San Marino

Report del Consiglio grande e generale del 28 novembre – Seduta mattutina

SAN MARINO – La seduta consiliare di oggi è dedicata tutta alla presentazione e al dibattito sulla Legge di Bilancio per l’Esercizio finanziario 2018. Ad illustrarla il Segretario di Stato per le Finanze, Simone Celli, che ne tratteggia i contenuti principali.

Il progetto di legge in prima lettura prevede un disavanzo di amministrazione di circa 6,2 milioni di euro. Ma“per raggiungere l’obiettivo di avvicinarsi il più possibile al pareggio di bilancio nell’esercizio finanziario 2018- spiega il Segretario di Stato- si è deciso di perseguire una politica di bilancio che riesca concretamente a coniugare rigore, crescita e giustizia sociale”. Tra prima e seconda lettura del progetto “la Segreteria di Stato per le Finanze- assicura poi Celli- continuerà a lavorare per ridurre ulteriormente il disavanzo di amministrazione” in tal senso “si attendono gli esiti dell’attività condotta dal gruppo tecnico per la spending review- anticipa- che saranno oggetto di una apposita relazione che verrà presentata al Governo entro il 30 novembre”. In ogni caso, la riduzione della spesa pubblica “non dovrà intaccare la qualità dei servizi erogati dai due pilastri del nostro welfare state, scuola e sanità”, promette il Segretario di Stato che ricorda a riguardo come lo stanziamento destinato all’Iss preveda un amentorispetto al 2017 di 1,4 mln di euro. Nella relazione introduttiva, Celli esprime inoltre l’impegno a perseguire due riforme importanti anche per l’incidenza sul bilancio: “Il 2018 dovrà essere l’anno di due atti legislativi fondamentali- sostiene infatti- la riforma del sistema previdenziale e la revisione del regime di imposizione indiretta”. Affronta quindi il passaggio sull’imposta straordinaria sui patrimoni, assicurando che con il relativo Decreto Delegato “si andranno a individuare aliquote particolarmente leggere, franchigie sostanziose e fasce di esenzione importanti”. Conclude quindi definendo la proposta di bilancio previsionale “una base di partenza ragionevole” per poter preservare la sostenibilità finanziaria del bilancio dello Stato.

Si apre poi un partecipato dibattito consiliare con gli interventi critici dell’opposizione che puntano il dito contro l’incremento della pressione fiscale, la debolezza delle politiche per lo sviluppo e gli ulteriori tagli alla spesa pubblica. Diverso naturalmente il tenore degli interventi dei consiglieri di maggioranza, ma non mancano esortazioni a migliorare il provvedimento tra prima e seconda lettura, in particolare sul fronte degli interventi per lo sviluppo. Così come diversi sono gli appelli affinché la patrimoniale, attraverso la sua definizione nel futuro decreto delegato, sia equa, con aliquote leggere e risulti un intervento limitato a questo esercizio finanziario. I lavori si interrompono nel primo pomeriggio e il dibattito proseguirà in seduta notturna.

Di seguito una sintesi degli interventi odierni.

Comma 12. Provvedimenti in esecuzione della Legge 18 febbraio 1998 n.30 “Norme Generali sull’Ordinamento Contabile dello Stato”:

  1. a) Relazione Economico – Statistica e Relazione Tecnico Contabile, ai sensi dell’articolo 38

della Legge 18 febbraio 1998 n.30

  1. b) Rendiconto Generale dello Stato e Relazione della Commissione di Controllo della

Finanza Pubblica, prevista dagli articoli 106 e 108 della Legge 18 febbraio 1998 n.30,

nonché Bilanci Consuntivi degli Enti Pubblici per l’esercizio finanziario 2016 (I lettura)

  1. c) Bilanci di Previsione dello Stato e degli Enti Pubblici per l’esercizio finanziario 2018 e

Bilanci Pluriennali 2018/2020 (I lettura)

Simone Celli, segretario di Stato per le Finanze
La predisposizione della legge di bilancio previsionale per l’esercizio finanziario 2018 rappresenta un passaggio politico di primaria importanza, in quanto consente di definire le linee di indirizzo in ambito economico, finanziario e sociale, su cui sarà impostata l’azione del Governo nei prossimi anni. È indiscutibile che il quadro generale della finanza pubblica risulti ancor oggi particolarmente deteriorato e pertanto imponga l’adozione di scelte che vadano a garantire maggiore consistenza al processo di risanamento in corso, con l’obiettivo di dare al bilancio dello Stato una prospettiva equilibrata, ragionevole e soprattutto sostenibile, È evidente che la situazione generale della Repubblica di San Marino, in termini di scenario macroeconomico, è decisamente complessa e in tale ottica, il percorso orientato ad un progressivo consolidamento fiscale è chiaramente reso ancora più difficile, da un lato, da un tasso di crescita che risulta essere troppo debole e incerto e, dall’altro, dalla profonda fase di riorganizzazione e ristrutturazione del settore bancario che ha provocato comprensibilmente un periodo di incertezza e di disorientamento, dal quale comunque si cominciano a intravvedere all’orizzonte i primi segnali di uscita.
Il lavoro della Segreteria di Stato per le Finanze ed il Bilancio è stato avviato prendendo come base di riferimento i dati contenuti nell’assestamento al bilancio previsionale per l’esercizio finanziario 2017. In particolare desidero ricordare il disavanzo di amministrazione assestato in una cifra che è stata quantificata in circa 12 milioni di euro, in presenza di alcuni interventi normativi di carattere straordinario. La Segreteria di Stato per le Finanze e Bilancio fin dall’inizio ha indicato la strategica importanza del sostanziale avvicinamento del risultato del pareggio di bilancio già nell’esercizio finanziario 2018. Rappresenta infatti un tassello fondamentale per dare credibilità, reputazione e autorevolezza, anche a livello internazionale, al processo di trasformazione, cambiamento e innovazione cui il Governo si sta impegnando sin dall’Inizio della legislatura. La creazione di condizioni adeguate al reperimento delle risorse finanziarie necessarie a ricostituire sufficienti riserve di liquidità di tesoreria, a garantire eventuali ultenori interventi di rafforzamento patrimoniale di Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino e a praticare politiche economiche espansive soprattutto nel campo delle infrastrutture pubbliche, deve essere legata all’ottenimento del risultato dell’equilibrio strutturale del bilancio dello Stato, Il rischio, altrimenti, sarebbe quello di indebitarsi per finanziare la spesa corrente o, ancor peggio, per finanziare il disavanzo. Per raggiungere l’obiettivo di avvicinarsi il più possibile al pareggio di bilancio nell’esercizio finanziario 2018 si è deciso di perseguire una politica di bilancio che riesca concretamente a coniugare rigore, crescita e giustizia sociale.
Non è una sfida semplice, ma con la legge di bilancio predisposta dal Governo si esprime non solo un forte orientamento di ordine politico, ma anche una visione sociale e culturale della Repubblica di San Marino che si intende realizzare nei prossimi anni al fine di lasciare alle future generazioni un Paese migliore di quello che invece abbiamo ereditato. Già in questa proposta di legge sono previste scelte particolarmente impegnative, non solo da un punto di vista politico ma anche sociale. Nel prossimo futuro altri interventi densi di significato saranno imprescindibili e di fronte a questi passaggi, complicati ma inevitabili, sarà possibile misurare con realismo il livello di maturità e di responsabilità di tutto il ceto politico, in quanto coinvolto – a prescindere dai ruoli istituzionali attualmente ricoperti – in processi decisionali tanto indispensabili quanto non ulteriormente rinviabili per attribuire al Paese la stabilità finanziaria che è prerequisito essenziale per presentarsi con le carte in regola dinanzi alle organizzazioni internazionali e alla comunità degli investitori,
Avere i conti pubblici in ordine, infatti, rappresenta un pilastro irrinunciabile su cui poggiare il rispristino di elevati standards di competitività e di attrattività del sistema.
Con la proposta di legge depositata per la prima lettura, si prevede un disavanzo di amministrazione di circa 6,2 milioni di euro. Gli attuali saldi sono il frutto di maggiori entrate derivanti dalla reintroduzione della minimum tax (+ 5,5 milioni di euro); dal ripristino dell’aliquota piena dell’imposta di registro sugli atti di compravendita immobiliare (+ 0,8 milioni di euro); dalla seconda tranche della sanatoria edilizia(+ 8 milioni di euro); dalla revisione di alcune passività deducibili (+ 0,2 milioni di euro); dall’intestazione immobiliare alle persone fisiche non residenti (+ 0,5 milioni di euro); dal gettito dello scudo fiscale (+ 0,8 milioni di euro); dal recupero di riserve accantonate da AASS negli esercizi precedenti (+ 2,75 milioni di euro) e dalla previsione di un articolo delega per l’introduzione di un’imposta straordinaria sui patrimoni (+ 15 milioni di euro) che, in sede di decretazione da esercitarsi entro il 30 aprile 2018, dovrà stabilire esenzioni e franchigie per quanto riguarda i beni immobili e dovrà definire nel dettaglio le categorie di beni mobili da assoggettare all’imposizione (a mero titolo di esempio, saranno esclusi i conti correnti bancari Le minori entrate, oltre ad un andamento piuttosto negativo emergente dalle proiezioni relative alle entrate tributarie messe a disposizione dall’ufficio competente, sono causate dalla decisione di convertire in capitale il prestito ibrido rilasciato dallo Stato in favore di Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino, in questo modo non sarà più possibile incassare gli interessi attivi; ne consegue che la minore entrata sul capitolo degli interessi attivi per il 2018, rispetto al dato assestato 2017, è pari a 2,1 milioni di euro. Sono previste inoltre minori uscite che derivano da un contingentamento delle nuove assunzioni nel Settore Pubblico e al risparmio sulle 2018 degli stipendi (- 0,8 miiloni di euro), da una razìonalizzazione dei lavori pubblici dell’AA.S.L.P. dando priorità a quelli in fase di realizzazione e a quelli concernenti la messa in sicurezza di strutture pubbliche (- 1,5 milioni di da una flessione dei costi per la dell’A.A.S L.P. ( 0,2 milioni di euro) e dal trasferimento del servizio trasporti in capo aIl’A.A.S.S. (-2,4 milioni di euro ).
Ci sono infine le uscite dovute al sul bilancio dell’ISS del contributo Fondo Riserva di Rischio (+ 3 milioni di euro) e del Fondo Indennità Economica Speciale (+ 1 milione di euro) ; alla quota annuale per l’acquisto delle azioni detenute da Sums in Cassa di Risparmio (+ 0,2 milioni di euro); all’accantonamento della quota per I titoli di Stato, dell complessivo di 40 milioni di euro, posti a garanzia del prestito ibrido (+ 4,4 milioni di euro); all’accantonamento della quota capitale della eventuale emissione di titoli del debito pubblico, per l’Importo di 35 milioni euro, da far sottoscrivere al Consiglio per la Previdenza in considerazione della cessione in favore dello Stato del prestito subordinato in Cassa di Risparmio nel 2012.
Tra prima e seconda lettura del progetto di legge la Segreteria di Stato per le Finanze ed il Bilancio continuerà a lavorare per ridurre ulteriormente il disavanzo di amministrazione, in tal senso si attendono gli esiti dell’attività condotta dal gruppo tecnico per la spending review che saranno oggetto di una apposita relazione che verrà presentata al Governo entro il giorno 30 del corrente mese di novembre

