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Draghi, Orlando: “Pd deciderà anche in base alle scelte degli altri partiti”

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"Dobbiamo proporre dei momenti molto larghi di partecipazione e di discussione. Sbaglieremmo se ci chiudessimo solo nella dimensione istituzionale"
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ROMA – Nei confronti del governo Draghi “si pone l’esigenza di non fare gli stessi errori del passato. Perché leggendo i commenti di questa mattina sembra che la qualità e la forza indubbia del nome” di Mario Draghi “possa risolvere tutti i problemi, il che è abbastanza fuorviante”, dice il vicesegretario del Pd Andrea Orlando a Radio Immagina. Per far nascere il governo, dice Orlando, “c’è bisogno di una convergenza delle forze politiche su un programma di riforme intorno al recovery e di un rapporto col paese che è più lontano dalla classe dirigente. Se diventa una cosa che non parla a tutto il paese il rischio è che si ci si trovi di fronte a una crisi economica e sociale come quella del passato. Io credo che ci siano le condizioni per evitarlo. Ma non basta dire arriva Draghi. Bisogna dargli una mano, a Draghi”, aggiunge Orlando. Orlando conclude: “Il ruolo politico non può prescindere dai numeri. Il Pd dovrà decidere anche in relazione a quello che faranno le altre forze politiche. Perché dico una cosa abbastanza lapalissiana, ma il nostro 11 per cento non è sufficiente a far nascere un governo”.

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ORLANDO: “RESPONSABILITÀ PRECISE DI RENZI E ITALIA VIVA”

Il “fallimento” sul Conte ter “ha delle responsabilità ben precise. Che non possono essere nascoste. Ha un nome e un cognome e una sigla politica”, dice il vicesegretario del Pd Andrea Orlando a Radio Immagina. “Una scelta di Italia viva e di Matteo Renzi ha fatto saltare la possibilità di un governo politico”, aggiunge Orlando.

ORLANDO: “PD PROPONGA MOMENTI MOLTO LARGHI DI PARTECIPAZIONE”

“Dobbiamo proporre dei momenti molto larghi di partecipazione e di discussione. Sbaglieremmo se ci chiudessimo solo nella dimensione istituzionale”, dice il vicesegretario del Pd Andrea Orlando, a Radio Immagina. “Serve una discussione quanto più larga possibile e quanto più aperta agli apporti della società”, ribadisce.

ORLANDO: “NON SAREMO SPETTATORI MA PROTAGONISTI ATTIVI”

“Sarei ipocrita se dicessi che in questo passaggio non c’è anche un po’ di rabbia. Ma poi bisogna passare alla battaglia politica. Noi dobbiamo corrispondere al messaggio del Capo dello stato, ma farlo in modo intelligente e responsabile. Cioè non fare gli spettatori di una cosa che ci è stata suggerita, ma i protagonisti attivi, il che significa registrare le difficoltà che ci troveremo di fronte e prevenirle per risolverle”.

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