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Caro bollette, niente contributo di solidarietà: la maggioranza boccia la proposta di Draghi

Il premier aveva proposto in cabina di regia un contributo biennale di solidarietà sui redditi superiori ai 75mila euro per neutralizzare l'aumento dei costi dell'energia
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ROMA – Niente accordo nel Governo sul contributo straordinario di solidarietà da chiedere ai redditi superiori ai 75mila euro, per neutralizzare il caro bollette. Dopo una sospensione del Consiglio dei ministri di mezz’ora per valutare la posizione avanzata dal premier Mario Draghi, si è deciso di accantonarla.

La maggioranza si era divisa già in mattinata nella cabina di regia. La proposta è stata portata poi al tavolo dell’esecutivo e sottoposta alla mediazione del presidente del Consiglio. Ma anche in Consiglio dei ministri ha incontrato le resistenze del centrodestra, a cominciare da Forza Italia. E i dubbi di Italia Viva e M5S. In sostanza, erano a favore solo Pd e LeU. La proposta, avanzata dal presidente Draghi, prevedeva la sterilizzazione dell’entrata in vigore del taglio Irpef, nel caso di redditi superiori ai 75 mila euro, per un biennio.

ESULTA FORZA ITALIA: “GRAZIE A NOI È SALTATA LA PATRIMONIALE”

Il Pd invita a reperire altre risorse per la riduzione dei costi delle bollette elettriche. “Ne servono molte più dei 250 milioni di cui si parla. Perché ne va della tenuta di migliaia di piccole attività e quindi famiglie”. Esulta invece Forza Italia: “È saltata la patrimoniale, o come volevano chiamarla: il contributo di solidarietà. Una nostra vittoria politica”, dice Sestino Giacomoni, membro del coordinamento di presidenza del partito azzurro. E conclude: “Sempre dalla parte dei cittadini, della libertà e di uno Stato non tassatore”.

CONFERMATO IL TAGLIO DELLE TASSE: 7 MILIARDI ALL’IRPEF, 1 ALL’IRAP

La cabina di regia ha invece confermato la ripartizione dell’impianto sul taglio delle tasse. Sette miliardi andranno al taglio Irpef e 1 miliardo all’Irap. La riduzione del cuneo contributivo varrà solo per il solo 2022. “La proposta di sterilizzare per il 2022 ed 2023 gli effetti della riduzione della pressione fiscale sui redditi al di sopra dei 75mila euro è giusta, coglie l’esigenza di introdurre elementi di solidarietà per ridurre le distanze e promuovere coesione sociale. Impiegare questo contributo di solidarietà sulla riduzione delle bollette può essere altrettanto sensato”, spiegano i senatori dem Daniele Manca e Alan Ferrari.

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