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Csm, Palamara davanti alla sezione disciplinare: “Mi scuso con Mattarella”

Coinvolto nello scandalo sulle nomine dei vertici di alcune procure, Palamara deposita la sua memoria difensiva

Pubblicato:02-07-2019 15:06
Ultimo aggiornamento:17-12-2020 15:28
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ROMA – “Voglio oggi in questa sede rivolgere le mie scuse più sincere e profonde al presidente della Repubblica, nella sua qualità di garante supremo dell’autonomia e della indipendenza della intera magistratura”. Così il pm Luca Palamara nella memoria depositata nell’udienza della sezione disciplinare del Csm chiamata a decidere sulla sua sospensione.

CSM. MEMORIA PALAMARA: MAI FATTO DOSSIER CONTRO IELO

“Non ho mai costruito dossier su Paolo Ielo e mai lo avrei fatto”. Lo ha scritto il pm Luca Palamara nella memoria depositata nell’udienza della sezione disciplinare del Csm chiamata a decidere sulla sua sospensione.

“Su questo punto la mia difesa è in grado di dimostrare che tanto la questione dell’esposto, presentato autonomamente dal dottor Fava, quanto la cosiddetta ‘vicenda Condotte’ si riferiscono, con tutta evidenza, a fatti diversi e temporalmente distanti di un anno rispetto all’indagine che la Procura di Perugia conduce sul sottoscritto”, si legge ancora nella memoria.

CSM. LEGALI PALAMARA PRESENTANO RICUSAZIONE PER DAVIGO E ARDITA

I legali del pm Luca Palamara, Mariano e Benedetto Buratti, hanno presentato un’istanza di ricusazione nei confronti di Piercamillo Davigo e Sebastiano Ardita, entrambi membri della sezione disciplinare del Csm per le loro dichiarazioni rilasciate il 4 giugno scorso al Consiglio superiore della magistratura. Per queste ragioni l’udienza di oggi è stata aggiornata al 9 luglio.

“In quella occasione potrebbe essere data risposta alle istanze- hanno spiegato i legali di Palamara- oppure disposto un ulteriore rinvio a dopo l’estate”. Infatti “quasi certamente si arriverà a settembre”, ha detto Mariano Buratti, uno dei due legali di Palamara, al termine dell’udienza durata circa un’ora.

“Oggi è stata una udienza solo su questioni formali, non siamo entrati nel merito che siamo però pronti ad affrontare” ha aggiunto Benedetto Buratti.

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