VIDEO | Virale sui social, ma la baldoria della fase due è fake

Il video risalirebbe al pomeriggio di domenica 3 maggio
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ROMA – Si apre oggi la tanto attesa Fase 2, all’insegna della parola d’ordine ‘responsabilita”, evocata a piu’ riprese da media e istituzioni. I social si scatenano invece sul video che ritrae una ventina di persone in via Nino Bixio, a Milano, scese in strada a ballare al ritmo di un dj che si esibisce dalla finestra di casa. E’ la prova che la fatidica fase due e’ stata vissuta come il pretesto per fare baldoria? Non esattamente. A quanto apprende l’agenzia Dire da fonti direttamente sul luogo, il video risale al pomeriggio di domenica 3 maggio – attorno alle 18 – e non e’ assolutamente legato ad un ipotetico ‘liberi tutti’ del primo lunedi’ della Fase 2 come, invece, si sta dicendo, strumentalizzando, online. Ma il web comunque non ci sta, e silenzioso il sospetto ricomincia a circolare tra la popolazione, forse stufa dei molteplici gesti di solidarieta’ e vicinanza reciproca. “Quando Conte si affidava al senso di responsabilita’ degli italiani per la #Fase2 probabilmente non era a conoscenza dell’esistenza di questi stronzi”, accusa subito Octopurie, allegando la ripresa ormai virale. Anche Cipe73 lo ripubblica e commenta: “Via Nino Bixio, Milano. Meritiamo l’estinzione” e tagga il sindaco Beppe Sala.

Arriva pero’ anche Selvaggia Lucarelli che non si lascia sfuggire l’occasione e ammonisce subito gli utenti sui social: “Il video di quei 10 scemi che ballano per strada a Milano non e’ di oggi, quindi pubblicarlo come ‘Milano festeggia la fase 2′ e’ una porcata”. Questo solo uno dei molti esempi che stanno animando i social in queste ore, tutti sotto l’ironico cappello del “Mi affido al senso di responsabilita’ degli italiani”, citando Conte. Tanto che anche il noto cantante Emis Killa non fa mancare il suo commento mattutino e cinguetta: “In giro, come da copione, c’e’ il mondo. IL MONDO. Auguri”. E gli fa eco un altro utente che aggiunge: “Dobbiamo fidarci del buon senso, della responsabilita’ degli italiani…Plurimulticit. Poveri noi”.

Tra una risata amara e l’altra, a dominare insomma e’ il ritorno alla cultura del sospetto, che si declina per la fase 2 in due diversi filoni. Da un lato, c’e’ chi gia’ guarda sfiduciato ai propri concittadini, come Anecaroline che tuona: “Sotto casa alla Riviera di Chiaia moltissimi girano in piu’ di tre persone, senza mascherina. Alla faccia del senso di responsabilita’”. E Iustina, che da Venezia, allega una foto del ponte di Rialto colmo di visitatori (non confermato che la foto sia di oggi, ndr) e twitta satirica: “Dal 4 maggio ci affidiamo al buon senso e alla responsabilita’ delle persone, dicono”. L’altro filone del sospetto, invece, si snoda e si dirige proprio verso il governo: “Ci rendiamo conto- scrive preoccupata La Kermit- che in questo momento le istituzioni stanno giocando con il nostro destino delegando ai cittadini il senso di responsabilita’, per poterci dire, nel caso di ritorno alla fase 1, che e’ colpa nostra?”. Francesca riflette invece: “Va bene, stiamo attenti, arrivano appelli alla responsabilita’ da tutte le parti. Ma poi, se sono un caso sospetto, il tampone me lo fanno di protocollo? Gli ospedali Covid sono pronti? Perche’ altrimenti, con tutta la responsabilita’ del mondo, torniamo al punto di partenza”.

Critica si aggiunge anche Camilla: “Quanto scommettiamo che da lunedi’ prossimo si torna nella Fase 1 perche’ gli italiani sono un popolo di imbecilli senza un minimo di responsabilita’ civica?”. Anche secondo Alfonso e’ “grave la totale mancanza di assunzione di responsabilita’ che, invece, e’ tutta riversata sui cittadini- riflette- ‘Se non fate i bravi si richiude’. In due mesi nessuna traccia di un piano sanitario serio ma ‘ora dipende dai cittadini’. Insopportabile e allucinante”. A fargli eco e’ Pietro, che rilancia ironico un’altra opinione: “Stiamo dando responsabilita’ anche a gente che alle sagre di paese si avventa sui banconi col cibo come se non mangiasse da 10 mesi. E hanno cenato da neanche un’ora. Speriamo bene”. Alessandro sceglie la conclusione della discussione e statuisce: “La responsabilita’ individuale opzionale e’ davvero una prerogativa tutta italiana” e intanto non ci resta che aspettare domani. 

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4 Maggio 2020
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