No a “Esci il cane”, l’Accademia della Crusca: “Ecco cosa intendevamo”

Il presidente dell’istituto ha precisato come l’uso di queste espressioni è accettabile nel parlato, ma non nella forma scritta
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ROMA – “Esci il cane”, “Siedi il bambino”, “Entra i panni”: costruzioni di uso comune nel sud Italia ma che suonano quanto mai strane per chi vive nel nord del Paese. A fare chiarezza sulla questione c’ha pensato qualche giorno fa “L’Accademia della Crusca” nella persona di Vittorio Coletti, che sul sito dell’istituto ha risposto alle numerose domande al riguardo con queste parole: “È lecita allora la costruzione transitiva di sedere? Si può rispondere di sì, ormai è stata accolta nell’uso, anche se non ha paralleli in costrutti consolidati con l’oggetto interno come li hanno salire o scendere (le scaleun pendio). Non vedo il motivo per proibirla e neppure, a dire il vero, per sconsigliarla”.

La risposta ha sollevato un polverone mediatico, tanto che sui social si è creata una vera e propria battaglia tra i sostenitori della costruzione transitiva di questi verbi e chi indignato non la riconosce.

Le polemiche hanno portato l’Accademia a una dovuta precisazione al riguardo, che si configura in realtà come un dietrofront in materia. In un post su Twitter l’istituto ha invitato gli utenti a leggere fino in fondo la spiegazione di Coletti che però non fa eccessivamente luce sulla questione.

 

A ciò è seguito un intervento al Tg1 di ieri sera di Francesco Sabatini, presidente onorario dell’Accademia della Crusca che ha sottolineato come l’uso di queste espressioni è accettabile nel parlato, ma non è utilizzabile nel linguaggio scritto, invitando quindi gli insegnanti a correggere i testi dei loro alunni qualora utilizzassero questi verbi in maniera transitiva.

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28 Gennaio 2019
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