Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Grasso: “La mafia avvelenò il mio cane prima del maxiprocesso, non mi intimidì”

"Si chiamava Dago, un pastore tedesco, fu un grande dolore"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

grasso_cane003

ROMA – “Dei vigliacchi mandati dalla mafia uccisero molto tempo fa il mio cane, Dago, un pastore tedesco. Era poco prima del maxiprocesso, credevano di intimidirmi ma non fecero altro che rafforzare il mio impegno e determinazione contro la mafia” . Lo racconta Pietro Grasso, presidente del Senato, oggi alla cerimonia d’inaugurazione del Festival degli animali al Macro Testaccio di Roma. Un ricordo che commuove l’ex magistrato ed e’ accolto con un lungo applauso dalla platea piena di giovani. “Si rotolava con mio figlio unico- ricorda Grasso- con il quale aveva un rapporto straordinario.

Mio figlio nella sua innocenza faceva di tutto, gli tirava la coda, gli saltava sopra, lo cavalcava, gli metteva le dita in bocca. E Dago ricambiava senza mai fargli male. Era un grande compagno anche per me- prosegue- mi accoglieva festosamente e segnalava il mio arrivo anche quando ero a molti metri di distanza, poggiava il muso sui miei piedi quando mi mettevo a scrivere le sentenze. Il dolore per la sua perdita e’ stato grande, tanto che abbiamo voluto seppellirlo vicino casa nostra. Purtroppo, anche per via della scorta, non ha mai piu’ potuto ripetere un’esperienza simile e il ricordo e’ rimasto cosi’ intatto. Chi, come me, ha avuto un rapporto cosi’ particolare con gli animali, sa a cosa mi riferisco” , termina il presidente del Senato.

di Federico Sorrentino, giornalista professionista

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»