Cellulite ko con l'ossigeno ozono terapia - DIRE.it

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Cellulite ko con l’ossigeno ozono terapia

ROMA – La cellulite, al di la’ di come è vissuta dalla donna ieri come oggi, non è un semplice inestetismo da eliminare con il bisturi o con i vari trattamenti ad essa annessi, ma è a tutti gli effetti una vera e propria malattia.

Essa ricopre prevalentemente cosce e fianchi, si presenta intorno ai 30-40 anni e a volte anche prima: è causata da una trasformazione del tessuto adiposo o grasso sottocutaneo più specificatamente da un’insufficienza venosa e/o linfatica.

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E’ chiaro che tutto questo comporta un serio rallentamento della velocità del flusso sanguigno con conseguente addensamento dei liquidi e di un mal nutrimento dei tessuti sottocutanei. Questa malattia è conosciuta anche come ipodermite indurativa, dà pesantezza e freddo alle gambe e a volte anche dolore. Detta malattia è degenerativa e progredisce secondo quattro fasi: 1) Formazione di edemi (gonfiori); 2) Rallentamento circolatorio; 3) Comparsa di pelle a buccia d’arancia sulle parti interessate associata a noduli sottocutanei; 4) Dolore ai noduli e ispessimento della cute.

Tra le tante indicazioni per la cura e l’intervento in qualsiasi di questi stadi, è stato messo in luce uno studio scientifico molto oculato per rimarcare gli effetti dell’ossigeno ozono terapia, che sono molteplici ed efficacissimi. In pratica, l’ozono scinde i grassi delle cellule adipose che, attraverso il trattamento, vengono resi idrofili, cioè capaci di sciogliersi nell’acqua, e una volta sciolti eliminati attraverso le urine. L’ozono ha una funzione drenante dei liquidi in eccesso: aumentando la temperatura del microcircolo riattiva la circolazione sanguinea, apportando una bonificazione delle pareti e dei vasi venosi. Infine, produce un’ossigenazione dei tessuti nei punti dove la circolazione ristagna e causa i famosi noduli del quarto stadio. Ma come funziona una seduta di ossigeno ozono terapia? Ne ha parlato uno dei più acclarati professionisti in materia, il professor Marianno Franzini, presidente della Sioot (Società italiana ossigeno ozono terapia), nonché docente all’università di Pavia.

Il professore ha spiegato che “per il trattamento della lipodistrofia vengono utilizzate delle micro iniezioni sottocutanee da 5-10 cc per ogni punto, non solo sui cuscinetti di grasso ma anche sul polpaccio per riattivare la circolazione. E’ chiaro che per ottenere un obiettivo base c’è bisogno di 5/10 sedute della durata di 5 minuti l’una in base alla gravità dello stadio. In principio appare soltanto un miglioramento estetico, ma già dopo le prime sedute si riscontra una notevole riduzione della ritenzione idrica e della pesantezza del gonfiore e del bruciore alle gambe”. Il vantaggio di questo trattamento rispetto agli altri, ha concluso, “è che l‘ozono favorisce la perdita solo della massa grassa e non di quella magra, cioè i muscoli. E’ chiaro che a questo trattamento si dovrebbe associare a una dieta consigliata da un bravo nutrizionista. L’augurio è che le donne, consapevoli di un inestetismo non banale, si portino verso questa scia e utilizzino questa tecnica per una soluzione molto concreta ed efficace”.

30 giugno 2015
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