Rubgy, c’è posta per te: dai grandi miti un messaggio al dì per i piccoli ‘Renoceronti’

BOLOGNA – La stagione si è chiusa ufficialmente a fine maggio. Per “Ruggio”, però, la stagione del minirugby non finisce praticamente mai. Luca Ruggeri allena i “Renoceronti” under 10 (ma c’è anche per tutti gli altri mini-atleti) della Reno Rugby 1967, storico club bolognese con la prima squadra in serie B. Luca tutte le mattine fa un “regalo” speciale ai minirugbisti gialloblu: messaggi da tutto il mondo, parole di incoraggiamento, in bocca al lupo per la prossima stagione e “benedizioni” da alcuni dei più grandi campioni della palla ovale.

Giganti, dall’aspetto spesso piuttosto minaccioso, ma dal cuore d’oro, stelle globali, eroi sul campo, ma soprattutto fuori, pronti a regalare un sorriso a piccoli e “sconosciuti” rugbisti all’altro capo del mondo. Per Luca, però, che da poco ha appeso scarpette e paradenti al chiodo, questi grintosi bimbetti sono una ragione di vita, basta guardarlo quando è con loro sul campo (e lo stesso si può dire dei suoi colleghi Simone, Federico, Eugenia, Augustine e Leonardo). Così, da metà giugno, mentre i più sono presi dai mondiali di calcio, tutti i giorni, la pagina Facebook del mini rugby della Reno ospita una rubrica fissa, “Un messaggio per i piccoli Renoceronti GialloBlu” l’ha battezzata Ruggio, con i saluti delle “rugby star“. C’è persino chi ha mandato un video con dedica. Come Derek Jamie ‘DJ’ Forbes, “una vera e propria leggenda vivente del rugby moderno, capitano degli All blacks a sette”, racconta Luca ai followers della Reno, snocciolando un curriculum sportivo impressionante anche per i non addetti ai lavori. Ebbene, Derek con il suo faccione barbuto, come quello di Ruggio, dalla Nuova Zelanda saluta con una clip i piccoli giocatori della Reno: “Continuate a lavorare duro, continuate a giocare a rugby e a sognare. Dio vi benedica”. Roba da cadere dalla sedia.

Ma Dj Forbes è solo uno dei tantissimi mostri sacri della palla ovale che hanno avuto un pensiero per i giovanissimi (dai cinque ai 12 anni, dall’under 6 all’under 12) atleti bolognesi. Il primo a rispondere alla “chiamata” (corredata di foto dai campi del minirugby) dell’allenatore è stato un altro All Blacks, il neozelandese Sonny Bill Williams: “Sono già più bravi di me”, scherza il due volte campione del mondo. Due volte campione del mondo. Passano 24 ore e arriva il messaggio dell’italiano George Biagi e, appena due giorni dopo la prima pubblicazione, appare anche una foto di squadra: “I Bnz Crusaders, campioni del Super Rugby in carica e soprattutto Jordan Taufua ci fanno un in bocca al lupo e ci danno la loro benedizione”, introduce Luca.

Il 15 giugno ecco un nuovo messaggio dalla Nuova Zelanda, direttamente da Akira Ioane, numero 8 degli Auckland Blues e degli All Blacks, con annessa foto con pollice in su per la Reno. Non si è risparmiato Allan Alaalatoa, pilone dei Brumbies Rugby, dei Qantas Wallabies e della nazionale australiana: “Giovani giocatori della Reno Rugby Bologna, grazie per il vostro supporto, lo apprezzo molto. Spero che possiate avere una stagione di successo e che vi divertiate molto. Il rugby è divertirsi facendo quello che si ama con i propri migliori amici. Il rugby può portarti in giro per il mondo in molti posti speciali. Spero che un giorno molti di voi possano fare questa esperienza, indossare, magari, la maglia dell’Italia e rendere orgoglioso il vostro paese. Take care”. Parole che farebbero scoppiare in lacrime persino l”orco’ francese, Sebastien Chabal. “Grazie per avermi mostrato le vostre foto. Il rugby è tutto“, scrive a Ruggio l’ala australiana Digby Ioane.

