Maison Antigone: “Scarcerata Nelly, l’Italia deve decidere sull’estradizione”

La cittadina francese era stata arrestata il 29 dicembre scorso in seguito ad un mandato di arresto internazionale emesso da un giudice di New York
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ROMA – È stata scarcerata Nelly Jouan, la cittadina francese che era stata arrestata il 29 dicembre scorso in seguito ad un mandato di arresto internazionale emesso da un giudice di New York. La cosa piuttosto sconcertante è stato sapere che la signora Jouan era stata portata in carcere senza diritto di poter telefonare a nessuno o di ricevere visite. Così in un comunicato l’associazione Maison Antigone che sta seguendo il caso. Solo dopo l’appello sui social, effettuato da parte del compagno della donna si è provveduto alla sua scarcerazione dunque può circolare liberamente e rientrare in Francia, dove sarà protetta. Mentre ai giudici italiani resta da decidere sulla sua eventuale estradizione negli Usa. Come è stato possibile- si legge nella nota- che un mandato di arresto sia stato eseguito in modo così solerte senza tenere minimamente conto delle sentenze francesi che proteggevano quella donna e la figlia minore? I nostri sospetti- continua l’associazione- non appena letta la notizia, si erano immediatamente diretti verso la junk science alienazione genitoriale, utilizzata sistematicamente per insabbiare le violenze denunciate dalle donne. Stando a quanto riportato dal Corriere della Sera, infatti, Nelly in Usa era stata accusata di PAS. Le denunce esposte contro le violenze coniugali ed assistite dalla minore sono così cadute nel vuoto. Fuggita in Francia, Nelly Jouan si era rimessa al giudizio dei magistrati francesi i quali avevano evidenziato le violenze subite dalla donna e dalla propria figlia (ascoltata dalla Corte di Appello di Rennes già all’età di nove anni). La pericolosità dell’ex marito e la totale inconsistenza delle accuse di alienazione parentale hanno fatto sì che la bambina fosse affidata in via esclusiva alla madre. Nonostante ciò, l’ex marito nel 2017 era riuscito ad ottenere dal giudice di New York il mandato di arresto internazionale eseguito ora a Milano. Continueremo a seguire questa vicenda- conclude l’associazione- per scongiurare il rischio di una pronuncia giudiziaria di estradizione negli USA e continuiamo a chiedere aiuto e appoggio alleistituzioni. Affinché si intervenga per ostacolare un abuso di questo genere chiediamo l’intervento immediato del Presidente della Repubblica italiana, dell’Onorevole Veronica Giannone, del Ministro Bonafede, dell’Ambasciatore di Francia.

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3 Gennaio 2020
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