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Scontro Pd-Lega sui frontalieri. Salvini: “Nuove norme merito nostro”, i dem: “Spudorato”

Il leader della Lega si intesta il merito della decisione di Speranza di non prevedere tamponi per chi abita entro 60 chilometri dal confine e suscita la reazione rabbiosa dei dem
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ROMA – È scontro nel governo tra Partito democratico e Lega dopo la decisione del ministro della Salute Roberto Speranza di non prevedere tamponi per i lavoratori frontalieri. Non sul contenuto del provvedimento, su cui concordano tutti: ma su chi debba intestarsi il merito della decisione che facilita la vita a chi abita entro 60 chilometri dal confine e si deve spostare per lavoro. “Via la burocrazia per i frontalieri. Chi abita in prossimità dei confini potrà muoversi senza restrizioni e non è previsto tampone per i turisti stranieri confinanti che vengono in Italia: è un vantaggio per il commercio e i servizi. Speranza ha ceduto alle pressioni della Lega: è una vittoria del buonsenso, di cui andiamo orgogliosi. Dalle parole ai fatti”. Queste le parole del leader della Lega Matteo Salvini.

Un commento che ha fatto saltare sulla sedia le capogruppo del Pd alla Camera e al Senato Debora Serracchiani e Simona Malpezzi: “Manderemo a Salvini copia della lettera firmata che i parlamentari del Pd hanno scritto al ministro Speranza, con cui hanno chiesto e ottenuto deroghe agli spostamenti nelle aree transfrontaliere. È spudorato da parte sua vantare meriti su tutto, anche quando è risaputo che non ha toccato palla né messo bocca. Ringraziamo il ministro Speranza per aver accolto le richieste che sono venute, in primo luogo attraverso i parlamentari dei territori, da aree altrimenti penalizzate da restrizioni. Con il Dicastero della Salute – prosegue la nota delle capogruppo dem – il Pd ha sempre tenuto un dialogo stretto e costruttivo, al contrario di quanto fatto dalla Lega, che ha saputo solo mettersi di traverso. Quindi ora chiediamo almeno il pudore del silenzio”.

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