Basta agguati a Conte: in 14mila sul ‘Manifesto’ comunista difendono il Governo

L'editoriale di Nico Perrone per DireOggi
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Nei Palazzi della politica continua il tiro a bersaglio contro il Governo e il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Vero che la vendetta va servita fredda, ma l’attacco a due anni dall’accaduto del magistrato Nino Di Matteo, vera icona del Movimento 5 Stelle, al ministro della Giustizia, il grillino Alfonso Bonafede, ha scosso la maggioranza e messo tutti in allarme. I capimafia, ha raccontato il magistrato, dicevano «se nominano Di Matteo (come direttore del Dipartimento che controlla le carceri, ndr) è la fine… andai a trovare il ministro, avevo deciso di accettare la nomina a capo del Dap, ma improvvisamente mi disse che ci aveva ripensato». È vero o no? Toccherà al ministro della Giustizia, sollecitato anche dal Pd, andare in Parlamento a spiegare che cosa è successo.

Comunque il dibattito è sempre più acceso, tra chi sostiene Conte a spada tratta, chi lo supporta perché non è il momento, e chi invece non fa mistero di volerlo sostituire con un governo di unità nazionale. Tutto scorre sotto traccia, perché siamo ancora in emergenza sanitaria, ma nelle ultime ore è successo qualcosa di politicamente significativo. Sul ‘Manifesto‘, il quotidiano orgogliosamente comunista, è apparso un appello in difesa del Governo Conte, sottoscritto in due giorni da oltre 14mila persone, semplici cittadini ma anche tanti personaggi di spicco della cultura. Una crisi politica, secondo i firmatari, oggi avrebbe due conseguenze: un governo di emergenza nazionale sostenuto da poteri forti (e a questo si sta lavorando con il consenso del mondo mediatico); oppure elezioni anticipate, con la possibile vittoria del centrodestra a guida leghista. Per questo, pur non essendo il Governo Conte il migliore dei governi possibili «il nostro convincimento è che questo governo abbia operato con apprezzabile prudenza e buonsenso, in condizioni di enormi e inedite difficoltà».

A preoccupare la maggioranza anche l’attivismo di Alessandro Di Battista: «Ha deciso di attaccare di brutto Di Maio e gli altri – spiega una fonte del M5S – e sta lavorando per diventare il nuovo Capo politico del Movimento. Al momento non sembra però riscuotere grandi appoggi». Ma il Governo e la sua maggioranza hanno un mese di tempo per dimostrare che le risorse annunciate e messe in campo per tamponare il crollo economico arriveranno presto a tutti i destinatari. Perché ogni giorno crescono le proteste e le sollecitazioni di chi ancora non ha visto niente e è costretto ad aspettare in condizioni sempre più difficili.

LEGGI DIREOGGI | EDIZIONE DEL 4 MAGGIO 2020

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4 Maggio 2020
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