Intervenire sulla reputazione per far ripartire l’Italia: Giuseppe Conte e Giorgio Armani in esclusiva su Reputation Review

Il 25 giugno torna in edicola l’unica rivista italiana che studia e analizza in modo scientifico la reputazione e il suo valore. Se si è in grado di gestirla, la reputazione oggi è la chiave del successo di ogni settore
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ROMA – La reputazione oggi non è più (soltanto) ciò che gli altri pensano di te. È un asset economico ed oggettivo, destinato a imporsi come il nuovo e vero capitale del nostro tempo e del prossimo futuro. Imparare a gestire gli elementi che la determinano e ad intervenire correggendo ciò che non va o investendo sui punti di forza è l’unico modo per far ripartire l’Italia.

Un tema importante, che viene approfondito in ogni suo aspetto nel nuovo numero di Reputation Review, l’unica rivista italiana che studia in modo scientifico la reputazione e il suo valore, in edicola dal 25 giugno, in cui sono riportati anche un’intervista al Presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte, un’analisi del successo di Giorgio Armani, realizzata con il suo stesso contributo, e tante altre testimonianze.

L’importanza della reputazione è apparsa evidente nei mesi del lockdown, in cui i paesi di tutto il mondo erano sotto l’analitica lente d’ingrandimenti di media, altri governi ed esperti di ogni sorta. In quel periodo, dunque, Zwan ha realizzato un’indagine utilizzando l’algoritmo “Reputation Rating”, che pesa e misura le dimensioni della reputazione, certificando le fonti attraverso la tecnologia blockchain. I dati rilevati sono stati poi integrati con quelli di SEMrush, piattaforma di Saas per la gestione della visibilità on line, ottenendo uno studio complesso e articolato, che mostrava l’Italia al primo posto per reputazione a livello mondiale nella gestione dell’emergenza da covid19.

L’indagine è notata dall’Ufficio della Presidenza del Consiglio, che ha voluto verificarne attendibilità, metodologia e strumenti, e poi è stata citata alla Camera e al Senato dal Presidente Conte, il 30 aprile 2020, dimostrando come il nostro paese stia intraprendendo la strada giusta.

Il ‘sistema Italia’ ha dato grande prova di sé e questo risultato è stato percepito anche a livello internazionale. Dobbiamo fare tesoro di questa esperienza anche per il futuro. – Ha dichiarato il Presidente Conte intervistato da Davide Ippolito, curatore assieme a Joe Casini di Reputation Review – Sono convinto che il nostro valore ‘reputazionale’ possa crescere ancor di più se riusciremo ad attraversare questa fase 2 in modo ordinato e di questo le prime a beneficiarne saranno le nostre imprese. L’export italiano, sinonimo di qualità fuori dai nostri confini, rimane un asset strategico per il Paese.”

Altro esempio di eccellenza italiana nella gestione della reputazione è Giorgio Armani, comunemente chiamato Re Giorgio. Sempre fedele a se stesso, in grado di comunicare il valore del made in Italy attraverso il suo lavoro, il suo gruppo aziendale conta oggi conta più di 7 mila dipendenti in tutto il mondo, con un fatturato globale pari a 2.1 miliardi di Euro. Ciò che maggiormente contraddistingue il suo lavoro è il voler mettere al centro di tutto il fattore umano, anche prima della corsa al profitto, anche ora che il Regno di Re Giorgio copre l’intero pianeta, perché è la fedeltà ai valori che rende un brand autentico e ne garantisce il successo.

Il declino del sistema moda per come lo conosciamo è iniziato quando il settore del lusso ha adottato le modalità operative del fast fashion, carpendone il ciclo di consegna continua nella speranza di vendere di più, ma dimenticando che il lusso richiede tempo, per essere realizzato e per essere apprezzato. Il lusso non può e non deve essere fast. – Spiega Giorgio Armani raggiunto da Nicola Vidali per Reputation Review – Sono sicuro che l’orgoglio italiano alla fine uscirà fuori come è sempre successo nei momenti più bui. È tempo di decisioni coraggiose e io sono una persona pragmatica, per cui, dopo anni di assenza, ho deciso di riportare a Milano le mie sfilate dell’alta moda. Inviteremo clienti e giornalisti nel cuore storico della nostra azienda, a palazzo Orsini. Un bel modo per allineare il valore del patrimonio del nostro marchio con quello della città e del nostro Bel Paese, e spero che altri colleghi vogliano fare lo stesso. Sarebbe un’ottima occasione per fare finalmente squadra come i francesi fanno da tempo”.

In questo numero tante eccellenze del nostro paese hanno voluto condividere i segreti del loro successo, come il fondatore di Eataly, Oscar Farinetti, Cosimo Rummo, dell’omonimo pastificio, Riccardo Tozzi, di Cattleya, Ugo Salerno, di Riina Service, e Marco ALverà di Snam. – Ha dichiarato Joe Casini, cofondatore di ZwanQuesti sono solo alcuni dei contributi eccezionali che abbiamo raccolto e che sono a disposizione dei lettori. Lo scopo del magazine non è, infatti, fare gossip o semplice informazione, ma fornire strumenti efficaci e consigli pratici per la gestione e l’implementazione della propria reputazione.”

Il covid19 ha dimostrato nuovamente il ruolo strategico che ricoprono i sistemi di rappresentanza, e sentire le voci di figure importanti per i settori strategici del nostro paese, come Stefano Cuzzilla, Presidente di Federmanager, Marco Bentivogli della FIM Cisl, Vito Grassi nuovo Vicepresidente Confindustria e Malagò del Coni, è stato davvero importante per comprendere il valore di ogni strategia e, magari, imparare dai grandi a fare di meglio anche per la gestione della reputazione propria o della propria azienda” ha concluso Davide Ippolito.

Reputation Review è edita da Mediolanum Editori e distribuita in edicola da Mondadori.

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2 Luglio 2020
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