Va da subito evidenziato che l’obiettivo fissato nella legge di assestamento al bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2017, cioè la riduzione della spesa corrente di 2,5 punti percentuali, si potrà raggiungere non solo e non tanto con misure spot, bensì con progetti strutturali che abbiano l’obiettivo di migliorare l’efficienza, anche in termini di economicità, della macchina pubblica e di innalzare il livello qualitativo della spesa, andando ad aggredire con determinazione le aree in cui sono ancora oggi largamente diffusi sprechi e privilegi.
Al di là dei numeri che verranno riportati in questa legge di bilancio, quindi, va riaffermato con determinazione e coraggio l’impegno politico dell’esecutivo affinché l’opera di contrasto alla spesa improduttiva prosegua e tenga conto di alcune linee guida che potranno trovare esplicitazione in interventi, di seguito elencati, da calibrare ragionevolmente in una prospettiva di medio termine: a) il progressivo avvicinamento della forbice salariale tra pubblico e privato, attraverso una fondamentale attività di concertazione con le parti sociali;
la complessiva ricognizione delle indennità, eliminando quelle non giustificate e non giustificabili (valutazione qualitativa delle indennità attualmente erogate); b) il processo di accorpamento di uffici pubblici;
l’informatizzazione delle procedure amministrative; c) la gestione più efficace, trasparente ed economica degli appalti e delle forniture; d) il controllo amministrativo più stringente su tutti gli Enti del Settore Pubblico Allargato e sull’Istituto per la Sicurezza Sociale.
La riduzione della spesa pubblica, ovviamente, non dovrà intaccare la qualità dei servizi erogati dai due pilastri del nostro welfare state, scuola e sanità, e in tal senso va interpretata la decisione di attribuire all’ISS uno stanziamento di 70,4 milioni di euro, maggiorato di ben 1,4 milioni di euro rispetto alle cifre previste in sede di assestamento dell’esercizio finanziario 2017. Va ricordato come negli ultimi anni lo stanziamento previsto a Bilancio per l’ISS non fosse in linea con le reali esigenze di copertura evidenziate dai risultati di esercizio e dalle previsioni predisposte dall’amministrazione dell’Istituto. E come questo abbia determinato l’utilizzo di altre poste di bilancio per il ripianamento delle perdite e la mancata adeguata copertura di alcuni fondi di riserva. Situazione, tra l’altro, più volte evidenziata dai Sindaci Revisori che con la modalità della NON OPINION hanno voluto rimarcare tale situazione. Tuttavia, non va trascurata la necessità di programmare un graduale aggiornamento del modello universalistico di protezione socio-sanitaria oggi offerto ai contribuenti affinché venga reso compatibile con le dinamiche evolutive in termini economici, finanziari, ma ancor di più sociali, che hanno riguardato anche la nostra comunità, così come il resto del mondo. Va aperta, in ambito politico, una riflessione profonda e accurata sulla tipologia di stato sociale che si intende mettere a disposizione della popolazione sammarinese, alla luce delle nuove esigenze che si manifestano dal punto di vista dell’assistenza sanitaria e del supporto alle fasce sociali meno protette e tutelate.
In questa direzione assume notevole rilevanza l’imminente adozione dell’I.C.E.E., che diventerà uno strumento di straordinaria utilità per condurre politiche sociali eque e razionali, evitando di sperperare risorse pubbliche, attribuendole a chi in realtà non ne :ha bisogno e sostenendo invece con più efficacia gli individui più deboli, disagiati e indifesi. Si segnala inoltre come sia necessario perseguire l’obiettivo dell’appropriatezza delle cure così come declinato all’interno del nostro Piano Sanitario e Socio Sanitario. Si evidenzia che il peso economico delle prestazioni futili, quelle cioè che non danno nessun beneficio ai pazienti, rappresenta secondo l’OMS tra il 20 e il 40% della spesa sanitaria. È necessario, quindi, sviluppare strategie per ridurre le pratiche mediche ad alto rischio di inappropriatezza e di condividerle con i pazienti e i cittadini.
L’equilibrio strutturale di bilancio, inoltre, non può non tener conto del tema delle riforme strutturali. Il 2018 dovrà essere l’anno di due atti legislativi fondamentali, quali sono la riforma del sistema previdenziale e la revisione del regime di imposizione indiretta. Tuttavia, occorre chiarire che l’incidenza delle riforme strutturali sui saldi di bilancio si determinerà progressivamente nei prossimi esercizi finanziari, e solo con la loro piena entrata a regime potranno prodursi tutti gli effetti positivi auspicati in termini di consolidamento fiscale e di crescita economica e occupazionale. Va poi sottolineato che, alla luce dei dati ufficiali relativi al gettito generato dall’imposta generale sui redditi dopo l’integrale entrata a regime della riforma varata nel dicembre 2013, si ritiene auspicabile un aggiustamento delle normative vigenti al fine di garantire la sostenibilità finanziaria del bilancio dello Stato e di praticare una politica di redistribuzione del reddito più giusta ed equa.

