Bullismo, la legge del Lazio piace agli psciologi

Nel 2014, poco piu' del 50% degli 11-17enni ha subito qualche episodio offensivo, non rispettoso e/o violento da parte di altri ragazzi o ragazze nei 12 mesi precedenti
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ROMA – Il Lazio ha una legge sul bullismo: il Consiglio regionale ha approvato fa la normativa che disciplina gli interventi di prevenzione e contrasto al fenomeno. Prevede, tra l’altro, la creazione di un fondo di 750 mila euro per il triennio 2016-2018 e l’insediamento di una Consulta regionale, chiamata a valutare e monitorare le iniziative adottate. Plaude oggi l’Ordine degli Psicologi del Lazio, che ha partecipato attivamente alla stesura del testo.

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“Un grande risultato – commenta il presidente Nicola Piccinini – Abbiamo creduto fin dal principio alla necessita’ di questa legge – aggiunge – e ne abbiamo supportato l’iter proponendo diversi emendamenti, ritenuti migliorativi: da quelli sulla formazione degli adulti coinvolti (insegnanti, genitori, operatori territoriali), alle azioni di sostegno psicologico e responsabilizzazione dell’intero gruppo classe negli istituti. Abbiamo riscontrato con soddisfazione una piena sintonia con la strategia di fondo del provvedimento: quella di puntare su di una azione sinergica, basata sulla promozione di azioni integrate tra scuole, famiglie e istituzioni”.

Il provvedimento colma un vuoto normativo che non era piu’ accettabile, soprattutto di fronte a dati che segnalano una costante trasformazione e crescita del problema, anche per via del massiccio utilizzo della rete da parte dei giovani. Ma di quali cifre parliamo? L’Ordine degli psicologi che ne ricorda alcune recenti, rilevate dall’Istat.

Oltre il 50% degli 11-17enni vittima di bullismo in 12 mesi. Nel 2014, poco piu’ del 50% degli 11-17enni ha subito qualche episodio offensivo, non rispettoso e/o violento da parte di altri ragazzi o ragazze nei 12 mesi precedenti. Il 19,8% e’ vittima assidua di una delle ‘tipiche’ azioni di bullismo, cioe’ le subisce piu’ volte al mese. Per il 9,1% gli atti di prepotenza si ripetono con cadenza settimanale.

Piu’ vittime tra 11 e 13 anni. Soprattutto ragazze. Hanno subito ripetutamente comportamenti offensivi, non rispettosi e/o violenti piu’ i ragazzi 11-13enni (22,5%) che gli adolescenti 14-17enni (17,9%); piu’ le femmine (20,9%) che i maschi (18,8%).

Tra gli studenti delle superiori, i liceali sono in testa (19,4%); seguono gli studenti degli istituti professionali (18,1%) e quelli degli istituti tecnici (16%).

Bullismo piu’ diffuso al Nord. Le vittime assidue di soprusi raggiungono il 23% degli 11-17enni nel Nord del paese.Considerando anche le azioni avvenute sporadicamente (qualche volta nell’anno), sono oltre il 57% i giovanissimi oggetto di prepotenze residenti al Nord.

Cellulare, internet e bullismo. Tra i ragazzi utilizzatori di cellulare e/o Internet, il 5,9% denuncia di avere subito ripetutamente azioni vessatorie tramite sms, e-mail, chat o sui social network. Le ragazze sono piu’ di frequente vittime di Cyber bullismo (7,1% contro il 4,6% dei ragazzi) Piu’ diffuse le prepotenze verbali. Le prepotenze piu’ comuni consistono in offese con brutti soprannomi, parolacce o insulti (12,1%), derisione per l’aspetto fisico e/o il modo di parlare (6,3%), diffamazione (5,1%), esclusione per le proprie opinioni (4,7%), aggressioni con spintoni, botte, calci e pugni (3,8%) Bullismo “diretto” per il 17% degli 11-17enni. Il 16,9% degli 11-17enni e’ rimasto vittima di atti di bullismo diretto, caratterizzato da una relazione vis a vis tra la vittima e bullo e il 10,8% di azioni indirette, prive di contatti fisici. Tra le ragazze e’ minima la differenza tra prepotenze di tipo “diretto” e “indiretto” (rispettivamente 16,7% e 14%). Al contrario, tra i maschi le forme dirette (17%) sono piu’ del doppio di quelle indirette (7,7%).

Fonte: Redattore sociale

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