Processare Salvini per sequestro di persona? Molto rumore per nulla

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ROMA – Alla fine la Giunta delle autorizzazioni del Senato dirà «No» al giudice che vuole processare il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, per sequestro di persona. Vero che Pd e M5S hanno la maggioranza, ma già oggi tra i ‘grillini’ cominciano a manifestarsi pareri diversi rispetto alla vecchia linea dello stare sempre dalla parte dei giudici.

I ministri Toninelli e Grillo, ad esempio, hanno detto che all’epoca del fatto la decisione di non far sbarcare i migranti fu presa da tutto il Governo.

Ma senza entrare nella battaglia politica, sentendo gli addetti ai lavori, il «No» arriverà in base all’art. 9, comma terzo, della legge costituzionale n. 1/1989. Lì si stabilisce che il Senato nega l’autorizzazione «ove reputi, con valutazione insindacabile, che l’inquisito abbia agito per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante ovvero per il perseguimento di un preminente interesse pubblico nell’esercizio della funzione di Governo».

E Salvini ha sempre detto che suo dovere è quello di fermare l’invasione e garantire la sicurezza del Paese.

LEGGI L’EDIZIONE ODIERNA DI DIREOGGI

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29 Gennaio 2019
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