Più vendite col web, in Emilia-Romagna i negozi investono

Il commercio tradizionale sta soffrendo e i negozi tradizionali sono in calo. Ma in Emilia-Romagna l’82% delle imprese produce attività di e-commerce. Confesercenti Emilia-Romagna fa il punto
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BOLOGNA – C’è chi apre un sito e poi lo lascia ‘andare’ per mesi e anni, dimenticandosi di aggiornare i prodotti o facendolo di rado. Oppure chi comincia di buona volontà coi social network, ma poi “non so che post scrivere“: meglio prepararne una scorta quando si è ispirati, allora, e programmarli in automatico per i giorni successivi. Ma c’è anche chi va spedito sul web, persino troppo, se poi aggiorni la vetrina di vetro tre volte all’anno. Per non parlare del marketing: se implori “compra da me” non funziona, meglio un suggerimento ‘smart’ del tipo “ci trovate su Amazon, dopo l’orario di chiusura”. Anche il mondo del ‘vecchio’ commercio sta cercando di investire in tecnologia: sentito forte e chiaro il ritmo cui miete i suoi successi l’online, infatti, non ci sono più scuse. Cambia un paradigma: finora, in sostanza, chi faceva retail investiva nel prodotto, convinto com’era che si trattasse dell’unica variabile (‘comprare e vendere’). Ora invece al centro è tornato il cliente, che non da oggi trova tutto sul web. Altro che ‘tecnologia male necessario’, quindi, come ripetevano i venditori prima della rivoluzione dell’e-commerce. È Confesercenti Emilia-Romagna ad affrontare la sfida, oggi alla quarta edizione dell’iniziativa di formazione Commercio al centro ribattezzato “Il punto vendita come luogo di esperienza e relazione“, nell’ambito di Digital Innovation Hub Confesercenti Emilia-Romagna, di scena all’hotel Bologna Fiera di piazza della Costituzione.

In sala aleggiano gli ultimi numeri di Unioncamere, anche se in realtà non descrivono nulla di nuovo: il 2018 in Emilia-Romagna si è chiuso con una flessione delle imprese attive di 1.929 unità (-0,5%) e la più ampia riduzione è proprio quella registrata nel commercio: -1.270 aziende.

 

Domenichini: “Commercio tradizionale è in sofferenza”

Il commercio tradizionale sta soffrendo e i negozi tradizionali sono in calo“, conferma il presidente di Confesercenti Emilia-Romagna Dario Domenichini, il quale a margine dei lavori all’hotel Fiera scandisce: “Il nostro impegno è cercare di far sì che anche le attività in sede fissa si rinnovino. Quindi, si tratta di usare le nuove tecnologie per stare sul mercato, per aumentare i ricavi”.

Secondo un’indagine condotta in gennaio dall’ufficio studi Confesercenti, su un campione di imprese del commercio al dettaglio della regione l’82% delle intervistate, in effetti, produce attività di e-commerce, ma sull’innovazione bisogna spingere ancora, raccomanda Domenichini: “Secondo gli ultimi dati- continua il presidente regionale Confesercenti- molte attività commerciali si stanno effettivamente avvicinando alla tecnologia, non solo abbracciando i social network. Il passaggio cruciale- segnala Domenichini- è quello dell’abitudine ad usare questi nuovi strumenti in modo professionale: stare sul web tanto per starci non serve, lo abbiamo verificato. È meglio investire e crederci, se si vogliono avere risultati”.

Pasi: “Molte aziende usano Ebay o Amazon”

Condivide e rilancia il direttore regionale Confesercenti Marco Pasi: “Tutte le Confesercenti dell’Emilia-Romagna hanno attivato specifici sportelli di consulenza alle imprese che vogliono affrontarsi in modo efficace nella digitalizzazione”. Approfondendo i dati in progress, intanto, dell’82% di imprese che pratica e-commerce, quasi la metà (49%) lo fa anche (31%) o esclusivamente (18%) attraverso E-Bay e Amazon. Nell’ultimo biennio, l’86% delle imprese ha promosso la propria attività su internet, mentre il 92% delle aziende si dice presente sui social, come Facebook (92%) e Instagram (39%), con Twitter solo al 12%.

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5 Febbraio 2019
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