Francia, procuratore: “Lotta all’Isis aumenta rischio attentati”

Nei prossimi mesi si prevede un'ondata di combattenti dell'Is che faranno ritorno alle loro famiglie di origine
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isisROMA – L’indebolimento dello Stato islamico in Siria e Iraq aumenta il rischio di attentati in Francia. Ne è convinto Francois Molins, Procuratore della repubblica di Parigi, in un’intervista rilasciata stamani al quotidiano ‘Le Monde’. Una delle cause che potrebbero determinare tale pericolo è l’ondata di combattenti dell’Is che faranno ritorno nei prossimi mesi alle loro famiglie di origine. A preoccuparlo di più è la radicalizzazione delle ragazze minorenni: il Procuratore ha spiegato di aver letto nelle ultime settimane decine di dossier di ragazze sotto i 18 anni “dal profilo inquietante e dal carattere molto duro“, e che in alcuni casi sono addirittura le “menti” degli attentati.

islam_velo_donnaAttualmente inoltre, 20 minorenni starebbero ancora combattendo tra le file del gruppo di Al-Baghdadi. In un primo momento, ha proseguito il Procuratore generale, le autorità hanno sottostimato il pericolo che queste giovani rappresentavano per il paese, “ritenendo che si recassero in Siria solo per raggiungere i loro mariti, e restassero fuori dalle attività militari”. Adesso invece, dopo che l’intelligence ha scoperto che molte di loro sono disposte anche a farsi saltare in aria e assistono alle esecuzioni pubbliche, “vengono sistematicamente arrestate quando fanno ritorno in Francia”. Recentemente 59 di loro sono state condannate, e 18 sono finite dietro le sbarre. Dopo i sanguinosi avvenimenti di novembre 2015 infatti il governo ha inasprito le pene per i reati legati alle attivita’ terroristiche, aumentando fino a 20 o 30 anni la pena detentiva.

Dal punto di vista dei procedimenti giudiziari, Molins ha evidenziato come a partire del 2013 si sia verificata una vera e propria “impennata“: se nel 2013 i processi per questo tipo di reati sono stati 26, nel 2015 sono arrivati a 136, mentre “oggi la Procura di Parigi segue ben 324 dossier. In tutto, sono 982 gli individui che sono stati o sono ancora coinvolti nelle indagini”.

di Alessandra Fabbretti, giornalista

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