VIDEO | Coronavirus, al Santa Lucia di Roma tra ipad e teleriabilitazione

Percorsi a distanza per bambini, Salvia (Ds): "Ecco come siamo organizzati"
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA – L’attivita’ della Fondazione Santa Lucia Irccs, a Roma, altamente specializzata in percorsi di neuroriabilitazione in ambito motorio e cognitivo sia dell’adulto che del bambino, non si ferma ai tempi dell’emergenza Covid-19. Tutta una serie di misure sono state pero’ messe in atto allo scopo di preservare la salute di medici e operatori che lavorano nel nosocomio, ma soprattutto dei pazienti degenti. Previste forti restrizioni alle visite esterne, ma in sostituzione sono state attivate telefonate e videochiamate. E poi e’ in corso un servizio di teleassistenza e teleriabilitazione per i piccoli evitando cosi’ accessi alla struttura. Queste e altre le strategie, come raccontato all’agenzia di stampa Dire da Antonino Salvia, direttore sanitario della Fondazione Santa Lucia Irccs di Roma.

– Come il Santa Lucia Ircss si e’ riorganizzato in questo periodo di emergenza?

“La Fondazione Santa Lucia Irccs e’ un ospedale di neuroriabilitazione che ospita al suo interno pazienti con gravi lesioni del sistema nervoso centrale colpiti ad esempio da ictus, lesione del midollo spinale, coma, una malattia neurodegenerativa tipo Parkinson e sclerosi multipla. Questi soggetti spesso hanno un’eta’ piuttosto avanzata. Percio’ abbiamo rivisto con attenzione la nostra organizzazione sanitaria. In particolare, dal 6 marzo sottoponiamo tutti coloro che entrano nella struttura – dagli operatori sanitari ai pazienti esterni – alla rilevazione della temperatura corporea. Inoltre abbiamo ridotto sensibilmente le attivita’ verso i pazienti esterni e percio’ ambulatoriali e abbiamo dovuto ridurre, purtroppo fino a bloccare, le visite dei parenti ai pazienti degenti. In sostituzione abbiamo attivato un sistema di contatto telefonico attraverso iPad e cellulari. Questa pratica ha reso possibile ridurre in maniera importante la possibilita’ di contatto tra i pazienti e i loro parenti evitando rischi di contagio”.

– Avete programmato per i medici e operatori sanitari turni a squadre per contingentare eventuali positivi. Tamponi e Dpi?

“Per quanto riguarda l’organizzazione dell’attivita’ all’interno della Fondazione Santa Lucia, al momento non abbiamo riscontrato casi positivi di Covid-19 ma solamente casi sospetti. Tutto il nostro personale e’ dotato di dispositivi di protezione individuale. Al momento dunque non si e’ resa necessaria una contingentazione dell’attivita’ lavorativa dei nostri professionisti. Stiamo quindi lavorando a pieno regime proprio nell’interesse dei pazienti ricoverati e seguiti”. – Continuate a erogare alcuni servizi indifferibili, mentre in altri casi invece riuscite a garantire assistenza da remoto, penso ad esempio alla riabilitazione infantile? “Il nostro poliambulatorio continua a garantire le prestazioni urgenti e quelle da effettuare in breve tempo, cioe’ entro dieci giorni. Mentre per le prestazioni ospedaliere, tra cui quella rivolta ai bambini, siamo riusciti a organizzare teleassistenza e teleriabilitazione. Dai primi dati che stiamo analizzando, questa attivita’ in particolare e’ ben accetta sia dai bambini che dai genitori che in questo modo non vedono interrompersi quell’importante percorso riabilitativo che nella stragrande maggioranza dei casi clinici li accompagnera’ per tutta la vita”

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

1 Aprile 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»