Governo, Roversi (Future Food Institute): “La ripresa economica parte dal cibo”

La Dire sarà media partner e seguirà tutte le iniziative e i progetti portati avanti dall'istituto di ricerca internazionale che si occupa di educazione alimentare e del settore del food.
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ROMA – “La ripresa economica non può prescindere dal cibo e da tutte le tematiche connesse a esso. Per questo motivo le risorse del Recovery Plan devono essere in linea con le strategie messe in campo dall’Europa che pongono il cibo al centro dello sviluppo sostenibile” afferma Sara Roversi, fondatrice e presidente del Future Food Institute, nella video intervista all’agenzia Dire.

“FFI” nasce a Bologna e da subito ha assunto una connotazione globale, aprendosi ai partner e agli stakeholder degli altri Paesi. Oggi è un centro di ricerca che promuove programmi di educazione alimentare, formando attivisti, manager d’impresa e ricercatori attraverso eventi e attività laboratoriali che hanno l’obiettivo di approfondire il tema del food, mettendolo in correlazione con tutti i settori coinvolti.

La Dire sarà media partner e seguirà tutte le iniziative e i progetti portati avanti dall’istituto di ricerca internazionale che si occupa di educazione alimentare e del settore del food.

IL CIBO COINVOLGE OGNI SETTORE

“Quando parliamo di cibo- dice Roversi- si aprono svariati orizzonti. Il tema dell’alimentazione, infatti, deve essere trattato in correlazione con i settori che vengono coinvolti. Il risparmio di energia elettrica, la sostenibilità ambientale e lo sviluppo della produzione agroalimentare devono fare i conti con aspetti legati al consumo di cibo. Le nostre scelte alimentari molto spesso producono effetti che neanche ci immaginiamo. Perciò non dobbiamo semplificare questo argomento”.

LA TRANSIZIONE ECOLOGICA PASSA ANCHE DAL CIBO

“La struttura del nuovo governo- argomenta la fondatrice del Future Food Institute- fa ben sperare. Dedicare un ministero alla transizione ecologica è stato un atto che potrà contribuire a creare nuove prospettive. Per realizzare la piena transizione ecologica urge il lavoro di tutti e può avvenire soltanto se tutti i settori riusciranno a trovare una quadra comune. La svolta ecologica si raggiunge se ci sarà una mobilità sostenibile e una transizione digitale. Il settore del food è parte integrante di questo processo”, conclude Roversi.

ECCO I PROGETTI IN ARRIVO

“Il 5 marzo inizierà il primo di una serie di boot camp digitali che vedranno la partecipazione di giovani provenienti da oltre 50 Paesi. Si tratta di attivisti, manager d’impresa, innovatori, ricercatori e scienziati. In aula avremo anche un attivista italiano di 13 anni che ha espresso la volontà di confrontarsi con i grandi che possono cambiare le sorti globali. Si tratterà di incontri che si focalizzeranno sul tema del food”.

FUTURE FOOD INSTITUTE RICONOSCIUTO A LIVELLO EUROPEO COME ENTE ‘BUONE PRATICHE’

“Future Food Institute- sottolinea Roversi- è stato recentemente riconosciuto a livello europeo come ente che realizza ‘buone pratiche’. Nella nostra buona pratica abbiamo sempre cercato di perseguire un approccio olistico che si ispira al concetto di ecologia integrale. Parlare di ecologia sotto più punti di vista è la chiave. Tutti gli aspetti che riguardano la sostenibilità ecologica, infatti, devono essere approfonditi connettendoli tra loro. Sono d’accordo con quanto affermato dal ministro Cingolani: le città devono diventare laboratori per lo sviluppo sostenibile. Non a caso abbiamo messo in campo dei ‘living lab’ (già attivi a Bologna, San Francisco e a Tokyo) che hanno lo scopo di trasformare le nostre conoscenze in azioni concrete”.

DAL 5 MARZO INIZIANO I BOOT CAMP DIGITALI

“Quando abbiamo iniziato, precisamente otto anni fa, si è deciso di investire su tre verticali: conoscenza, comunità e innovazione. In linea con queste direttrici abbiamo nel tempo portato avanti diversi programmi, siglando una partnership con l’Onu e la Fao. Grazie a questi accordi abbiamo potuto coinvolgere ragazzi provenienti da tutto il Mondo, formandoli dal punto di vista dell’educazione alimentare. Non a caso, il 5 marzo inizierà il primo boot camp digitale. Successivamente l’ambizione è quella di prevedere due nuove iniziative in presenza con focus sul Mediterraneo. Il primo avrà luogo a Marettimo, in Sicilia. Qui ci saranno focus sulla sostenibilità del mare, sulla pesca e sul cambiamento climatico. Il secondo, invece, vedrà protagonista Pollica, capitale internazionale della dieta mediterranea e comunità emblematica Unesco. In questa occasione, nei primi giorni di settembre, parleremo di dieta mediterranea, modello principe per incrementare uno stile di vita sostenibile”, conclude.

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