Traslare il carico fiscale dai redditi più bassi ai redditi più alti e incidere maggiormente sui patrimoni con l’obiettivo di mantenere una pressione fiscale moderata sui redditi medi e bassi, ad opinione della Segreteria di Stato per le Finanze e Bilancio, rappresentano due possibili aree di intervento per recuperare gettito tutelando i principi di equità e giustizia sociale.
Va interpretata in tal senso l’introduzione di una specifica delega per l’adozione dell’imposta straordinaria sui patrimoni. Con il relativo Decreto Delegato si andranno a individuare aliquote particolarmente leggere, franchigie sostanziose e fasce di esenzione importanti. Seppur prevista in termini contabili anche per i pluriennali 2019 e 2020, l’imposta sui patrimoni avrà carattere straordinario e il gettito quantificato, anche su base pluriennale, di 15 milioni di euro annui, dovrà essere sostituito già partire dall’esercizio finanziario 2019 con fonti di entrata strutturali, che dovranno generarsi attraverso l’affermazione di una ripresa economica più robusta, il miglioramento dell’attività di accertamento tributario e di prevenzione, contrasto e repressione dei fenomeni elusivi e evasivi, e infine la revisione degli elementi di debolezza sino ad ora messi in mostra dalla legge tributaria.
Attraverso una strategia ad ampio raggio in termini di politica economica e finanziaria si ritiene, non solo desiderabile ma a maggior ragione possibile, il superamento anche della minimum tax per l’esercizio finanziario 2019, nonostante al momento sia stata introdotta prevedendone la vigenza per un triennio.
La programmazione economica sottostante alla predisposizione del presente provvedimento legislativo pone adeguata attenzione al tema della crescita che già a partire dal 2018 dovrà essere oggetto di un sostanziale consolidamento. In particolare acquisisce centrale importanza la definizione di un piano strategico per le infrastrutture pubbliche. Le opere che vanno, prima progettate e poi realizzate debono essere inserite in una visione coplessiva di ristrutturazione del modello ecoomico, sociale urbanistico. In base al quale dovrà concretizzarsi un progetto di sviluppo.In tale ottica il Governo considera di infrastrutture strategiche, individuate in campus scolastico; struttura polifunzionale per eventi sportivi e intrattenimento; parcheggio di Borgo Maggiore; nuovo ospedale di Stato; ampliamento dell’aviosuperficie di Torraccia. Per il finanziamento di tali opere pubbliche è stata confermata la legge di spesa di l0 milioni di euro e a tale previsione vanno aggiunte ulteriori ipotesi di lavoro per l’acquisizione dei mezzi finanziari occorrenti, come l’utilizzo dello strumento della finanza di progetto ricercando una sinergia tra pubbico e investitori privati e il ricorso a contributi erogati dalla Banca di Sviluppo del Consiglio d’Europa. L’irrobustimento dei tassi di crescita comporta poi l’adozione di misure fortemente Incentivanti per l’attrazione di investimenti e progetti esteri.
In quest’ottica l’istituzione dell’Agenzia governativa per lo sviluppo, che avverrà in tempi contenuti, rappresenta un importante strumento di promozione del sistema economico. L’agenzia governativa per lo sviluppo si caratterizzerà come unico ente dì promozione del sistema San Marino all’estero e come punto dì contatto, informazione e sostegno in fase di avvio e insediamento in territorio. Costituita come società per azioni, avrà come mission quella di presentare il Paese, le sue importanti potenzialità all’estero, promuovendo azioni ed iniziative mirate attraverso un canale informativo unico e centralizzato. Assorbirà le funzioni della Camera di Commercio e sarà dotata di un sito internet che dovrà dare informazioni sintetiche e approfondite su come investire a San Marino. Le persone che lavoreranno per l’Agenzia, che siano assunte in pianta stabile o a livello di collaborazione, dovranno avere una componente della retribuzione basata sui risultati conseguiti. La creazione dell’Agenzia dovrà raggiungere lo scopo di rendere più conosciuto il Paese all’estero ed attrarre investitori promuovendo all’esterno il Paese. Il contributo per la costituzione e per il primo anno di attività dell’Agenzia viene definito in 120 mila euro e contestualmente viene eliminato il contributo di 80 mila euro per l’esercizio 2018 previsto per la Camera di CommercIo. Lo Statuto che regola il funzionamento dell’Agenzia sarà emanato con Decreto Delegato e nell’articolato sono indicate una serie di linee guida relativamente a come lo Statuto dovrà configurarsi. È inoltre difficile parlare di sviluppo senza avviare un percorso di progressiva riduzione della burocrazia che attualmente grava sui cittadini e sulle imprese. Con l’imminente istituzione dello Sportello Unico per le Imprese si darà una prima risposta concreta alle esigenze di snellimento delle procedure amministrative provenienti dal mondo imprenditoriale.Lo Sportello Unico per le Imprese nascerà all’interno del costituendo Ufficio Attività Economiche, frutto della fusione tra l’Ufficio Industria, Artigianato e Commercio, da un lato, e Ufficio del Lavoro dall’altro (mentre l’Ispettorato del Lavoro e l’U.C.V.A.E . a loro volta si fonderanno in un unico Ufficio di Controllo sulle Attività Economiche): processi, questi, che saranno resi concreti con un Decreto Delegato, come previsto dalla legge n. 188/2011, che sicuramente sarà emesso fra la primo e la seconda lettura di questo articolato normativo. Cambieranno, quindi, anche i riferimenti ai vari uffici previsti nella legge. L’Ufficio Attività Economiche dovrà essere l’unico punto di contatto fra imprese e amministrazione: presso lo Sportello Unico, infatti, si potranno presentare tutte le richieste e istanze che debbano terminare con un provvedimento di autorizzazione, concessione, permesso, diniego e ottenimento di incentivi, superando la logica di parcellizzare le domande e le richieste dell’impresa verso una molteplicità di uffici e consentendo alle imprese di avere un unico referente e una unica risposta a quanto richiesto. In prospettiva, si auspica che si possa arrivare a forme di silenzio-assenso, per velocizzare ulteriormente le procedure ed evitare ritardi nelle risposte. Inoltre, l’Ufficio Attività Economiche verrà dotato di alcuni registri importanti per l’attività economica, come il Registro delle società (che si trasferisce dal Tribunale Unico e prevede che sia il professionista incaricato dall’impresa a prendersi la responsabilità delle certificazioni in esso contenute), i Registri rispettivamente delle Fondazioni, Associazioni, Cooperative e Consorzi, nonché il Registro dei Revisori Contabili e delle Società di Revisione. Questo intervento creerà le condizioni per la riduzione della burocrazia e la semplificazione della vita delle imprese. (…)
Seppur ci si trovi di fronte ad un quadro generale piuttosto complesso, la legge di previsione per l’esercizio finanziario 2018 denota un impegno significativo da parte del Governo nella direzione di garantire allo stato sammarinese un adeguato livello di stabilità finanziaria. Si tratta di un impegno che va rafforzato tra prima seconda e lettura e che dovrà proseguire anche successivamente, affinché il risultato dell’equilibrio strutturale del bilancio possa diventare realtà e dato acquisito anche in una prospettiva pluriennale. Le scarsissime riserve di liquidità di tesoreria dello Stato e del Settore Pubblico Allargato, e l’inevitabile necessità di reperire mezzi finanziari, impongono l’adozione di politiche di bilancio che sappiano dare concretezza ad un processo virtuoso di risanamento dei conti pubblici e, più in generale, dell’amministrazione dello Stato. Particolare attenzione dovrà essere all’andamento del debito pubblico che al 31/12/2016 è pari a 318,25 milioni di euro.

C’è la consapevolezza delle criticità sistemiche in cui si colloca il presente provvedimento legislativo. Costruire un bilancio equilibrato nelle odierne condizioni è una missione tutt’altro che agevole, il sentiero da percorrere è stretto ed è pieno di insidie.
La Segreteria di Stato per le Finanze e Bilancio crede che la proposta avviata all’iter istituzionale una base di partenza ragionevole e con una visione di politica economica capace di preservare, in una prospettiva di medio-lungo sostenibilità finanziaria del bilancio dello Stato. Tra prima e seconda lettura del progetto di proseguirà il confronto con tutte le rappresentanze consiliari con di poter ricevere contributi mlgliorativi all’impianto proposto.