“Buona fortuna Reno”, augura dall’Inghilterra Ellis Genge. “Ciao, spero che i bambini si divertano molto a giocare insieme, sono anni bellissimi. Mi ricorderò sempre dei miei anni alla scuola di rugby, lascia ricordi indimenticabili. Con amicizia Fulgence”, al secolo “FuFu” Ouedraogo, terza linea, capitano del Montpellier e giocatore della nazionale francese. Tra i più simpatici sostenitori gialloblu, Loni Uhila, “l’orso di Tonga”: “Il vostro messaggio ha dato una svolta alla mia giornata. Vi auguro una grande stagione. Scendete in campo e guardatevi le spalle l’un l’altro. Tanto amore dall’orso di Tonga”.

Il neozelandese Jason Emery, ringrazia per il supporto: “Sono felice di essere d’ispirazione per qualsiasi bambino, addirittura fino in Italia”. Wes Goosen dalla Nuova Zelanda ha mandato una foto (con Peter Umaga-Jensen, James O’Reilly e Jackson Garden-Bachop) scattata nello spogliatoio subito dopo una vittoria. Gli ultimi messaggi di incoraggiamento sono arrivati dall’australiano Jarryd Lee Hayne, dal neozelandese Gareth Evans, da Tim Visser e dall’inglese Steffon Armitage: “Go hard or go home”, ammonisce il colosso britannico. Ruggio ha già pronti in cantiere tanti altri messaggi da svelare nei prossimi giorni.

La rubrica è nata così per caso, mandando un messaggio addirittura a Sonny Bill Williams, uno dei migliori giocatori del palcoscenico internazionale, probabilmente il nome che è più sulla bocca dei nostri piccoli ‘Renoceronti’ e di tutti i rugbisti moderni”, spiega Luca. “La speranza di ricevere una sua risposta era tanta, ma Sonny Bill non è nuovo a splendide iniziative del genere. La sua risposta è arrivata e mi ha galvanizzato, così mi è venuta in mente l’idea di continuare”, racconta ancora l’allenatore della Reno Rugby.

“Questa iniziativa è per me molto importante, in primis per mantenere l’attenzione alta, mantenere la coesione e per far vedere che in realtà il rugby, la società, noi allenatori, la Reno non chiude mai e lavora sempre per migliorare. Perché, come dico sempre ai miei bambini, non bisogna mai accontentarsi“, é la filosofia di Ruggio. “Soprattutto, questa rubrica è importante per far vedere ai nostri piccoli rugbisti quanto i grandi rugbisti, siano sì campioni affermati, grandi e grossi, ma persone che restano umili e sono sempre disposte ad aiutare ed essere presenti per quelli che sono il futuro del nostro mondo, un mondo che grazie ai nostri valori, può aiutare a migliorare il mondo in generale”, sottolinea Luca.

“La Reno Rugby comunque, al di là della rubrica, non si ferma anche con le attività prettamente sportive: ha partecipato ad uno splendido beach rugby a Marina di Ravenna, organizzato dai nostri amici del Ravenna Rugby e in cui i nostri piccoli hanno potuto giocare contro i Chicken Rozzano, squadra milanese che non incontrano mai, se non in occasioni del genere. La Reno organizza sempre e comunque qualcosa per incontrarsi e giocare tutti insieme come una famiglia, la grande famiglia gialloblu, mantenendo così lo spirito di squadra che ci contraddistingue”, racconta con orgoglio Ruggio, che sabato scorso con altri allenatori ha portato i bimbi a giocare a beach rugby al Lido di Casalecchio. “Le iniziative saranno sicuramente tante altre, dalle semplici cene a tanti altri eventi per tutta l’estate, perché il rugby è tanto altro rispetto al correre con una palla in mano: è amicizia, soprattutto al di fuori del campo”, conclude Ruggeri. E poi, come recita il motto della Reno, “l’erba cattiva non muore mai“.

(Alcune immagini sono scatti di Fabio Patricolo, papà e fotografo ‘ufficiale’ del  Reno Rugby)

30 Giugno 2018
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