Belgio, spento il reattore nucleare Doel 3: crepe nella capsula

Torna la polemica su scarsa manutenzione delle centrali
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ROMA – Restera’ spento “per un periodo indefinito” uno dei sette reattori del Belgio, dopo che l’Agenzia federale belga per il controllo del nucleare (Afcn) ha confermato che la capsula in cemento armato del Doel 3 non e’ piu’ a norma, non avendo ricevuto gli interventi di manutenzione necessari. A informare del problema l’Afcn – come spiega l’Agenzia stessa in una nota – e’ stata la societa’ che gestisce la struttura, l’Electrabel, del gruppo Engie.

Quest’ultima sul proprio sito web ha scritto che il reattore Doel 3 non entrera’ in funzione prima del 15 aprile prossimo, ma per l’Agenzia belga non e’ ancora possibile indicare delle date: “Abbiamo constatato che il gestore non ha condotto i sufficienti controlli sullo stato del cemento armato della capsula, ne’ realizzato gli interventi che ne conseguono”, come ha spiegato alla stampa internazionale il portavoce dell’Afcn Sebastian Berg.

A risultare logorato e’ infatti il cemento armato, che mostra crepe e porzioni di superficie venute via. Il problema e’ causato dal vapore sprigionato intorno alla capsula. Ad essere colpite sono parti non nucleari, ossia dopo trovano posto le apparecchiature del sistema di sicurezza, tra cui pompe e generatori, un “doppio sistema” necessario a innescare il meccanismo di sicurezza. Per questa ragione, evidenziano ancora i media locali, e’ importante che le componenti siano in buono stato e in grado di funzionare correttamente in caso di necessita’.

Il Doel 3 e’ uno dei quattro reattori situati nell’omonima regione settentrionale, a cui si aggiungono i tre di Tihange, a est. Da tempo nel paese e’ polemica sul cattivo stato del Doel 3, e sulla generale obsolescenza delle centrali, alcune vecchie di 40 anni, tema che ha raggiunto il dibattito politico, tra chi chiede un rinnovamenteo delle infrastrutture e chi vuole uscire dal nucleare entro il 2025. A settembre scorso il Doel 3 era stato momentaneamente spento per realizzare degli interventi di manutenzione programmati, durante i quali i tecnici hanno osservato che il logoramento della struttura era “piu’ avanzato” di quanto gli standard di sicurezza consentono.

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