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Anelli: “I no vax? Sono la negazione della medicina”

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Il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici e degli Odontoiatri parla di vaccini, del sistema lombardo e degli specializzandi
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ROMA – Sui no vax “per quanto riguarda i medici il fenomeno è assolutamente trascurabile. I no vax invece sono un problema da sempre. Per noi rappresentano la negazione della medicina nel momento in cui il vaccino viene messo in discussione. Il vaccino è uno strumento potentissimo, che ha effetti collaterali trascurabili. Il problema riguarda anche la disinformazione circolata attraverso i social, faccio riferimento a quella fandonia sull’autismo collegata al vaccino e poi smentita da tutte le autorità scientifiche”. Così il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici e degli Odontoiatri (Fnomceo) Filippo Anelli, ospite del programma ‘L’imprenditore e gli altri’ condotto dal fondatore dell’Unicusano Stefano Bandecchi su Cusano Italia Tv.

“VA ALLARGATA LA VACCINAZIONE ANCHE AI DENTISTI”

“Sicuramente i dentisti svolgono un’attività ad alto rischio. Nella prima fase di vaccinazione non sono stati compresi, abbiamo dovuto insistere col ministero per allargare la vaccinazione anche a loro. Contiamo che nel giro dei prossimi due mesi tutti i medici siano vaccinati”.

“IL VACCINO È POCO MANEGGEVOLE E LA BUROCRAZIA ECCESSIVA”

“Dobbiamo dire che abbiamo nelle mani un vaccino poco maneggevole, che prevede una sua complessità nella gestione- continua Anelli-. Poi c’è il problema dell’eccessiva burocratizzazione del nostro Paese. La questione principale è aumentare i punti di vaccinazione sul territorio. Medici e odontoiatri sono tutti disponibili a vaccinare”.

“IL SISTEMA TERRITORIALE IN LOMBARDIA NON FUNZIONA”

“Il sistema territoriale in Lombardia non funziona. Per le vaccinazioni bisogna coinvolgere i medici sul territorio, bisogna avere un sistema dipartimentale di prevenzione che sia articolato sul territorio. Dobbiamo riflettere sul fatto che una sanità articolata in 21 sistemi diversi è una sanità difficilmente gestibile”.

“IO STO CON GLI SPECIALIZZANDI”

“È in atto una riflessione con i colleghi specializzandi. Sicuramente i medici sono tutti uguali, se fanno delle prestazioni hanno diritto ad una retribuzione. Io sto con gli specializzandi”. 

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