Rifiuti. Ecco le aziende che smaltiranno le ecoballe - DIRE.it

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Rifiuti. Ecco le aziende che smaltiranno le ecoballe

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NAPOLI – “Se si riuscirà a far partire la gara delle ecoballe che riguarda la mia terra, nella quale stiamo svolgendo un controllo molto forte, questa è una soddisfazione che dal punto di vista personale vale più di 10 posizioni da scalare”. Così Raffaele Cantone, in una recente intervista apparsa su Specchio Economico, annunciava che l’occhio dell’Anac si sarebbe allungato anche sulla gara per la rimozione delle ecoballe in Campania.

Dopo il via libera dell’Anticorruzione al capitolato d’appalto e l’individuazione delle aziende che si sarebbero occupate dello smaltimento dei rifiuti imballati, il governatore Vincenzo De Luca ha annunciato che lunedì si partirà con la rimozione delle ecoballe.

Le prime operazioni sono previste a Villa Literno, in provincia di Caserta, dove bisognerà rimuovere 300mila tonnellate di rifiuti ancora stipati nella discarica di Lo Spesso. Procederà allo smaltimento l’associazione temporanea Vibeco, BM Service e Sirio Ambiente e Consulting che si è aggiudicata l’appalto per i lotti 5 e 6 presentando ribassi di poco superiori al 4% rispetto alla base d’asta di 15 milioni di euro a lotto. Tutte le aziende vincitrici delle gare hanno indicato come sito di destinazione finale sia impianti italiani, che dovranno essere prettamente impianti di recupero, che discariche estere, per smaltire il materiale che non potrà essere recuperato. Le ecoballe rimosse da Vibeco dovrebbero finire a Monocalzati (Avellino) ed in Romania, smaltite nelle quattro discariche di proprietà della Ecosud di Bucarest.

L’impresa, come stabilito dal capitolato d’appalto, ha effettuato un sopralluogo preliminare a Villa Literno per prendere visione delle condizioni tecniche e logistiche di esecuzione del lavoro ed è tenuta a condurre le attività di prelievo in modo da limitare l’impatto ambientale. Seguiranno le operazioni di trasporto dal sito di stoccaggio all’impianto di destinazione che potranno avvenire su gomma, su rotaie o via mare verso un Paese dell’Unione Europea. Nel caso di trasporto su rotaie, l’operazione di trasferimento è più complessa perché bisognerà prima stoccare il pattume in una destinazione intermedia, in attesa delle autorizzazioni del Paese comunitario. Il nome di un dirigente di Vibeco, Bernardino Filipponi, era finito in alcune inchieste, condotte dalle procure di Milano e Rovigo, per il suo ruolo di ex rappresentante legale di un’altra società che si occupa di smaltimento dei rifiuti, la Daneco Impianti.

Il 31 maggio, il 1, il 6 e il 7 giugno sono previsti i successivi trasferimenti, fino a coprire i lotti assegnati con il primo finanziamento del 2016.

Dopo Villa Literno, le operazioni di smaltimento dovrebbero interessare le località Masseria del Pozzo e Masseria del Re a Giugliano e il depuratore di Marcianise (lotto 2 e 4) per un totale di 181mila tonnellate di ecoballe, le aree Asi e Stir di Piandardine ad Avellino, la Fungaia e l’area Stir di Casalduni ad Avellino e la vasca depuratore di Coda di Volpe ad Eboli (lotto 8) per un totale di 95mila tonnellate di rifiuti imballati.

Ad aggiudicarsi l’appalto per Giugliano, le due ATI Defiam ed Ecobuilding e Ecosistem ed Econet. Nel 2009, i vertici della Defiam – che dovrebbero trattare le ecoballe campane in una discarica di proprietà dell’azienda SR Technologies di Sofia, in Bulgaria – furono coinvolti in un’inchiesta su presunti smaltimenti illeciti di rifiuti del termovalorizzatore di Colleferro.

“Ci siamo rivolti a quest’azienda bulgara – spiegano all’agenzia DIRE i rappresentanti della Defiam – perché in Italia non c’è spazio per noi piccole aziende non in odore di camorra e quegli unici quattro ‘forni’ che ci sono vengono gestiti da 3 o 4 società in house che fanno cartello fissando il prezzo. Per partecipare a gare come questa abbiamo dovuto trovare un’azienda all’estero, altrimenti ci saremmo potuti occupare esclusivamente del trasporto dei rifiuti, impossibilitati a partecipare alle gare”. Coinvolti in un processo sul traffico di rifiuti che nel 2007 ha coinvolto Montefiascone (Viterbo) e altre città del centro Italia e la Sardegna, anche gli ex manager della Econet. In Ati con l’azienda c’è la Ecosistem, srl finita nel filone calabrese dell’inchiesta Tempa Rossa.

I vertici della ditta difendono a spada tratta l’operato della società e raccontano all’Agenzia DIRE che “i rifiuti saranno smaltiti in un impianto dell’industria de residuos Valor-Rib (del municipio di Braga, in Portogallo, ndr) e in altri impianti italiani. Per il trasferimento all’estero, però, bisognerà attendere perché i rifiuti dovranno essere caratterizzati, bisognerà aprire il telo e fare il campionamento, poi le analisi, sulla base di una caratterizzazione definita dall’accordo con l’Aprac e con la supervisione dell’Anac”. Le aziende vincitrici dell’ottavo lotto, Sarim e Bps, utilizzeranno siti di recupero a Pianodardine, Monocalzati e Serino e di smaltimento del Portogallo, di proprietà della Rima – Resíduos Industriais e Meio Ambiente S.A del distretto di Porto.

27 maggio 2016
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