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‘Curare’ i giovani con la musica, ecco lo ‘psicologo del rock’

Dimmi le tue 10 canzoni preferite ed io ti
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IMG_8104Dimmi le tue 10 canzoni preferite ed io ti dirò come sei e che emozioni vivi. Parola di Romeo Lippi lo ‘psicologo del rock’, che in un’intervista a Diregiovani.it spiega cosa sia la psicologia cantata: “È un progetto di integrazione tra psicologia e musica, intesa principalmente come canzoni. Non è musicoterapia- chiarisce lo psicoterapeuta- che già esiste e usa la musica strumentale o timbrica da un punto di vista terapeutico. Noi facciamo altro, ci basiamo sulla melodia e diamo molta importanza al significato delle parole presenti nei testi, facendo attenzione a come questo connubio possa essere utilizzato in ambito psicologico”.

A livello individuale, “utilizzo questo approccio con i miei pazienti nella fase di diagnosi, per capire come sono fatti, e successivamente durante il trattamento terapeutico. È ovvio che chi ascolta 10 canzoni di Fabri Fibra sarà diverso da chi ascolta Laura Pausini. Durante la terapia poi si ascoltano canzoni che aiutano a capire molte cose- sottolinea Lippi- perché ci sono brani che parlano di abuso sessuale, depressione, ma potremo anche comporre canzoni con i pazienti e insieme suonarle”. A livello di gruppi e istituzionale c’è invece il seminario di ‘Psicologia cantata’ nelle scuole. “Si tratta di una lezione che dura un paio di ore e in cui si parla di temi di psicologia adolescenziale che interessano i ragazzi delle scuole superiori: relazioni, sessualità, sostanze stupefacenti, disturbi alimentari, disturbi di personalità e quant’altro. Per ognuno di questi argomenti- spiega lo psicologo- facciamo una canzone specifica. Ad esempio, se parliamo di suicidio giovanile suoniamo ‘La guerra infinita’ dei Baustelle. Se affrontiamo i disturbi alimentari cantiamo un pezzo dei Subsonica. Se parliamo di empatia utilizzeremo un brano di Jovanotti.  Non è solo una lezione teorica, è anche un’esperienza emotiva”.

Lippi ha 34 anni e ha alle spalle una formazione di psicoterapia integrata. Si occupa di adolescenti e giovani adulti dai 18 ai 30 anni in prevalenza, ma segue anche persone più grandi. Dal 2008 lavora in diverse scuole della provincia di Viterbo. “Con i ragazzi è più facile adoperare l’aspetto musicale, anche se poi mi è capitato di parlare dei Coldplay con sessantenni depressi”. La Songtherapy (Canzoniterapia) e la Musicoterapia seguono lo stesso principio: “A livello encefalico celebrale- chiarisce l’esperto- determinate canzoni rimangono dentro il cervello su un piano emotivo”.

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 – Quali sono le canzoni che vanno per la maggiore tra gli adolescenti italiani? “Vanno molto i brani Hip pop, come MadMan o Gemitaiz”, precisa lo psicoterapeuta. “I più arrabbiati ascoltano Noyz Narcos, soprattutto i maschi; le ragazze, spesso prediligono gruppi Indie come i Nirvana (che è un classico), gli Smiths, i Radiohead, i Coldplay, I tre allegri ragazzi morti, Le Luci della centrale elettrica o i Subsonica. Più avanti con l’età- ricorda Lippi- le persone vanno sui cantautori come De Gregori, Vasco, Ligabue”.

Quali sono le tematiche più comuni? “Più che temi parlerei di emozioni. Si gira intorno a due emozioni in particolare: rabbia e tristezza. Sono soprattutto giovani arrabbiati e tristi- ricorda lo psicologo del rock- e se ascolti le storie delle loro vite c’è sempre un motivo per cui vivono queste emozioni, non sono dei viziati”.

– Quali sono i disturbi principali che hai riscontrato? “A scuola ci sono tantissimi attacchi di panico. Circa una persona per classe vive situazioni che vanno dall’ansia agli attacchi di panico, fino a sentirsi male tanto che la scuola spesso deve chiamare l’ambulanza”. Come mai? “Per vari motivi. Gli adolescenti di oggi vivono dentro di loro dei contrasti tra parti: una parte che vuole emanciparsi, diventare indipendenti, e un’altra che ad esempio vuole seguire le orme dei genitori”.

– Uomini e donne esprimono il disagio allo stesso modo? “No- risponde- si esprimono in maniera diversa. Le donne reagiscono più con l’ansia e i disturbi alimentari; i maschi invece risultano più oppositivi. Dal punto di vista della condotta, assumono un atteggiamento antisociale e fumano molte canne per tenere a bada le loro emozioni, spesso sono troppo forti”. Infine, i giovani incontrati fuori dalla scuola, “vivono soprattutto situazioni ansiose e o depressive- conclude- spesso legate a fattori relazionali e affettivi”.

Per maggiori informazioni su ‘le 10 canzoni che curano’ e su Romeo Lippi, ecco due link da consultare:

di Rachele Bombace – giornalista professionista

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