Napoli, artisti lanciano brano anti-Salvini. O’Zulù: “E’ un inno all’accoglienza”

NAPOLI - Sono in studio da alcuni giorni
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print


NAPOLI – Sono in studio da alcuni giorni diversi artisti e band napoletane impegnate a registrare la canzone “Gente do Sud” che sarà la colonna sonora delle manifestazioni contro la presenza del leader della Lega Nord, Matteo Salvini, il prossimo 11 marzo a Napoli. L’elenco degli artisti impegnati nel progetto è molto ricco, alla voce si alterneranno Valerio Jovine, Ciccio Merolla, Simona Boo (99 Posse), O’Zulù (99 Posse), Djarah Akan, Valentina Stella, Andrea Tartaglia, O’Rom, Dario Sansone (Foja), Francesco Di Bella, Eugenio Bennato, M’Barka Ben Taleb, Roberto Colella (La Maschera), Franco Ricciardi, Gnut, Tommaso Primo e i rapper Peppe Oh, Speaker Cenzou, Oyoshe, Tueff e Dopeone. Ospiti d’eccezione James Senese e Enzo Gragnaniello.

“La nostra canzone non parla di Salvini – racconta all’agenzia Dire Luca Persico, alias O’Zulù, voce dei 99 Posse – ma della società accogliente, multietnica e multiculturale che contribuiamo a costruire. Napoli è da sempre città dell’accoglienza, siamo in tantissimi, tanti artisti che cercheranno di raccontarsi e raccontare questa città ma non racconteremo il nostro nemico“.

Il ‘nemico’ di cui parla O’Zulù è appunto Matteo Salvini “ma lui non è il protagonista del brano perché non merita l’attenzione di un collettivo che si mette insieme per immaginare una cosa bella – dice – non certo per dare visibilità a un personaggio e a un movimento che di visibilità ne ha fin troppa”.

Il leader leghista “ha in mente un progetto, sta cercando di cavalcare quest’ondata di populismo internazionale e globale portandola anche in Italia ma si è reso conto che il suo movimento leghista è un limite nel contesto populista mondiale. Un limite, questo, che sta cercando di superare a danno della memoria di quelle persone che sono state colpite dal suo razzismo e dalle sue politiche oggettivamente lesive rispetto a tutto il Mezzogiorno. Non è possibile – continua il cantante dei 99 Posse – fare la secessione un giorno prima e poi essere unito contro gli immigrati, ci vorrebbe un minimo di coerenza. Ma noi sappiamo che la politica questo tipo di coerenza l’ha abbandonata. Quello che conte, e che noi ribadiamo in tutta la canzone, è che noi popolo meridionale sappiamo bene cos’è il razzismo perché lo abbiamo subito e sappiamo cos’è l’emigrazione”. Il popolo napoletano “credo che non abbia dimenticato gli insulti al Sud, vedremo l’11 marzo”.

Le musiche di Gente Do’ Sud saranno curate da Giuseppe Spinelli (chitarra), Joe Petrosino (mandolino), Massimo De Vita (sinth e flauto), Daniele Sepe (fiati), Massimo Jovine dei 99 Posse (basso), Alessandro Aspide (basso), Sacha Ricci dei 99 Posse (tastiere) e Marco Messina dei 99 Posse. Il brano è stato registrato in diversi studi di registrazione della città e nei prossimi giorni partiranno le riprese del videoclip del brano che sarà on line prima della manifestazione dell’11 marzo promossa dai movimenti sociali napoletani contro ogni rigurgito fascista, razzista, sessista e xenofobo.

Tutti gli artisti che hanno preso parte alla realizzazione di “Gente do Sud” hanno lanciato una campagna sui social network facendosi fotografare con dei cartelli in cui si invita alla partecipazione alla manifestazione dell’11 marzo. Intanto gli organizzatori rendono noto che il manifesto per il corteo dell’11 marzo sarà realizzato dal fumettista Zero Calcare.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»