Franco Santi, Segretario di Stato per la Sanità.
Nel bilancio c’è particolare attenzione al settore sanitario, destinando risorse importante in consuntivo, con 1,4 mln di euro in più rispetto le cifre previste in sede di assestamento dell’esercizio finanziario 2017. Questo perché lo rieniamo un settore importante cui garantire le risorse necessarie. Ogni politica che si mette in campo in questa fase deve mantenere un piede saldo su welfare e sulla capacità dello Stato di garantire servizi. Detto questo, vorrei fare una panoramica veloce su punti di forza e su criticità che non sono poche e non di semplice soluzione. Le risorse destinate scontano anni di considerazioni e stanziamenti insufficienti rispetto al fabbisogno dell’Iss, generando poi le criticità espresse dai revisori con la loro ‘non opinion’ nella sottoscrizione del bilancio dell’istituto stesso. Ciò significa che l’attenzione delle risorse destinate al settore negli anni dovrà essere massima, come massima deve essere l’attenzione per le riforme strutturali necessarie al comparto. Quali? In primis, una nuova riorganizzazione de servizi che si realizzerà nel 2018 con un nuovo Atto organizzativo che dovrà, insieme alla razionalizzazione dei servizi offetti, mettere in campo la capacità di modificare tutta una serie di processi e attività gestionali e dovrà portare miglioramenti nei servizi e nell’uso di risorse. Quindi nuovo sistema informativo, procedure innovative per un centro unico di prenotazioni, le possibilità offerte da informatica e dematerializzazione che vanno messe in campo entro il prossimo anno. La maggiore criticità al momento è quella relativa al personale: è una situazione particolare che si vive già da qualche anno. Ci sono problemi di attrattività che vanno risolti in modo strutturale con il presentare una nuova legg che riguarda il comparto e che vada a riformare in modo sostanziale la struttura retributiva e che renda San Marino di nuovo competitivo con i sistema sanitari vicini. Questa problematica mette in difficoltà infatti settori fondamentali come Pediatria, Pronto soccorso, Ginecologia. Nei primi mesi del 2018 va messa in campo questa riforma. Altre voci di spesa importante sono quella farmaceutica e la spesa pensionistca. In questa si registra un grande sbilancio e la necessità di intervento: nel 2018 dobbiamo mettere in campo quella riforma strutturale in termini di sostenibiità del sistema che ancora oggi non siamo riusciti a garantire con le riforme precedenti. Ci sarà insieme a questo l’introduzione dell’Icee e pensiamo possa portare risultati in termini di ottimizzazione delle risorse. Il 2018 sarà anche l’anno in cui mettere in campo una nuova visione di spesa sanitaria e che dia risposta a concetti di appropriatezza e aderenza alle cure che possono dare risultatii portanti in termini di contenimento, dello spendere ‘bene’ le risorse a disposizione.

Guerrino Zanotti, Segretario di Stato pet gli Affari Interni
Riteniamo raggiungibile il pareggio di bilancio con strumenti da mettere in campo fra prima e seconda lettura, ma soprattutto con le politiche che riusciremo a realizzare nel corso del 2018. Tra prima e seconda lettura ci sarà la relazione del gruppo di lavoro sulla spending review e ci sono molte aspettative sull’ambito che riguarda la spesa corrente. L’avvicinamento della forbice pubblico/privato nelle retribuzioni è un obiettivo importante e siamo disposti a dare strumenti per avvicinare l’obiettivo: attraverso la semplificazione della struttura della Pa, che non significa rinnegare la riforma del 2012, ma rivedere la struttura attuale della Pa pensata e realizzata in un momento in cui le risorse a disposizione permettevano una struttura che oggi il nostro modello economico non può più permettersi. E’ necessario operare per la semplificazioni e attraverso accorpamenti all’interno di uffici e servizi della Pa che diano, da un lato, maggior efficienza nella sua attività, e dall’altra risparmi di spesa. Guardiamo il modello dello Sportello unico, che non troverete nella legge di bilancio perché verrà emesso un decreto a giorni per l’accorpamento degli uffici. In questo anno si è puntato al potenziamento e all’informatizzazione. Stiamo lavorando a un sito unico, in dirittura d’arrivo la posta certificata nella Pa. Il lavoro da fare è ancora importante, nel 2018 ci sono importanti obiettivi da raggiungere e intendiamo farlo, non con scelte unitalaterali o blitz in bilancio tra prima e seconda lettura. Intendiamo affrontare temi con il dialogo con le organizzazioni sindacali. Già avviati tavoli e incontri sul rapporto di lavoro dei pubblici dipendenti e abbiamo sollecitato le organizzazioni sindacali alla presentzione della piattaforma contrattuale.

Marco Podeschi, Segretario di Stato per la Cultura
Intervengo per illustrare alcuni articoli attinenti le mie deleghe. L’articolo 3, che prevede trasferimento del servizio trasporti in capo aIl’Aziende dei servizi, saranno attivati incontri anche con le organizzazioni sindacali, per quanto afferisce al personale del servizio. L’articolo 4 riguarda un’altra scelta politica: verrà trasferita la gestione del Multieventi al Comitato Olimipico Nazionale per rendere più logica la gestione di un impianto che negli anni era gestito dall’ufficio del Turismo. Tra le novità anche un articolo per avviare un progetto sulla sicurezza stradale. Credo infine che sia necessario fare una riflessione su quello che è stato il bilancio: la Commissione per la Finanza pubblica fa alcune osservazioni, parla degli interventi sul rendiconto del bilancio 2016 usando aggettivi pesanti. E’ la situazione su cui si è innestato il grosso lavoro della Segreteria per l Finanze.
Alessandro Cardelli, Pdcs
Il Bilancio previsionale partiva da 19 mln di perdite. Celli nel primo incontro ci parlava di 45 mln di euro. Per quale ragioni 25 mn di euro di perdita in più? Una conseguenza delle politiche sbagliate fatte quest’anno. Quanto costano a livello del rapporto Pil e bilancio le scelte sbagliate compiute nel settore finanzario, il commissariamento di Asset e le scelte su Cassa? La debolezza dei vostri interventi odierni è la dimostraizone del fallimento delle vostre politiche fiscali ed economiche di quest’anno. Oggi avete portato un bilancio con 9 mln di euro di perdite ma inserendo misure di incremento fiscale. Dalla riforma fiscale ci eravamo presi l’impegno di non portare più interventi fiscali straordinari. Ricordo le sue posizione di allora Segretario, sulla patrimoniale. Cosa si andrà a tassare? Azioni, obbligazioni e polizze assicurative? Si avrà l’effetto opposto a quello che dite tanto di perseguire: invece di portare soldi a San Marino, verranno portati via. La Patrimoniale è quanto di più sbagliato si possa fare a San Marino, dalla riforma fiscale non si era più voluta. Oggi invece si dice che si farà e il consigliere Lazzarini, in un incontro pubblico, dice che si augura sia strutturale. Altro sacrificio che chiedete- mentre noi l’avevamo tolto- è poi la minimi tax. Dichiarate 6 mln di euro di perdita ma con gli interventi di trasferimento dallo Stato ad Aass, si sposta solo un costo dalla tasca destra a quella sinistra. Il cassetto è sempre lo stesso, sono partite di giro. Perchè portare un bilancio di questa nature e non confrontarsi maggiormente per portare provvedimenti che servono davvero? Poi raddoppiate anche l’imposta del registro che avevamo tolto, il comparto immobiliare ha bisogno di fiducia, raddoppiare quell’imposta significa bloccarlo. Vedo un bilancio che è solo tagli, tasse, sacrifici e poca speranza. La Dc porterà molti emendamenti sulle nuove entrate.

