Bangladesh, alla Dire il direttore del Dhaka film festival/FOTO e VIDEO

Il Diff è uno degli appuntamenti cinematografici più importanti dell'Asia centrale, quest'anno in gara c'erano 184 pellicole
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ROMA – C’è anche il regista iraniano premio Oscar Ashgar Faradhi tra i vecchi amici di Ahmed Muztaba Zamal, il direttore del Dhaka International Film Festival. Il Diff è uno degli appuntamenti cinematografici più importanti dell’Asia centrale, che richiama a sé autori, pellicole e attori da decine di paesi del continente ma anche dal resto del mondo.

Zamal con Asghar Farhadi

Una kermesse che prende posizione su varie questioni sociali: dal dialogo interreligioso – favorito dalla sezione ‘Spiritual Films‘ – alla strumentalizzazione della donna da parte delle industrie ‘pop’ come Hollywood e Bollywood, che spesso la rappresentano come mero oggetto sessuale. Tra le sette categorie in gara quindi anche ‘Women Filmmakers‘, dedicata specificamente alle registe del mondo. Le altre categorie premiate sono: ‘Cinema of the World’, ‘Retrospective’, ‘Children’s Film‘, ‘Short and Independent Film’ e naturalmente ‘Asian Competition Section‘. Nell’edizione di quest’anno – dal 12 al 20 gennaio – sono state proiettate in totale ben 184 pellicole, con la partecipazione di 68 paesi diversi. Il direttore del Diff Ahmed Muztaba Zamal ha raccontato all’agenzia DIRE come è nato il progetto e quanto la scuola neorealista italiana sia significativa per pubblico e autori del Bangladesh: “Il Diff è nato nel 1992. L’idea mi è venuta partecipando al Festival internazionale di Monaco, nel 1991. Prima del Diff infatti non esistevano ancora eventi di quel genere a Dacca”. Ma non è stata l’unica fonte di ispirazione: “Ho partecipato a diversi festival italiani, tra cui Venezia, Roma e Bari. Questi appuntamenti, insieme alle produzioni italiane, mi fanno provare sempre nostalgia e felicità”.

Ahmed Muztaba Zamal spiega di sentirsi a suo agio nel Bel Paese, che visita “almeno due o tre volte all’anno. Nel corso della mia carriera ho conosciuto un gran numero di registi e attori italiani“. Il Dhaka Festival “è il tentativo di raggiungere un pubblico vasto, e offrirgli una selezione di pellicole di prima scelta. Con l’Italia abbiamo una partnership con il Religion Today Film Festival di Trento– ha spiegato ancora il direttore del Diff- che mi ha permesso di trovare alcune pellicole per la ‘Spiritual Films Section'”. Questa sezione è una piattaforma molto importante, poiché “favorisce il dialogo interreligioso, da cui escono riflessioni e altre cose molto interessanti”. Tornando al tema delle produzioni italiane, “i film neorealisti di De Sica, Rossellini, Pasolini e così via sono grandi nomi per noi, la gente li conosce molto bene“, ha aggiunto Muztaba Zamal, osservando inoltre che “si tratta di cose veramente interessanti da guardare, che continuano ad ispirarci e su cui non smettiamo di chiederci: ‘come hanno potuto realizzare tanti anni fa film del genere, quando ancora non c’erano tecnologie avanzate?’. Inoltre sono profondi e riescono ancora a stupirci“, ha confidato in conclusione il cinefilo.

di Alessandra Fabbretti, giornalista

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