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‘The Martian’, Matt Damon diventa l’Iron Man del pianeta rosso

ROMA  – Mark Watney è un astronauta della NASA che partecipa a una missione esplorativa su Marte e che, in seguito a una tempesta, viene creduto morto dai membri del suo equipaggio, i quali si allontanano in tutta fretta dal pianeta rosso lasciandolo inaspettatamente vivo e solo. Completamente solo.

Inizia così ‘Sopravvissuto – The Martian’, l’ultimo film di Ridley Scott presentato ieri in anteprima nazionale nella sede dell’Agenzia spaziale italiana, a Roma. Tra il pubblico l’astronauta italiana Samantha Cristoforetti– applauditissima-, e il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini.

A interpretare Mark Watney è Matt Damon, che si trasforma in un simpatico astronauta-botanico-tuttofare che ha davanti a sé la sfida più grande: quella della sopravvivenza. Nella solitudine assoluta del pianeta rosso, consapevole che ci vorrebbero troppi anni perché qualcuno lo torni a prendere (Marte si trova mediamente a 225 milioni di chilometri di distanza dalla Terra), la lezione che dà a un pubblico immaginario a cui si rivolge registrando dei video-diari di bordo è che non bisogna arrendersi. Mai. Niente sconforto o riflessioni esistenzialiste, Watney-Damon si rimbocca le maniche e usa quello che ha di più prezioso: le sue conoscenze. Ricava acqua (senza andarla a cercare sulle Recurring slope lineae…), semina patate, razionalizza le provviste e usa tutti gli strumenti che ha a disposizione in maniera magistrale. Riesce così a comunicare con la Terra, dove l’apparato della NASA è in moto per riportarlo a casa, tra nerd geniali e solitari, alleanze inedite con la Cina e capi che si scontrano blandamente su principi etici, con la presenza costante dell’ufficio stampa, stritolato tra l’obbligo della trasparenza e il timore dell’impatto delle comunicazioni sulla tragedia di un uomo ‘dimenticato’ su un altro pianeta.

Il film regge bene le 2 ore e 20 di durata, tra splendide ricostruzioni di Marte (sono stati usati i teatri posa dei Korda studios di Budapest), la simpatia e l’intelligenza del protagonista e nozioni di botanica, fisica, astrofisica e chimica distribuite tra i vari personaggi, ma perde qualsiasi velleità di essere credibile in vari momenti, soprattutto nel finale: dagli astronauti che escono per una ‘passeggiata spaziale’ senza nessun ancoraggio alla stazione orbitante ai teloni di plastica usati come ‘carrozzeria’ di capsule sparate a decine di metri al secondo oltre l’atmosfera. E non vi diciamo di più per non anticipare il finale. Resta comunque un film spettacolare, con molti momenti emozionanti tra scienza e divertimento.

Tutto su Marte nel prossimo numero di ScientificaMente di venerdì 2 ottobre, con le interviste a Samantha Cristoforetti e agli scienziati italiani 

Tra il cast, tanti volti noti del cinema hollywoodiano e delle serie tv di successo: da Kate Mara (ricordate la Zoe di House of Cards?), a Jeff Daniels, a Chiwetel Ejiofor e al belloccio Sebastian Stan.

Il film è tratto dal romanzo omonimo di Andy Weir, datato 2011. E ci proietta in un futuro extraterrestre che in tanti lavorano per raggiungere.

Di Antonella Salini

Giornalista professionista

30 settembre 2015

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