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A Bologna i ciclisti vogliono dossi frena-auto sui colli

La proposta della Consulta della Bicicletta arriva nel giorno della commemorazione di Matteo Prodi, il 18enne morto in bici sui colli il 27 febbraio scorso
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BOLOGNA – Cuscini berlinesi sulle strade dei colli per renderle più sicure a pedoni e ciclisti. La proposta arriva dalla Consulta comunale della Bicicletta, nel giorno della commemorazione organizzata dai ciclisti per Matteo Prodi, il 18enne morto in bici il 27 febbraio scorso. Una bici bianca è stata collocata ieri all’incrocio tra via di Barbiano e via degli Scalini, il luogo dello scontro con un’auto che è stata fatale al ragazzo, nipote dell’ex premier.

Partito dalla velostazione Dynamo, ieri un corteo di oltre 200 ciclisti ha attraversato la città in bicicletta fino al luogo dell’incidente, dove è stata posata una “ghost bike” commemorativa. “Ogni volta che qualcuno muore di morte violenta sulle nostre strade, è un lutto. Per chi lo amava e per tutta la società civile che non riesce a garantire equamente il diritto a spostarsi in modo sostenibile in sicurezza”, ha dichiarato Simona Larghetti, presidente della Consulta della bicicletta.

“Quando muore un ragazzo di 18 anni- sottolinea Larghetti- sentiamo anche il peso di un tremendo fallimento: una comunità che non riesce a dare futuro ai propri figli, manca il suo primo obiettivo. Ci stringiamo con tutto il nostro dolore nel ricordo di Matteo e intorno alla sua famiglia, agli amici e alle amiche, come attivisti e come cittadini”. Di qui la “necessità di mettere in sicurezza le strade dei colli sempre molto frequentate da pedoni e ciclisti, soprattutto ora dopo la fase di ripartenza dalla pandemia con la gente che cerca spazi aperti e verdi dove andare a camminare e correre”. 

Quelle strade, sottolinea ancora Larghetti, “sono percorse troppo spesso a velocità eccessiva dai mezzi a motore, rendendo molto pericoloso l’incrocio improvviso con i più lenti pedoni e ciclisti”. La soluzione per la Consulta è dunque “l’installazione di rallentatori di velocità”, dossi artificiali “tipo i ‘cuscini berlinesi’ che permettono a chiunque di passare, ma costringendo a rallentare”.

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