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Sulmona, studenti del liceo Vico raccontano la dislessia

Le classi 4F e 4F bis hanno deciso di approfondire il tema attraverso un'intervista all'alunna Giulia
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SULMONA – L’intento è quello di percorrere una strada verso l’accettazione di sé stessi, assumendo una consapevolezza di quelli che, da fuori, vengono letti superficialmente come difetti ma che in realtà non sono altro che peculiarità di ognuno di noi. Gli studenti delle classi 4F e 4F bis del liceo delle scienze umane Vico dell’istituto d’istruzione superiore ‘Ovidio’ di Sulmona, in provincia di L’Aquila – all’interno del progetto ‘Racconti democratici’ – hanno deciso di approfondire il tema dei DSA (disturbi specifici dell’apprendimento) attraverso un’intervista all’alunna Giulia.

Le sue parole sono servite a raccontare una storia che, come quella di molti altri, vuole ricordare quanto sia sufficiente una frase di troppo per ferire profondamente: “Una bambina, in modo molto ingenuo, mi disse che non dovevo parlare perché ero stupida. Le sue parole mi fecero sentire emarginata. Tornando a casa, mi feci tante domande: mi chiedevo costantemente cosa avessi di diverso dagli altri bambini”.

Ma la “diversità” di Giulia, la dislessia, viene anticipata da un sostanziale cambiamento: lo spostamento dalla città di Milano a quella di Sulmona come primo step da affrontare. Un trasferimento vissuto serenamente con l’amore dei nonni e il sostegno, seppur lontano ma mai diminuito, dei genitori rimasti nella città meneghina.

“Frequentavo una scuola privata che pretendeva molto da me, arrivando a mettermi in difficoltà nello studio. Questa pressione mi creò uno stato di angoscia, tant’è che arrivai a non mangiare e a chiudermi in me stessa” spiega Giulia. Per questo motivo, l’inserimento in una nuova realtà le ha permesso di ricominciare da capo, assumendo nuove consapevolezze che prima – non affrontandole – si tramutavano in limiti che la facevano sentire solo in difetto. Ma ora “ho avuto un appoggio da parte dei professori– continua Giulia- e il consiglio che vorrei dare a tutti è di non nascondere le proprie difficoltà. La dislessia, appunto, è una peculiarità come può esserla quella di indossare degli occhiali: sono caratteristiche che ci distinguono, ma siamo tutti allo stesso livello mentale”. Una battaglia che si può vincere solo colmando tutti i buchi della disinformazione, dei pregiudizi e degli stereotipi.

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