Toscana

Lungarno, il Comune: “Perdita a mezzanotte, eventi collegati”

Crollo (4)FIRENZE – A mezzanotte e mezzo di martedì in lungarno Torrigiani “c’era un fiume d’acqua” raccontano i testimoni. Scattata l’emergenza “sono state chiuse le tubature, quindi alle tre, tre e mezzo, la situazione era tornata alla normalità. Poi, alle 6.15 del mattino il collasso della strada. Sicuramente i due eventi non possono che essere correlati”. L’ingegnere Giacomo Parenti, direttore generale del Comune di Firenze, si è presentato presto stamani nella zona rossa, in quel pezzo di Firenze con vista Ponte Vecchio, Vasariano e Uffizi, ferita da una voragine di 200 metri, oggi sgombra dalle auto inghiottite e forse ancora più brutale. La posizione di Palazzo Vecchio, quindi, non muta: qualcosa non ha funzionato nella notte tra il 24 e il 25 maggio, “l’errore umano” ipotizzato ieri dal sindaco Dario Nardella resta la linea dell’amministrazione. Il punto è che, ed è questo il ragionamento dei tecnici comunali, dopo il primo strappo patito in una sorta di arteria dell’acquedotto, la centrale di Publiacqua avrebbe dovuto alleggerire la pressione dentro le condotte in attesa dell’intervento di riparazione. Ipotesi in attesa che le relazioni tecniche e le indagini della procura, che ha aperto un fascicolo, facciano luce sul collasso del lungarno.

Ma il clima è già infuocato e Nardella ha già posizionato l’artiglieria anche se non la sta puntando sul presidente di Publiacqua, Filippo Vannoni, “che non ha compiti sul campo, che si è dimostrato disponibile e attivo”. E’ contro il management operativo della società che gestisce la rete idrica fiorentina- controllata dal 60% dai comuni (con Firenze che fa la parte del leone) e dal 40% da Acea- che il sindaco scaglia le parole più dure. Nel mirino c’è Alessandro Carfì, ad di Publiacqua, e, come ricordava già ieri la Lega Nord, marito di Alessandra Cattoi, braccio destro dell’ex sindaco Iganzio Marino, ex assessore alla scuola e coordinatrice della giunta capitolina.

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di Diego Giorgi, giornalista

26 maggio 2016
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