Ambiente

Randagismo, Legambiente: “Bolzano e Lucca leader in assegnazione da canile”

canili

ROMA – Bolzano e Lucca sono le migliori province italiane per quanto riguarda la capacità di riassegnare quei cani che finiscono nei canili. E’ quanto emerge dal V rapporto nazionale di Legambiente dedicato agli animali in città, presentato oggi a Roma. Il lavoro riguarda Comuni e Asl che hanno risposto a vari quesiti sull’argomento. Tra le aziende sanitarie locali fanno la voce grossa Frosinone e Ancona, dove per ogni nuovo ingresso trovano felice sistemazione due esemplari. Chiudono la classifica Trapani, dove ogni 30 nuovi ingressi si riesce a sistemare un solo esemplare, e Nuoro che riesce ad ‘assegnare’ un cane ogni 11 nuovi ingressi. Tra le 91 amministrazioni comunali che hanno risposto al rapporto di Legambiente, sono in 35 (il 38%) a raggiungere una performance “sufficiente”, 8 (Verona, Ferrara, Cremona, Monza, Bologna, Lecco, Perugia, Parma) hanno un risultato “buono” e solo 2 città (Terni e Modena) registrano una performance “ottima”. Tra le Asl, invece, sufficiente il risultato di 35 aziende su 73 (48% del campione), 12 con performance “buona” e solo 2 (Savona e Brescia) col massimo dei voti.

Rispetto alle aree dedicate, portare a spasso un cane a Taranto è evidentemente complicato visto che c’è una sola area cani per 218 km, mentre è più semplice a Pordenone dove le zone dedicate sono una ogni 2,5 km. Sulle norme specifiche per animali, l’89,01% dei comuni dichiara di avere un regolamento per la corretta detenzione degli animali in città, mentre in relazione all’accesso ai locali pubblici e negli uffici in compagnia dei propri amici a quattro zampe è regolamentato in 2 Comuni su 3. Anche per i controlli di settore i numeri sono variabili: se Potenza dichiara un controllo all’anno ogni 21 cittadini e Terni uno ogni 45, a Novara viene effettuato un controllo ogni 21.000 abitanti, mentre la Asl Milano 1 dichiara di farne uno ogni 95mila abitanti. Rispetto alle colonie feline, solo il 60,43% dei comuni dichiara di monitorarle (15.445 colonie, con oltre 160.742 gatti e 7.958 cittadini impegnati), mentre tra le aziende sanitarie solo il 71,23% dichiara di monitorare le colonie feline presenti nel proprio territorio (23.869 colonie per 185.333 gatti).

30 marzo 2016
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