San Marino

Finanze, mille firme alla Reggenza contro il debito estero

SAN MARINO – Mille firme alla Reggenza per scongiurare il debito estero: a consegnarle oggi a Palazzo Pubblico una delegazione di Rete e del Movimento democratico San Marino insieme, recata in udienza dai Capitani Reggenti, Mimma Zavoli e Vanessa d’Ambrosio. “Si tratta di un migliaio di firme di cittadini e residenti– spiega una nota dei civici- per evitare il ricorso al finanziamento estero allo scopo di far fronte al problema di liquidità della Repubblica, considerato un grave attacco alla nostra sovranità”. Poca differenza fa, sostengono Rete e Mdsi, che si tratti di singoli privati oppure di entità sovranazionali come il Fondo Monetario Internazionale, “resta il fatto- proseguono- che nessuno concede somme in prestito senza chiedere in cambio una contropartita considerevole, oltre agli interessi sulla somma da restituire”.

Ricorrere a finanziamenti esteri in definitiva “significherebbe- prosegue la nota- mettere lo Stato nelle condizioni di far decidere ad altri le politiche finanziarie che dovremo attuare nei prossimi anni, comprese quelle sulla gestione degli Npl”. Alla Reggenza quindi i rappresentanti di Rete e Mdsi hanno riportato le preoccupazioni rispetto alla situazione bancaria e finanziaria e la necessità di scongiurare il rischio di indebitamento estero. “Abbiamo chiesto che il governo si confronti con tutte le parti sociali, associazioni di categoria, sindacati e partiti- chiarisce la nota- così come stiamo facendo noi dall’opposizione da diverso tempo: nessuno può pensare di uscire da una situazione cosi grave come quella in cui ci troviamo agendo in maniera autonoma, senza coinvolgere l’intero sistema”. La Reggenza ha infine espresso disponibilità “a rendere edotto al Congresso di Stato le preoccupazioni di Democrazia in Movimento”. Cogliamo l’occasione per ringraziare tutti i cittadini e residenti che in queste settimane si sono informati e che hanno deciso di firmare per evitare che l’autonomia decisionale del nostro Paese venga messa a repentaglio.

29 maggio 2017
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