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Ustica, l’inchiesta francese? Farnesina: “Per i magistrati niente di nuovo”

BOLOGNA – L’inchiesta giornalistica trasmessa dal canale francese Canal Plus “Il disastro di Ustica: un errore francese?“, non ‘sposta’ nulla per i magistrati che indagano sulla strage. Infatti, la Procura di Roma “ha precisato che allo stato non sono stati acquisiti elementi sufficienti per modificare l’originaria iscrizione del fascicolo contro ignoti, e che nessun procedimento penale è stato aperto a seguito della divulgazione da parte dell’emittente francese Canal Plus, trattandosi di elementi già conosciuti a seguito delle espletate rogatorie in Francia e già acquisiti nel procedimento penale”. Lo ha spiegato, questa mattina alla Camera, il sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, sottolineando che il Governo, saputo del servizio in tv, si è mosso subito.

Museo per la Memoria di Ustica - interno (foto Tomaso Mario Bolis) (4) (700 x 467)Per l’Esecutivo, infatti, bisogna “continuare a sostenere con ogni mezzo a disposizione l’operato dalla magistratura per ottenere la verità sulla vicenda”. E quindi, stante l’inchiesta giornalistica francese, il ministero della Giustizia ha chiesto cosa ne sapessero le Procure di Roma e Palermo. Dalla Sicilia hanno detto di non avere “alcun tipo di informazione”, mentre i magistrati romani hanno ricordato l’apertura di un fascicolo processuale contro ignoti per strage.
I magistrati hanno ricostruito i passi dell’indagine: acquisizione di documenti e testimonianze (“Con specifico riferimento all’ipotesi investigativa che a causare la caduta del DC-9 Itavia sia stato un fattore esterno, vale a dire il lancio di un missile o un vortice di estremità causato dal passaggio a forte velocità di un aereo che ha causato la rottura della parte estrema di una delle due ali del velivolo”) e le rogatorie all’estero, Francia compresa.

Museo per la Memoria di Ustica - interno (foto Tomaso Mario Bolis) (2) (700 x 525)Proprio Oltralpe sono stati chiesti chiarimenti sui movimenti degli aerei della base di Solenzara: la Francia ha accolto due rogatorie e ha consentito ai pm di partecipare, negli uffici della Gendarmerie, all”interrogatorio’ di chi era in servizio a Solenzara. I magistrati hanno avuto anche i materiali sulle portaerei presenti nello scenario mediterraneo il giorno della strage. Rispetto a quanto già approfondito con le rogatorie, però, la tv francese non avrebbe detto niente di nuovo e, appunto, per la Procura di Roma non c’è niente da fare più di quanto non sia stato già fatto. Non ci sono, cioè, “elementi sufficienti per modificare l’originaria iscrizione del fascicolo contro ignoti”, nè un procedimento penale “è stato aperto a seguito della divulgazione da parte dell’emittente francese Canal Plus, trattandosi di elementi già conosciuti”.

Ciò detto, Della Vedova ribadisce l’impegno della Farnesina a “sostegno dell’autorità giudiziaria italiana per sollecitare la risposta alle richieste di rogatorie. A tal fine, sono stati effettuati anche passi diplomatici ai più alti livelli“. Inoltre, anche a seguito della direttiva sulla desecretazione degli atti relativi alle stragi in Italia, il contributo del ministro degli Esteri a far luce su Ustica prosegue, “anche grazie al proficuo rapporto instaurato con l’associazione parenti delle vittime della strage”. Uno sforzo, conclude il sottosegretario, portato “avanti a stretto contatto con la magistratura e le altre amministrazioni coinvolte, mira a far emergere eventuali ulteriori documenti e lacune da colmare a beneficio delle indagini in corso”.

di Mattia Cecchini, giornalista professionista

29 gennaio 2016

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