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Trovati nel Mar Nero i resti dell’aereo russo diretto in Siria

ROMA – Il terrorismo non è “tra le ipotesi principali” delle cause del disastro aereo di ieri nel Mar Nero: lo ha sostenuto oggi il ministro russo dei Trasporti, Maksim Sokolov, poco prima dell’annuncio di ritrovamenti di resti del Tupolev-154 e di corpi senza vita di alcune delle 92 persone a bordo.

Secondo Sokolov, gli inquirenti privilegiano per ora la possibilità di un errore del pilota o di guasto. Una tesi, questa, ribadita nonostante la diffusione da parte di alcuni mezzi di informazione russi della registrazione di un colloquio in apparenza tranquillo tra controllori di volo pochi istanti prima della scomparsa del Tupolev dai radar.

Parti di aereo sono state recuperate oggi a una profondità di circa 27 metri, a meno di due chilometri di distanza dalla riva russa. Le ricerche, in particolare delle scatole nere, cruciali per stabilire le cause del disastro, sono continuate nel pomeriggio con la partecipazione di circa 3500 persone a bordo di navi, aerei ed elicotteri.

Partito da Sochi, il Tupolev era diretto in Siria, nel porto di Latakia. A bordo giornalisti, operatori umanitari e almeno 60 componenti dell’Ansambl Imeni Aleksandrova, noto nel mondo come il coro dell’Armata Rossa.

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26 dicembre 2016
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