Pasquale Valentini, Pdcs
Potete immaginare come sia difficile lavorare con una visione non completa e queste tempistiche, in prima lettura è difficile fare valutazioni assolute sul bilancio. Le preoccupazione o richieste che avanzerò in questa fase sono nell’ottica di poter sviluppare un confronto che finora è stato molto piccolo. Rischiamo di cotiniare così. Il bilancio si presenta “con il vestito delle feste”, il deficit 6 mln di euro è un dato positivo, o meglio si presenta in modo positivo. Ma dobbiamo guardare come è stato ottenuto: da un lato con l’aumento della pressione fiscale, dall’altro c’è un aumento del debito previsto significativo. Atteggiamento su cui si interviene sulla Pa non è di rafforzarla ma di creare un percorso parallelo: agenzia sviluppo, sportello unico.
Il problema del bilancio è cha ha un atteggiamento depressivo e repressivo sulle risorse in territorio. Se si pensa allo sviluppo del paese, deprimendo le risorse pubbliche e private del territorio, i sacrifici richiesti non possono essere ben interpretati.

Teodoro Lonfernini, Pdcs
Spero i miei contributi siano fattivi, utili e che siano raccolti da maggioranza. Il leitmotiv degli interventi è l’obiettivo del pareggio di bilancio: ma devo fare domanda. Siamo partiti da un deficit di 19 mln di euro dell’anno precedente, per passare a un deficit 45 mln di euro- dato iniziale che il segretario ci aveva indicato nella prima riunione- per arrivare oggi a un consolidato di 6 mln di euro. Mi chiedo, se noi pensiamo di portare avanti oggi – con una situazione economica generale e di bilancio del Paese – oscillazioni del genere su un obiettivo come il pareggio di bilancio (da 19 a 45 fino a 6) attraverso le misure che ha introdotto, in maniera costruttiva io credo che nuovamente siamo in errore totale nella costruzione della legge di bilancio. Da febbraio a oggi mi sarei aspettato un lavoro più coraggioso. Lei parla di lavoro sul bilancio che deve essere orientao su rigore, crescita e giustizia sociale, negli anni addietro noi avevamo messo anche equità e sviluppo. In questo lavoro ci trovo sì grande rigore, nel colpire le fasce in difficoltà, trovo una sorta di ingiustizia sociale, ma non ci trovo quello che ci serve di più, cioè la crescita. Ci prendevate in giroper l’allegato Zeta ma voi, nella parte relativa alla crescita, avete messo una programmazione di lavori e opere. Del Parcheggio di Borgo se ne parla da decenni e voi lo presentte come una novità.
Davide Forcellini, Rete
In Finanziaria sono presenti provvedimenti già visti in passato. L’obiettivo è di portare il disavanza da 12 mln a 6 mln di euro. Il punto è la credibilità di questo obiettivo. Come il governo vuole effettivmente perseguirlo. Non vedo nella relazione il coraggio di dire alla cittadianza chiaro e tondo gli intendimenti del governo. Le imposte e gli interventi che il governo intende apportare risultano la reintroduzione della minimum tax- che non è niente di nuovo dal passato- sanatoria edilizia, di cui avuto modo di discutere mesi precedenti, intestazione immobiliare di persone non residenti su cui resto critico. Tra i più sostanziosi, si introduce l’imposta straordinaria su patrimoni, definita anche questa con decreto delegato: è di fatto la riproposizione della patrioniale del 2013. Sull’Iss si dice che è necessaria una riflessione sulla tipologia dello stato sociale che si vuole: è importante muoversi con la massima concertazione e con l’opposzione su questi temi, ma ho il terrore che la maggioranza vada a lavorare su queste questioni, alla luce del modo di operare dimostrato su altre questioni, con un elefanente in cristalleria. Non ho trovato riferimenti specifici sull’istruzione. L’Articolo 44 parla di riorganizazione Bcsm: non vedo però nessun accenno al referendum sul tetto degli stipendi che invece mi sarei aspettato, non vorrei sottointendesse un modo di raggirare il suo esito. Sicurezza stradale: con 9 mila euro non si fa neanche un progetto.
Luca Santolini, C10
Nella parte finale della relazione il segretario definisce il provvedimento come una “base di partenza ragionevole”, concetto che condivido. Per raggiungere l’obiettivo del pareggio di bilancio, le nuove entrate sono fondamentali. Come è possibile ottenerle? Con nuovi investitori. Però, seppure mi sembra di aver capito ci siano interessi, gli investitori non si trovano dall’oggi al domani. Credo il governo abbia messo in piedi iniziative interessanti, in linea con il suo programma elettorale, con la legge per lo sviluppo e altre iniziative che spero trovino compimento nel 2018, dall’agenzia per lo sviluppo allo sportello unico per le imprese. Poi òa semplificazione normativa deve continuare, così come la semplificazione del panorama degli incentivi: tutto questo sono convinto che possa creare un contesto favorevole alle imprese, ma non si fa da oggi a Natale. Altre vie per ottenere nuove entrate: inserire nuove tasse, quindi una patrimoniale ampia con aliquote basse, con l’esclusione dei conti correnti, è un modo per pensare ad una tassa più equa possibile. C’è un neo in questa finanziaria, la minumim tax, una riproposizione. E’ fondamentale che questo sia davvero l’ultimo anno. Terza strada percorribile è il contenimento della spesa. Lo Spending team dovrà presentare una relazione a breve. Sono convinto arriveranno proposte tra la prima e la seconda lettura. L’Icee arriverà entro la fine dell’anno e permetterà di fotografare molto meglio la situazione del reddito delle persone, concentrando le risorse su chi ha bisogno.

Alessandro Mancini, Ps
Le domande che vorrei fare sono poche. Il quadro sembra chiaro. Questa legge è la prima legge di bilancio del governo insediato un anno fa. E’ vero c’è stato un passaggio nel mese di agosto, con un assetamento bilancio in cui si sono introdotti correttivi e linee di indirizzo volti già a dare indicazioni su come reperire nuove risorse. E’ un bilancio che comunque traccia una prima attività di governe e che doveva contenere già passaggi significativi sulle politiche governative. Mi riferisco in particolar modo all’azione di reperimento di nuove risorse che dovevano arrivare dalla ripresa del motore-sviluppo, a nuovi investitori, alla sburocratizzazione a sostegno delle imprese. Invece questo bilancio non continiene questo, ha un aspetto contabile molto asciutto, non sono liberate risorse, si indica giustamente il pareggio di bilancio che però deve tenere conto di altri elementi, come le garanzie date in questo mesi, gli interessi passivi che devono essee considerati. Viene aggredito un tessuto economico già in difficoltà con l’aumeto della pressione fiscale. Vengono reintrodotte norme che dovevano essere superate con la riforma fiscale, come la minimum tax. La Patrimoniale doveva essere un intervento straordinario, ce la ritroviamo, sappiamo poi solo che deve reperire 15 mln ma non sappiamo come. E’ un bilancio vuoto che non libera risorse e non aggredisce in modo significativo il problema dei problemi, la spesa corrente. Aspettiamo il 30 novembre per conoscere il lavoro della spending review. Ma perché si è aspettato per la ricognizione? Mi auguro tra prima e seconda lettura il bilancio sia fortemente modificato e orientato sullo sviluppo.

Stefano Canti, Pdcs
Obiettivo comune è raggiungere il pareggio di bilancio. Ma come? Introducendo patrimoniale e tagli. Ci si aspetta la relazione dal gruppo tecnico sulla spending review. Nella passata legislura c’era già depositata agli atti una relazione nel dettaglio sugli sprechi nella Pa, perchè non si è ripartiti da quella relazione e il governo ha inteso invece nominare un nuovo gruppo tecnico?
Si ripropone poi la legge di spesa per le infrastrutture. Quando è stata prevista, era una legge per rilanciare l’economia. Molti interventi erano focalizzati sul nostro centro storico, per rilanciare il comparto turistico e commerciale. C’era il polo museale, progetto famoso di Tadao Ando che il nuovo segretario Michelotti ha “sospeso”. Perchè in questo Paese è così dura far partire un lavoro? Perché quando individuiamo una serie di interventi, le opere non vanno avnti? Questo governo ha fermato tante opere pubbliche che nella precedente legislatura erano state individuate. Percè? Avete introdotto nuove opere: un nuovo ospedale di Stato e un palazzetto sportivo. Nell’ospedale, negli ultimi 6 anni, il governo ha speso 10 mln di euro per le ristrutturazioni e oggi parliamo di nuove ifnrasturture? Meglio dedicare le risorse in opere che possono rilanciare l’economia del paese.

