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In Marocco tam tam di solidarietà per Silya, canto libero del Rif/VIDEO

ROMA – Si moltiplicano su internet i messaggi di solidarietà per la cantante e attivista berbera Silya, ancora detenuta nel carcere di Oukacha, a Casablanca, e per gli altri 175 detenuti vicini al “Hirak”, il movimento popolare del Rif. Nelle ultime ore, un appello diffuso dalla pagina Facebook “Hirak News Casablanca” a condividere messaggi di solidarietà per Silya e gli altri detenuti ha raccolto numerose adesioni. A prendere posizione sono stati anche personaggi del mondo dello spettacolo noti in tutto il mondo arabo: in particolare Silya, al secolo Salima Ziani, ha ricevuto attestati di solidarietà dai cantanti libanesi May Nasr e Marcel Khalife.

Due settimane fa alcuni articoli apparsi sulla stampa marocchina avevano lasciato pensare che l’artista 23enne arrestata quasi due mesi fa per aver manifestato pacificamente ad Al Hoceima, la sua città, nella regione del Rif, potesse essere scarcerata presto. La difesa di Silya aveva presentato, infatti, una domanda di liberazione, motivandola con l’aggravarsi delle sue condizioni fisiche e psicologiche in seguito alle violenze subite in prigione.


La cantante è tra le voci più note, e forse la voce più bella del movimento popolare del Rif, che da mesi chiede sviluppo locale e protesta contro repressione e corruzione. Il movimento ha preso forza a ottobre con un’ondata di indignazione quando Mohsine Fikri, venditore di pesce e concittadino di Silya, era morto schiacciato in un camion tritarifiuti mentre cercava di recuperare la merce che gli era stata sequestrata.

Dopo quest’episodio Silya, che oltre a lavorare nel campo musicale studiava letteratura inglese all’Università di Oujda, aveva lasciato tutto per dedicarsi al ‘Hirak‘, il movimento popolare del Rif. Un video pubblicato su Youtube lo scorso dicembre mostra la giovane artista al festival Buya di Al Hoceima, mentre canta un brano da lei dedicato a Fikri. Silya è in carcere da quasi due mesi, ma secondo fonti dell’Agenzia Dire nessuna decisione è stata ancora presa dalla giustizia marocchina sulla sorte sua e delle 176 persone arrestate durante le manifestazioni nel Rif, tra cui spicca il leader Nasser Zefzafi.

di Giulia Beatrice Filpi, giornalista

27 luglio 2017

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