Campi nomadi e nidi comunali, la ricetta dell’assessore Baldassarre per Roma VIDEO

In un'intervista esclusiva all'Agenzia DIRE l'assessore alle Politiche sociali del Comune di Roma fa il punto su questioni nodali per la città
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ROMA – In un’intervista esclusiva all’Agenzia DIRE l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Roma, Laura Baldassarre, fa il punto su questioni nodali per la città. Innanzitutto i campi nomadi e la necessità del loro superamento, ma anche gli asili nido comunali e gli investimenti fatti.

NOMADI, NO AL NUOVO CAMPO NEL  XV MUNICIPIO

“Non vogliamo fare un nuovo campo nel XV Municipio. Dobbiamo dire che abbiamo fatto tutto quanto nelle nostre possibilità per sospendere e revocare tutto quello era possibile sospendere”, è la netta risposta dell’assessore Baldassarre.


“Dobbiamo dare delle risposte e non mettere 500 persone in strada dall’oggi al domani, creando ancora più problemi di ordine pubblico e sicurezza”.

La soluzione individuata dagli uffici è che “il bando per il XV Municipio deve proseguire perché non ci sono alternative rispetto alle persone che abitano lì”, ovvero nel camping River.

BARBUTA E MONACHINA PRIMI CAMPI SMANTELLATI

“E’ corso di in pubblicazione un bando per fondi Ue destinati alle popolazioni rom. I primi due campi sui quali interverremo sono la Monachina e la Barbuta. Ci sarà un piano di indirizzo strategico ma anche un lavoro per ogni campo“.


Per ognuno di questi “fisseremo degli obiettivi e li monitoreremo. Date per la prima chiusura non ne diamo. Prima aspettiamo che venga approvato il piano in giunta. Comunque non un centesimo sarà speso per il mantenimento dei campi. Tutte le azioni che prenderemo saranno per il loro superamento”.

ATTUARE STRATEGIA UE PER SUPERAMENTO CAMPI

“Dal 2012 in Italia c’è una strategia nazionale che sulla base delle indicazioni europee dice chiaramente cosa andrebbe fatto. Con 5 anni di ritardo noi stiamo attuando sul territorio romano questa strategia che dice sostanzialmente che per agire efficacemente dobbiamo agire su quattro assi. La questione dell’abitazione, quindi superare e smantellare campi che sono dei veri e propri ghetti che non facilitano l’inclusione, la scolarizzazione, la salute ed il lavoro. Dobbiamo lavorare su queste quattro dimensioni in modo integrato“.


“Noi- ha spiegato l’assessore- abbiamo approvato una prima memoria di giunta e fatto una delibera chiedendo la sospensione dei bandi giù pubblicati, ed uno è stato revocato. La delibera prevede l’apertura di un tavolo per la stesura di un piano che abbiamo elaborato e che ora è in consultazione. Prevede esattamente il rispetto dei 4 assi portanti della strategia nazionale. Introduciamo poi un monitoraggio campo per campo attraverso la creazione di tavoli municipali a cui parteciperanno i cittadini”. “Sui rom- ha aggiunto Baldassarre- la nostra ricetta è quella di fare qualcosa di totalmente diverso a quello che è stato fatto fino ad oggi. Negli anni scorsi si è intervenuto male per coloro che abitano nei campi, che spesso sono stati semplicemente spostati da un campo ad un altro, e per le popolazioni che vivono intorno ai campi e che spesso subiscono l’impatto di una situazione di ghettizzazione dei rom, sinti e caminanti”.

PRIMA I NIDI COMUNALI, NON PAGHIAMO LIBERTÀ SCELTA

“Dobbiamo fare delle scelte ed essere coerenti con il mandato che ci hanno dato gli elettori: c’è un discorso a favore del pubblico. Stiamo continuando a fare investimenti notevoli per migliorare i nidi comunali sia sul fronte del personale che delle infrastrutture. I nidi convenzionati erano nati come modalità per supplire ad un’offerta carente dei comunali e fanno parte del sistema integrato pubblico-privato. Questo non l’abbiamo cambiato ed anche per l’anno prossimo ci sarà una formazione congiunta per garantire la stessa qualità”.


“Rispetto alle richieste degli educatori e delle educatrici come dei presidenti di queste cooperative va detto chiaramente che noi prima di tutto dobbiamo dare la possibilità di avere tutte le strutture comunali fruibili da parte di tutti i bimbi e le bimbe– spiega Baldassarre-. Poi ci sono i nidi in convenzione. Però è importante stabilire un principio: per chi sono questi servizi? Sono per i lavoratori e le lavoratrici o per le famiglie e per i bambini? La libertà di scelta c’è ma questa non può continuare ad essere finanziata dalle casse comunali che da una parte pagano per posti vuoti nei comunali e dall’altra pagano per i nidi in convenzione. Noi siamo amministratori pubblici e non potevamo consentire che si andasse avanti in questo modo”.

“A Roma- ha chiarito l’assessore- il sistema integrato pubblico-privato, con nidi comunali e nidi in convenzione, nacque quando c’era una grande richieste di nidi e i posti per i comunali non erano sufficienti. La novità che abbiamo introdotto, visto che abbiamo stabilizzato gli educatori e le educatrici e stiamo lavorando sulla formazione, è che da quest’anno abbiamo dato la possibilità alle famiglie di scegliere tra tre nidi comunali e tre in convenzione inserendo delle deroghe, come per chi già frequenta un nido in convenzione, per le famiglie dove c’è già un fratello che frequenta un nido in convenzione, per il nido in convenzione più vicino all’abitazione se si trova entro i 300 metri o per bambini disabili che hanno fratelli con disabilità. Abbiamo ascoltato le famiglie e fatto tanti incontri anche con gli operatori dei nidi convenzionati e con gli assessori municipali tenendo conto di un sistema che negli anni non era stato rivisto e che ha portato a storture non accettabili”.

“Tutte le famiglie lo sanno- ha concluso Baldassarre- a Roma ci sono liste di attesa ma anche posti vacanti e 4.500 rinunce. C’è qualcosa che non è andato negli anni e noi stiamo appunto rivedendo complessivamente il sistema e siamo partiti da questa delibera che è il primo atto di una serie che faremo”.

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