Roberto Giorgetti, Rf
Il 2017 è stato anno di stabilizzazione per il nostro sistema finanzario che ha assorbito gran parte delle energie che potevano esser utilizzate per altri percorsi. Il Collegio garanti pochi giorni fa ha esaminato ricorsi dell’opposine presentati sui decreti sul sistema bancario e sono stati respinti. Spero che serva ad essere più prudenti negli approcci. Mi pare evidente che anche nel 2018 tornino alcuni elemenit di fondo: l liquidità rimane un problema reale attestato da cifre di bilancio. Abbiamo esautorato le nostre riserve. Al 31 dicembre 2016 lo Stato aveva 300 mln di debito, spesi per il sistema bancario. Quali sono gli elementi di prospettiva? Nel 2018 interventi fiscali di natura straordinaria credo non potranno che avere una dimensione temporanea. Loro scopo è di accompagnare un percorso rilancio complessivo dell’economia. Devono fornire risorse importanti, dall’altro devono essere inquadrati in ottica di giustizia sociale, finalmente avremo un Indicatore che dovrebbe eliminare le discussioni su chi e come assegnare determinati impegni. Il 2018 dovrà poi essere l’anno di riforma della previdenza, c’è poi la spending review da cui arriveranno ulteirorri elementi tra prima e seconda lettura.

Oscar Mina, Pdcs
Volendo individuare soluzioni per l’attuale situazione dei conti pubblici, occorre porsi un obiettivo di ridimensionare le uscite, ma in funzione di una sostenibilità consentita dalle entrate, che vanno migliorate, non solo inasprendo il prelievo di chi paga le tasse . Occorre individuare la fetta di società che ancora ‘paga poco’ le tasse. Nel bilancio alcuni interventi proposti sono in contrasto con quanto dichiarato. Mettendo patrioniale, minumim tax e raddoppio dell’imposta di registro sull’acquisto di immobili e ancor l’ipotesi di rimpatrio capitali si deprime l’economia in quei settori in cui si vedono timidi segnali di ripresa. Mi aspetto che dalla relazione sulla spending review si possa mettere a frutto un confronto e si trovino finalmente intese positive.

Eva Guidi, Ssd
Ritengo questo provvediemnto estremamente equilibrato, deve cercare il più possibile di perseguire i principi di rigore, crescita e giustizia sociale e non è facile nel contesto complicato in cu viviamo. Una leggera ripresa economica inizia ad essere presente nel Paese, nonostante un Pil crollato del 30% negli ultimi anni e la posizione debitoria dello Stato in cui ci siamo ritrovati sia elevata, il rapporto debito-Pil comunque permette ottime possiiblità di svillupo. In questo contesto arriva una proposta strutturata a medio termine e anche a lungo termine. Bisogna muoversi per creare le migliori condizioni per lo sviluppo. Sulla spesa si deve intervenire solo sugli sprechi. Sul primo punto, si creano l’agenzia per lo sviluppo e lo Sportello unico imprese . Nella relazione ci sono interventi di tipo strutturale. Impensabile che in tre mesi si possa fare il Campus. Ma nel giro di 6-9 mesi i lavori però potrebbero partire. Imposta patrimoniale: se c’erano motivazioni in passato per farla, credo ce ne siano anche oggi. Oltretutto sarà applicata con principi di grande equità, su patrimoni cospiqui e sarà più leggera e con l’esenzione delle fasce più deboli. Obiettivo nel triennio è sostituire questa imposta con nuove entrate strutturali.
Fabrizio Francioni, Ssd
Al 2008 la raccolta bancaria era di 14 miliardi di euro e nelle casse dello Stato le entrate permettevano Pa, sanità gratuità etc. Poi è arrivata la crisi globale e nei rapporti con l’Italia, la white list, gli scudi fiscali, la voluntary disclosure..situazioni che hanno provocato una grave emorraggia nelle banche. Dai 14 mld di allora si è passati agli attuali 5 mld. Fattore che deve farci aprire gli occhi. Diminuiscono sensibilmente le possibilità di mantenre gli stessi livelli dello stato sociale. E allo stesso tempo non vogliamo rinunciare alle nostre conquiste. Le finanziarie fino allo scorso anno non hanno funzionato, contenevano provvedimenti non portati a compimento. Questa invece distribuirà equità, solidità, benessere e giustizia sociale.

Matteo Ciacci, C10
La relazione del Segretario Celli ha indicato la strategica importanza del sostanziale avvicinamento del risultato del pareggio di bilancio. Vogliamo, infatti, avere i conti in ordine nonostante siamo consapevoli che non sia semplice visto lo squilibrio strutturale di bilancio di circa 20-25 milioni, ergo ogni anno spendiamo 20 milioni in più rispetto a quanto incassiamo e se a questo aggiungiamo l’opera di ricapitalizzazione di Cassa di Risparmio e altri interventi che servono a far sì che, per esempio, il bilancio Iss possa essere approvato, lo sbilancio è ancora maggiore. Dicevo: dobbiamo però fare quadrare i conti contenendo la spesa corrente riqualificando la spesa, lavorando per far sì che il 2018 sia l’anno delle riforme strutturali e dello sviluppo.
Sì perché lo status quo non è più un’opzione. Utopico non è immaginare un cambiamento possibile e necessario, ma immaginare che le cose possono restare come sono oggi. Non accadrà.
La domanda che dobbiamo porci non è se cambiare sia possibile, ma come riuscire ad indirizzare la grande trasformazione già in atto verso un’uscita virtuosa da un sistema in crisi. Ci troviamo a vivere un momento eccezionale, carico di rischi. Non è il tempo della malinconia e dell’abbandono. E’ il tempo del coraggio e dell’impegno. Istruzione pubblica e gratuita, salute e sanità pubblica di alto profilo per tutti. Con convinzione dobbiamo dire che il welfare non è un lusso per i periodi di vacche grasse, ma uno strumento strutturale di uno Stato democratico, per realizzare quell’uguaglianza e quella solidarietà necessaria per una democrazia matura.
Certo il welfare va finanziato e qui è il nodo politico più importante. Dobbiamo cambiare mentalità anche e soprattutto fra la cittadinanza il cambiamento culturale deve esserci se vogliamo generare discontinuità. Basta guardare l’erba del vicino e dire che la sua è perfetta. Basta pensare solo a sé stessi e proteggere la propria situazione, qualunque essa sia. Se è una persona che ha immobili, guai a tassare gli immobili. Se è un dipendente PA, guai a toccare la PA. Se è un’impresa, guai a fare la lotta all’evasione perché è oppressione.
E potrei andare avanti. Non possiamo più ragionare cosi e credo che la cittadinanza ne sia consapevole e responsabilmente dovranno essere compiute delle scelte con l’azione politica dei pesi e contrappesi.
Perchè non c’è un “o…o”, c’è un “e…e”, ci sono tante cose da fare assieme, cercando di salvaguardare le fasce più deboli della popolazione. Purtroppo a qualcuno ancora sfugge la situazione in cui è il nostro bilancio e non possiamo più ragionare come qualche anno fa. Vogliamo delineare una visione sociale e culturale della San Marino che vogliamo realizzare nei prossimi anni e che intendiamo lasciare alle future generazioni.
PATRIMONIALE: riguardo alla coerenza, noi la patrimoniale l’abbiamo nel nostro programma fin dal 2012 tra i principali elementi da realizzare per risanare il bilancio e garantire equità fiscale, ovviamente con le dovute esenzioni (prima casa e situazioni di persone a basso reddito, ecc…). Grazie all’indice Isee che introdurremo saremo in grado di fare queste salvaguardie. Ma è molto più saggio, dal mio punto di vista, tassare l’uso del reddito piuttosto che il reddito: se si tassa chi detiene immobili, ripeto ad esclusione della prima casa (almeno fino a un certo importo) indiscutibilmente si tassa chi detiene ricchezza.
Infatti continuiamo a considerare molto più equo ed efficiente tassare l’uso del reddito (patrimoni e consumi) piuttosto che il reddito (e quindi il lavoro) .

