Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Milano, capogruppo Lega mostra volantino Casapound in Consiglio

Continua la polemica nei confronti del Carroccio, accusato di essere troppo vicino alle ideologie delle formazioni di estrema destra
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

MILANO – “Il capogruppo della Lega Nord in Comune ha mostrato in aula, richiamandone i contenuti, il volantino lanciato giovedì scorso dai militanti di Casa Pound. Una conferma dei rapporti che la Lega continua a coltivare senza avere il coraggio di confessarlo”. Lo ha dichiarato attraverso la propria pagina Facebook Filippo Barberis, capogruppo del Pd a Palazzo Marino. Il riferimento è nei confronti del capogruppo leghista Alessandro Morelli che durante la seduta di ieri del Consiglio comunale meneghino ha tirato fuori il volantino con cui i militanti di Casapound hanno fatto irruzione in aula lo scorso giovedì.

Il volantino reca lo slogan “Sala dimettiti” e le istanze con cui i militanti di destra contestano l’operato del sindaco di Milano. Continua dunque la polemica nei confronti della Lega Nord, accusata di essere troppo vicina alle ideologie delle formazioni di estrema destra.

di Nicola Mente, giornalista

LEGGI ANCHE: 

Milano, Casapound piomba in Comune. Tafferugli con centri sociali e tensione con Polizia/FT e VIDEO

Sala: “Mi scaldo se vedo saluti romani all’interno del Consiglio comunale”

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»