il lockdown non è stato vissuto bene da quelle persone che invece sono allergiche a componenti di tipo ambientale nelle case, per esempio “da chi è allergico all’animale domestico oppure alla polvere degli acari- aggiunge Senna- in questo caso ha sofferto di più chi è stato costretto a rimanere a casa. Non bisogna infatti dimenticare che anche la casa ha degli inquinanti, quindi una buona abitudine è quella di arieggiare il più possibile l’ambiente domestico. Questo ha due vantaggi: da un lato elimina in parte l’allergene domestico, dall’altro libera l’ambiente da sostanze irritanti che vengono prodotte durante l’attività domestica”.

“PER CHI È ALLERGICO BENE MASCHERINE ANCHE ALL’APERTO”

Con le nuove disposizioni del governo l’utilizzo della mascherina chirurgica rimane obbligatorio solo negli spazi al chiuso. Ma in vista del clou delle allergie, previsto tra maggio e giugno, cosa consiglia a chi è allergico? “Utilizzare la mascherina anche in spazi all’aperto contribuisce senz’altro a proteggere dai pollini, che restano intrappolati nel filtro senza arrivare alle vie aeree- risponde Senna all’agenzia Dire- ma le superfici esposte non sono solo il naso e la bocca, ma anche gli occhi, che non sono protetti dalla mascherina”.

“ALLERGIA O COVID, ATTENZIONE AI SINTOMI”

Infine, un’ultima domanda: se in questo periodo si ha la tosse, come si fa a capire se è allergia o Covid-19? “Intanto chi è allergico conosce bene i propri sintomi- risponde ancora all’agenzia Dire il presidente della Società italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica- quindi se ho la tosse e so di essere allergico, in questo periodo è improbabile che sia un problema legato al Covid-19. Ma cerco di fare chiarezza: la tosse da allergia è spesso secca come quella provocata dal virus, ma quando è causata dagli allergeni è molto meno violenta. L’altro aspetto da considerare sono i sintomi di accompagnamento, perché uno degli aspetti fondamentali è che la ‘febbre da fieno’, cioè la rinite allergica, nonostante il nome possa trarre in inganno non si manifesta con la febbre. Quindi una persona che ha la tosse e magari un po’ di prurito agli occhi, ma non ha la febbre, ha certamente una allergia e non il Covid-19. L’ultimo aspetto riguarda banalmente i farmaci: le medicine che funzionano per l’allergia- conclude Senna- ovviamente non funzionano per il Coronavirus”.

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5 Maggio 2020
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