Marco Gatti, Pdcs
Molti articoli de Bilancio prevedono il rinvio a un decreto. Ci troviamo di fronte a deleghe senza indirizzi precisi, deleghe in bianco date al governo. C’è un numero di bilancio obiettivo ma non sappiamo come portarlo avanti. Più che deleghe ci sarebbe bisogno di progetti di legge, per far partecipare non solo la politica ma anche categorie, sindacati, perché ci sono aspetti che riguardano tutto il Paese e con un decreto è molto più difficile farlo il confronto che con una legge con due letture.
Invito i consiglieri a leggere i tre documenti, assestamento, previsionale e rendiconto. Soo tre documenti a se stanti. Interventi non coordinati, quindi mancanza di progettualità. Si parla di investimenti esteri: se facciamo la patrimonale, li incentiviamo quelli esteri e anche quelli interni? Se io vado a tassare patrimoni favorismo investimenti o li comprimo? Fate residenze elettive però tassate i patrimoni, ci saranno le corse a venire.
Iro Belluzzi, Psd
L’autonomia economica è la base per l’autonomia della Repubblica di San Marino. Privilegerei percorsi che vanno verso l’allargamento base imponibile: significa favorire investimenti in territorio che confliggono con quanto sta avvenendo. Parliamo di patrimoniale senza però avere paletti e senza conoscere il pso che avrà, come verrano individuati i patrimoni mobiliari. L’approccio è depressivo, si va per la prima volta ad affrontare la riforma Iss, condivido che organizzaione vada rivista, però comprendiamo che si dovrà affrontare anche la questione deo tagli ai servizi, l’introduzione del ticket, elementi impensabili fino a poco tempo fa.

Marianna Bucci, Rete
Rimane quindi veramente miope e riduttivo, a mio avviso, considerare come obiettivo principale, il pareggio di bilancio. Lo dico a fronte delle considerazioni che ogni anno ci arrivano dagli uffici pubblici e dalle commissioni che dovrebbero farci capire che il pareggio di bilancio, fine a se stesso, non è un obiettivo che garantisce l’equità o la credibilità di quel bilancio, quindi di un paese.

La CCFP- Commissione Finanza Pubblica ogni anno fa degli appelli molto forti in questo senso, e anche quest’anno lo fa rispetto ovviamente ai dati del 2016. Dice che i risultati esposti nel rendiconto sono “fuorvianti, ridondanti, inefficaci, parziali e anacronistici”. Ci dice che “pur in presenza di un bilancio in avanzo la situazione di cassa può essere drammatica e lo stato del debito preoccupante”. Cosa significa?
Che è inutile lavorare per arrivare al pareggio di bilancio se quello che sta dietro quel pareggio di bilancio è una situazione di questo tipo, che non ci parla di una amministrazione, e quindi di un paese credibile e autorevole.
I commenti della CCFP sono riferiti al 2016, occorre sottolinearlo, ma non mi pare che il governo li abbia presi in considerazione per impostare una gestione pubblica e un bilancio basato su fondamenta diverse dal passato. L’obiettivo rimane unico, sempre quello, il pareggio di bilancio. L’apparenza invece della sostanza. Gli obiettivi invece dovrebbero essere molteplici. Ad esempio quello di avere un rendiconto non fuorviante ma rappresentativo, non ridondante ma sintetico e lineare, non inefficace ma efficace, non parziale ma completo, non anacronistico ma contemporaneo. E come si fa? Si fa lavorando sui fattori che determinano queste distorsioni. E i fattori è sempre la CCFP a elencarli sono fattori che coinvolgono aspetti normativi, iter procedurali, interpretazioni personali. E invece ancora oggi la storia si ripete perché abbiamo un governo che, anche in questa legge di bilancio fa un continuo rimando a decreti delegati costringendo l’aula a una delega in bianco. Si ripropone la minimum tax quando la Commissione Finanza pubblica ci dice che a sostenere l’ossatura portante della nostra economia sono le attività produttive (in primis il manifatturiero) e commerciali. La nostra coalizione non è contraria alla patrimoniale se viene fatta per colpire gli speculatori. Ma se viene usata per far cassa siamo fortemente contrari. Ma cosa colpirà la patrimoniale del governo? Non si sa perché si rimanda a Decreto. Allo stesso tempo, nella legge di bilancio ci sono grandi assenti: ad esempio la lotta all’evasione fiscale. Poi non ci sono riferimenti rispetto ad azioni di responsabilità nei confronti delle banche, nulla su rientro monofase, né sugli imprenditori che sono scappati dal paese col malloppo lasciando debiti in alcuni casi milionari con lo Stato. E allora, mi chiedo, cosa differenzia questo governo dai precedenti governi?

Nicola Selva, Rf
Ancora una volta mi sembra si perda l’occasione di trovare soluzioni condivise. Il capogruppo Dc inizia dicendo che siamo tutti incompetenti e poi i suoi colleghi chiedono confronto e condivisione. Sono d’accordo che la patrimoniale non deve essere strutturale, e non mi piace neanche, ma mi dovete spiegare perchè il vostro partito la patrimonaile la può fare e gli altri no. Poi si parla dell’aggravarsi del bilancio, legato alla liquidità, chi lo dice dovrebbe avere più onesta intellettuale. Il problema della liquidità infatti non dipende da quanto fatto quest’anno ma da da come è impostato il nostro sistema pubblico che ha una spesa corrente di oltre il 90%. perpetuato nel tempo. Non facciamo la solita demagogia e populismo che non serve in questo momento. Condivido chi dice ce si poteva fare meglio, questa legge è un punto di partenza. Questa legge dovrà dare fiducia al paese ma difficile. Dovremo reperire ulteriore entrate, è indispendabile anche agendo fiscalemente, ma dovremo farlo con aliqote basse, dovremo agire su infrastrutture pubbliche con alcuni punti evidenziati. Mi permetto di dare alcuni spunti. Mi sarei aspettato un piano più dettagliato dei tagli di ogni segreteria e dipartimento, maggiore capacità a snellire gli uffici pubblici e maggiore capacità di controllo dei propri uffici e degli enti vicini allo Stato. Il governo a mio parere dovrà fare anche uno sforzo importante sugli interventi che vanno in concreto più verso l’ambito di sviluppo del Paese. Nella relazione del segretario ci sono alcuni spunti, mi permetto di dire che tra prima e seconda lettura siano incentivati questi aspetti nel turismo e commercio, valutiamo le proposte delle associaizoni.

Marina Lazzarini, Psd
Vorrei parlare dei contenuti della Relazione economico-statistica, documento un po’ sottovalutato, ma di grande rilevanza. Illustra la situazione complessa del paese. Parte da una visione generale dell’economia internazionale per arrivare a quella sammarinese. Sottolineo la validità e l’ottimo lavoro dell’ufficio statistica, è un documento che deve essere la base per ogni valutazione di intervento. Invito tutti i consiglieri a leggerere la relazioen per parlare con maggiore cognizione di causa in questo Consiglio e per conoscere anche meglio la situazione della nostra popolazione.

Jader Tosi, C10

Oggi ci troviamo ad analizzare e prendere visione di quello che sarà il Bilancio dello Stato nella sua vision. Importante prendere in considerazione infrastrutture quali ospedale, centro studi e parcheggio di Borgo che dovevano esser messe in discussione nella loro funzionalità già da tempo. Ben venga prenderli in considerazione. Ma ancor più importante è un altro aspetto: tutti contestano nuove tasse, in realtà c’è un principio ispiratore diverso. La miminum tax viene riproposta e riconosco che è una mancanza che viene da lontano dello Stato che soprassiede alla mancanza di cotntrolli adegati. Finché non si è riposizionata tutta la Pa in merito ai controlli, affinché possa portare all’emersione di tutte le distorsioni, è difficile che ci sia equità di mercato. Da un lato bisogna incentivare il governo a trovare il punto di pareggio dove abbiamo una fotografia reale dello Stato su cui poter fare poi politiche di rilancio Paese. Oggi la fotografia reale non l’abbiamo. Qui siamo tutti bravi a fare l’elenco della spesa, ma non ho sentito proposte alternative. Il problema non è che la maggioranza non vuole ascoltare, ma che devono arrivare proposte accoglibili.
Fabrizio Perotto, Rf
La relazione evidenzia una timida ripresa economica del Paese, dobbiamo mettere in capo misure affiché la ripresa ricominci a correre. L’Indice di ripresa economica conferma l’inversione di tendenza e sarà supportata da interventi importanti in materia sviluppo economico. Obiettivo importante è il pareggio di bilancio per essere biglietto da visita imponente per i nostri investitori. Il nostro Paese deve presentarsi anche fuori dai confini con i conti in ordine. Chi investe lo potrà fare sapendo che il nostro è Paese sano. Non veranno toccati servizi quali scuola e sanità. Sono previste risorse da liberarsi per sviluppo economico.
Mariella Mularoni, Pdcs
Questo Pdl non presenta elementi di novità, crescita e sviluppo. Raggiungeremo sicuramente l’obiettivo del pareggio di bilancio, ma con quali sacrifici? Si introduce di nuovo minimum tax, patrimoniale, interventi rispetto cui, dopo la riforma fiscale, ci eravamo imposti di non andare più oltre. Oggi reintroducete la mimimun tax generando sfiducia e allontanando investitori. Questa pressione fiscale, che non si giustifica, non farà altro che aumentare la situazione già precaria di piccole imprese e artigiani. Raddoppiare le tasse del registro porterà ad un aggravio per il mercato immobiliare. Mancano provvedimenti per abbassare la spesa corrente, è un bilancio che impone solo nuove tasse ai cittadini, è la testimonianza del fallimento delle politiche messe in campo dal governo e delle sue scelte sbagliate.

