Come proteggere i capelli dal sole? I consigli dell’esperta

SPECIALE DONNE E SALUTE | Anna Trink: "Bisogna proteggere il cuoio capelluto con filtri solari specifici"
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA – Quando si parte per le vacanze al mare o in montagna non manca mai in valigia la protezione solare per la pelle. Corretto. E il cuoio capelluto e i capelli vengono riparati con la stessa cura dai raggi Uv, dalla salsedine e dal vento? Non sempre, e i danni spesso non si vedono subito, ma in autunno e si finisce spesso per scambiare il tipico ‘cambio di stagione’ con un problema più serio. Come fare per proteggere le chiome? È preferibile effettuare colori e decolorazioni prima o dopo le ferie? A fugare ogni dubbio e a dare le ‘dritte’ giuste è la dottoressa Anna Trink, dermatologa, specialista in tricologia e consulente scientifico HMAP Lab a Milano.

– Salsedine, raggi Uv e cloro della piscina sicuramente non sono alleati dei nostri capelli. Come proteggerli d’estate soprattutto quando andiamo al mare oppure in piscina? Dopo il bagno è bene fare una doccia?

“Il nemico numero uno dei nostri capelli è il sole. L’esposizione ai raggi ultravioletti danneggia il cuoio capelluto, una parte che non siamo abituate a proteggere dal sole. Oggi tutti sono molto bravi e attenti ad applicare la protezione solare su viso e corpo, per fortuna, ma il cuoio capelluto è una zona a cui spesso non si pensa. Soprattutto per chi ha capelli chiari o ha un problema di diradamento, è molto importante applicare la protezione solare. Un eccesso di esposizione solare su questa zona innesca tutti quei processi pro-ossidativi che portano alla caduta dei capelli e ad una infiammazione cronica che può protrarsi nel tempo e creare dei problemi nel periodo autunnale. Infatti, si pensa che la caduta dei capelli in autunno dipenda moltissimo anche dal modo in cui ci si è esposti al sole e non solo relativamente al tipico cambio di stagione. Un segnale, dunque, che abbiamo preso troppo sole è quando il capello comincia a schiarirsi, un elemento che può rivelare anche un danno ossidativo del capello tale da comprometterne la sintesi del pigmento. Questo vuol dire che abbiamo danneggiato abbastanza il capello da dovercene preoccupare. Il consiglio è quello di usare un filtro di protezione solare per il capello. Ce ne sono alcuni specifici per cuoio capelluto che contengono l’acido octatrienoico, dedicato all’attività antiossidante dei raggi ultravioletti oltre al filtro di protezione solare. Per quello che riguarda l’acqua di mare, ha in sé proprietà benefiche, perché contiene il sale ma anche potassio, magnesio e calcio. Questi sali sono importanti perché hanno un potere lenitivo, antifiammatorio, seboregolatore, antibatterico e antimicotico sul cuoio capelluto, strategico soprattutto per coloro che hanno capelli grassi. E’ importante sciacquare i capelli una volta usciti dall’acqua perché questi sali, asciugati per effetto osmosico, hanno un potere disidratante molto potente. Stessa cosa vale per l’acqua della piscina, anche se non ha chiaramente alcuna proprietà benefica particolare”.

– Colore e decolorazioni sono ammessi o sono piuttosto da evitare per coloro che non possiedono per natura capigliature fluenti?

“Dovendo scegliere quando fare le schiariture, prima o dopo l’esposizione al sole, direi forse sarebbe meglio effettuare questi trattamenti prima. Il capello post vacanze estive, sia per lo stato del cuoio capelluto di cui abbiamo parlato che per il fusto del capello, sottoposto alla aggressione di salsedine e vento, è già stressato. I trattamenti decoloranti fatti dopo l’esposizione al mare possono mettere perciò ulteriormente in sofferenza il capello. In ogni caso in spiaggia è bene proteggere dai processi aggressivi esterni il fusto dei capelli con oli spray. Per quanto riguarda le tinte, il discorso è diverso perché generalmente queste oggi contengono al loro interno elementi che rinforzano il fusto. Quindi, in questo caso, si può decidere tranquillamente se effettuare la colorazione prima o dopo l’esposizione al sole, mentre per le decolorazioni è bene, come dicevamo, rimandare il discorso all’autunno inoltrato”.

– Abbiamo parlato di spray protettivi ma pensiamo anche a prodotti come le maschere idratanti o le fiale ricostituenti. Come districarsi tra le proposte sul mercato senza fare errori?

“Per il cuoio capelluto quello che si utilizza in genere sono delle maschere che contengono dei lenitivi naturali, come la vitamina E o l’aloe, in accoppiata con la melatonina, che è un altro antiossidante in grado di avere un effetto riparatore sui danni dei raggi ultravioletti. A questi si possono aggiungere anche i fattori di crescita, delle molecole sintetiche che mimano i fattori di crescita biologici che riescono a stimolare l’attività delle cellule follicolari staminali che possono migliorare la crescita e la qualità del capello. Per ciò che concerne il fusto del capello, invece, è importante riparare i danni del sole. Via libera a prodotti che contengono oli – tra cui quello di argan, ottimo per chi possiede soprattutto un cuoio capelluto grasso perché ha un effetto seboregolatore – che riparano le squame del fusto del capello, arricchiti con aminoacidi e proteine, su tutte la cheratina. Vanno applicati lungo il fusto del capello e lasciati in posa per beneficiare dell’effetto riparatore”.

– Non c’è solo il mare. Consigli extra per coloro che quest’anno passeranno le ferie in montagna?

“Certamente anche quando si va in montagna bisogna stare attenti all’esposizione solare. In questo caso è meno agevole ricorrere allo spray protettivo poiché, per quanto cosmetico, può ungere sempre il capello. Come valida alternativa esistono dei cappellini, tipo da baseball o pescatore dedicati, il cui tessuto ‘speciale’ viene immerso in un filtro di protezione solare totale che sostituisce l’applicazione della crema solare. Può essere uno stratagemma utile per coloro che praticano attività sportiva all’aria aperta d’estate e per chi cammina in montagna”.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

3 Agosto 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»