Lorenzo Lonfernini, Rf

Sulle imposte ci vuole equilibrio. Per l’imposta straordinaria sul patrimonio, con realismo riconosco l’esigenza in questo momento, ma oltre a fare cassa, non ha molti altri aspetti positivi. Anzi, tutt’altro, nel momento in cui cerchiamo di attrarre capitali nuovi in territorio. Ne riconosco con realismo la necessità, ma le aliquote siano molto più basse di quelli dell’imposta su immobili, e credo sia meglio specificarlo in un articolo di legge piuttosto che in un decreto. Maggiore determinazione su investimenti esteri: su questo si gioca molto l’azione della maggioranza. Agenzia per lo sviluppo e sportello unico vanno bene, ma non basta, l’investitore deve essere accompagnato in una selva burocatrica e non si può abbandonare a se stesso. Qui invito il governo a fare di più.

Gian Matteo Zeppa, Rete
Siamo di fronte all’ennesima finanziaria edulcorata e non dissimile dalle finanziarie Dc che ho potuto seguire da quando sono in Consiglio. E’ un canovaccio su cui ci saranno tantissimi emendamenti e immagino l’ennesimo stravolgimento della maggioranza in seconda lettura. Vi sfido a trovare sviluppo in questa prima lettura, vedo solo grande depressione. In questa fase depressiva il contributo viene chiesto a tutti di nuovo con la patrimoniale, potete edulcorarla come volete, che ci sarà spalmamento etc.. e anche qui si avrà una delega in bianco. Di sviluppo non c’è niente, ci sono 14-15-16 decreti delegati che non hanno copertura finanziaria. Dove andate a prendere la copertura per questi decreti?
Andrea Zafferani, segretario di Stato per il Lavoro e l’Industria.
Pongo attenzione sugli ultimi articoli in ambito di sviluppo economico. In particolare parto da un paio di questioni: Parco scientifico e tecnlogico. Una nuova strategia sull’attrazione dell’innovazione in territorio è stata resa nota dal nuovo presidente dell’Ente. In questo bilancio ci sono 165 mila euro per finanziare il Pst, più risorse del passato, così come più risorse -rispetto quanto destinato prima con la Camera di commercio- vanno all’Agenzia per lo sviluppo. Più risorse per attrazione delle mprese innovative e investimenti all’estero. L’Agenzia per lo sviluppo economico: c’è in corso un dialogo con i soci di minoranza della Camera di commercio, stiamo cercando la forma migliore per arrivare all’integrazione funzionale dei due enti
Elena Tonnini, Rete
L’obiettivo del pareggio bilancio è un falso obiettivo. Ha senso se i dati di bilancio sono aderenti alla realtà. La Commissione di controllo per la finanza pubblica ci dice come le anomalie del bilancio hanno costretto a far quadrare i conti con le risorse a dispozioni. Far quadrare i conti è raggiuto sulla carta con artifici contabili, il trend del bilancio resta negativo. Prima proposta è quindi quella di cambiare l’obiettivo della Finanziaria. Non un pareggio come slogan fittizio, ma la lettura reale della situazione. Non diciamo che è un problema di questo governo e di quest’anno, né che si rivolva dall’oggi al domani. Si fanno decreti senza copertura finanziaria: questo altera il bilancio. Altro problema di metodo: si ha una legge omnibus, in continuità con il passato dei governi Dc. Speriamo non si segua il modello democristiano e che tra prima e seconda lettura non arrivi tutta una serie di emendamenti, quando non c’è più tempo di prenderli in esame.
Alessandro Bevitori, Ssd
Il documento presentato è un buon documento di massima su cui improntare una serie di ragionamenti e valutare delle migliorie. Speriamo di trovare il contributo delle parti sociali e associazioni datoriali e speriamo ci sia disponibilità da parte della minoranza che riesca a migliorare il documento. Che è un documento responsabile che va a toccare quei privilegi su cui ancora non si era riusciti ad intervenire con la giusta efficacia e necessaria determinazione.
La Patrimoniale si ripropone dal passato, come maggioranza si è auspicato al governo di mantenere precisi canoni di equità. Chi ha di più deve pagare di più e si devono tutelare le fasce più deboli, non sono previsti tagli lineari e senza valutazioni precise su dove andare a colpire.
Gian Carlo Capicchioni, Psd
Ci ricordiamo tutti come è avvenuta la presentazione del bilancio l’anno passato, giustamente il govero appena insediato disse che non era il suo bilancio e che si aspettava l’assestameto a breve, mentre l’asse portante di questo governo doveva essere il bilancio attuale. Devo dire purtroppo che questo pdl non mi sembra contenere novità così roboanti. Anzi, credo sia una semplice quadratura dei conti. Con entrate straordinarie per coprire le uscite. Erevamo arrivati quasi a coprire il bilancio e ora si fanno passi indietri, con provvedimetni straordinari rinviati a decreti. E’ una legge di bilancio di rinvio su quasi tutti i temi importanti. Di sviluppo e ripresa dell’economia non c’è nulla in questa legge. Gli investimenti sono risicati a 10 mln di euro da attingere con emissioni di titoli dalla legge del vecchio governo. Non ci sono novità. Avete detto che siete coesi e compatti e avevate la forza per portare avanti riforme strutturali. Quella previdenziale, delle imposte indirette, quando le vedremo? Cosa andiamo a raccontare agli investitori che si affacciano al paese? Forse ne parleremo dal 2019.
Tony Margiotta, Ssd
Credo che questa legge di bilancio sia importante per come sia stata impostata. Come principi fondamentali ci sono rigore, crescita e giustizia sociale, quindi equità. Rigetto le critiche legate all’impostazioni innovativa e di non cambiamento. Questa è una prima lettura, naturalmente il confronto e gli interventi possono essere integrati e, perchè no, anche migliorati. Ma dobbiamo assolutamentes ottolineare da parte della maggioranza che l’impostazione è legata all’equità e alla necessità di intervenire dove ci sono sprechi. Patrimoniale: coloro che hanno patrimoni importanti è giusto contribuiscano in un momento di difficoltà, non vedo il problema in questo tipo di intervento che naturalmente va imposto in modo chiaro ed equo.
Roberto Ciavatta, Rete
Sottolineo un articolo che sosterrò, come il 38, Disposizioni relative al contenimento dei costi del personale del Settore Pubblico Allargato, contiene tutti elementi importanti e mi spingerei ancora più in là sul superamento definivito del vecchio regime retributivo della Pa. Quelli che sono ancora nel vecchio regime devono essere passati nel nuovo. Patrimoniale: dite che sarà più equa, ma per quella precedente si stimava un introito di 10 mln di euro, per questa 15 mln di euro. E la continuiamo a farla in assenza dell’Icee. Agenzia di svilppo governativa, cambiate nome, questo è da regime sovietico. Bene la voce per la sicurezza stradale, con 9 mila euro metteremo a posto giusto 5 metri di guard-rail.

28 novembre 2017
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